Yoga e sport: quando lo stop forzato può essere un’opportunità

Yoga e sport: quando lo stop forzato può essere un’opportunità

Lo yoga è una pratica fondamentale per sentirsi meno smarriti e per dare un senso positivo alla nostra quotidianità, sconvolta all’improvviso.

Claudia Zambrelli

24 Marzo 2020

3

Ciao a tutti, sono Claudia, un’insegnante di Yoga Hatha e Vinyasa.

Scopro lo yoga grazie allo sport, come compensazione degli allenamenti. Ben presto la pratica sul tappetino diventa la mia più grande passione, insieme alla bici da corsa con cui ancora mi concedo tranquille pedalate.

Oltre che ad una fonte di benessere e continuo miglioramento fisico, nello yoga ho trovato un pezzo di cielo sempre sereno sopra ogni giornata, un angolino tranquillo dentro di sé a cui poter sempre fare ritorno, attraverso respiro e movimento, e da cui guardare alla vita con gratitudine, lucidità, serenità e apertura.

Ho completato la mia formazione presso la scuola Yoga Bolzano diplomandomi Insegnante di Yoga, metodo hatha e vinyasa. Ancor prima di insegnante mi sento, però, studentessa – non si è mai finito di imparare nello yoga e mi piace sentirmi in cammino lungo un percorso di conoscenza e trasformazione personale lungo quanto la vita.

 

Yoga
Yoga, Claudia Zambrelli

 

Dovevamo fermarci

È il leitmotiv che ormai da giorni accompagna una quotidianità stravolta all’improvviso a cui si cerca di dare un senso positivo per sentirsi meno smarriti. Non c’è post sui social che manchi di ricordarci di approfittare di questo tempo sospeso, consigliando una buona lettura ed un bel film.

Che dovessimo fermarci, lo avevamo pensato noi stessi, tante volte – almeno per riprendere fiato.

E dunque sfoderiamo i nostri migliori propositi per sfruttare al meglio questo tempo, rispolverando questo o quel tutorial di allenamento che non avevamo mai avuto modo di guardare.

Eppure, nonostante buoni intenti e senso di responsabilità civica, c’è qualcosa che quotidianamente si mette per traverso a queste giornate di quarantena, costringendoci a fare i conti con una scomoda verità – lontani dagli allenamenti e dalle nostre più grandi passioni, sono più i momenti in cui il fermarsi ci piomba addosso come una costrizione, rispetto a quelli in cui riusciamo a vedervi un’opportunità.

Inutile negarlo, il bicchiere non è sempre mezzo pieno nel bilancio quotidiano: orfani della nostra routine di uscite e allenamenti, la parte vuota ci sembra essere sempre più della metà.

Ma forse, a ben vedere, è proprio lì che potrebbe stare il potenziale per chi sia è pronto a coglierlo. Nella metà libera di quel bicchiere. Nel vuoto che diventa un’opportunità che lì per lì avevamo mancato di notare e uno spazio per nuove abitudini dei cui benefici potremo godere non appena torneremo a correre, pedalare o nuotare con nuova e più profonda consapevolezza.

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, dunque?

C’è una disciplina che sopra ogni altra ci allena a vedere entrambi gli aspetti e a trarne il meglio da ciascuno, a maggior ragione quando la scelta è forzata e la via dell’accettazione sembra essere l’unica che vada nella direzione del proprio benessere psicofisico. Smettere di rivolgere l’attenzione a ciò che ora non possiamo fare significa liberare energie e creare spazio per altre possibilità, comprese tipologie di allenamento integrativo che ancora non avevamo considerato.

Questa disciplina è lo yoga, pratica millenaria che ci insegna a coltivare questo approccio tanto in relazione al movimento quanto, più in generale, alle sfide della vita.

In sanscrito, antica lingua indiana, la parola yoga significa semplicemente “unione”, integrazione degli opposti – bicchiere pieno, bicchiere vuoto. Azione, pausa. Movimento, stasi. Pianificazione, accettazione. Corpo e mente, uniti in un punto di equilibrio, di armonia e serenità attraverso respiro e movimento consapevole.

Praticando yoga comprendiamo come l’agire di forza, così come siamo abituati nello sport, non è sempre la migliore risposta alle circostanze e scopriamo che, anche rimanendo fermi, le possibilità di movimento saranno ridotte ma non per questo meno efficaci – è questo che percepiamo chiaramente ogni volta che, ad esempio, mantenendo una posizione lasciamo che sia il solo movimento del respiro ad agire profondamente sull’allungamento del corpo e sulla quiete della mente.

“Lo yoga ci insegna ad accettare quello che non può essere modificato.”

B.K.S.Iyengar

Yoga

 

In conclusione, dunque, fermarsi non significa per forza dover restare immobili, così come accettare di dover restare a casa, quando fuori non è possibile andare, può rappresentare una grande opportunità per esplorare dentro di sé un modo di abitare il corpo diverso dal gesto sportivo, dove ogni movimento non conta ai fini del risultato ma soltanto dell’esperienza.

Imparare a chiudere gli occhi e ad osservare in silenzio cosa succede nel corpo con concentrazione, lucidità e consapevolezza potrà tornarci utile anche nello sport, quando il corpo tornerà ad essere lo strumento per il raggiungimento dei propri traguardi.

Per ora, lasciamo che il movimento possa essere un momento di ascolto e di serenità, nonché di crescita personale, anche dal punto di vista atletico – oltre agli aspetti già citati, legati alle circostanze attuali, sono infatti tanti i benefici che in generale la pratica dello yoga è in grado di apportare in ambito sportivo: dalla prevenzione dell’infortunio, alla correzione posturale, dal miglioramento della mobilità articolare, al potenziamento della concentrazione sotto sforzo; senza tralasciare poi l’efficacia della pratica per quanto riguarda l’aumento della consapevolezza propriocettiva e l’allenamento della lateralità, così come dell’equilibrio e della gestione ottimizzata della forza; da ultimo, chi pratica la disciplina conosce gli effetti sorprendenti dello yoga in quanto a miglioramento della capacità respiratoria e di recupero.

Provare per credere, la natura esperienziale della pratica rende difficile tradurne in parole il potenziale.

Vantaggio non secondario, ed in questi giorni più importante che mai, è indubbiamente la possibilità di svolgere l’attività a corpo libero e in ambienti ristretti – lo spazio di un tappetino fitness e il proprio corpo è tutto quel che serve.

Prossimamente avremo modo di approfondire alcuni facili esercizi di meditazione e pranayama (tecniche di respirazione) eseguibili anche da fermi, per imparare a coltivare le tante possibilità dello “stare” nel corpo con consapevolezza.


…aspetto i vostri commenti, per qualsiasi domanda o consiglio sulla pratica ;)