Volantis, il casco che mi permette di scrivere ancora.

Volantis, il casco che mi permette di scrivere ancora.

il nuovo casco aero di Rudy Project mi era piaciuto già vedendolo sulla carta, una volta testato ha dimostrato che 3 anni di studi sono spesi benissimo, in comfort e sicurezza.

Andrea Toso

12 Luglio 2019

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Questa volta mi sono impegnato oltre ogni limite per fare una recensione davvero precisa, troppo spesso leggiamo report di prodotti che vengono estrapolati da schede prodotto più che dall’uso reale, ma io no, io ho voluto testare a fondo questo casco, il Volantis di Rudy Project, e per darvi davvero la massima conoscenza ho deciso di indossare una tutina da crush test dummie e sacrificarmi alla causa davanti al mio caporedattore.

Era tutto pronto per creare un evento mediatico ma lui non è stato reattivo e non ha filmato il crush test, per cui ve lo racconto io prima ancora del test generico del Volantis.

Il Volantis è un casco aero per cui lo avevo battezzato come protezione per il triathlon Olimpico di Sirmione, vestito il body calzate le scarpe da ciclismo, zaino sulle spalle e muta in spalla, cosa non trascurabile visto il vento che stava ripulendo il cielo dai temporali mi stavo recando ad allestire la T2. Una folata mi sposta la bicicletta una prima volta, si chiamerà Bianchi Aria per qualcosa, una seconda ma nessun problema, il mio amico di EnduMag starà preparando la ripresa, alla terza ventata anziché la bici si sposta la sacca con la muta che scivola giù dal braccio ed entra nella forcella aero della Bianchi bloccando la ruota, ma non la mia energia potenziale che tutt’un tratto si trasforma in energia cinetica.

Hai ripreso tutto?!?” chiedo io, ma sento una bestemmia che doppia la mia, no, non ha ripreso.

Però il test è stato fatto, e se sto scrivendo ha avuto esito positivo: il casco ha assorbito l’urto alla tempia, si è deformato alla rottura, si è grattato nella sua bella copertura opaca, ma quando è arrivata l’ambulanza e mi hanno chiesto se avessi battuto la testa ho tranquillizzato tutti dicendo di no, non mi sembra proprio, sofferente per le 5 costole rotte sotto la scapola, di cui 4 scomposte, la clavicola destra (nuovamente) lussata ed un colpo di frusta.

Il test prosegue con i controlli del caso con trattamento lusso che EnduMag mi riserva sempre, stavolta in collaborazione con gli Spedali Riuniti di Brescia che mi hanno riservato anche un volo in elisoccorso, RX, TAC in urgenza e ricovero per 3 giorni in camera doppia in Chirurgia Toracica, con festino notturno il sabato notte a base di morfina.

Tornando seri per qualche secondo avere il casco allacciato anche recandomi in zona cambio bici/running mi ha salvato se non la vita da danni veramente seri, magari qualche giorno si rianimazione, e sicuramente avrei la barba a strisce per grattate varie in volto, mentre l’unica contusione sulla testa è stata una grattatina nell’orecchio, pochissime anche sui gomiti, praticamente lusso.
Il mio pensiero della giornata era già stato di disprezzo per gli atleti che giravano Sirmione in BDC ma senza casco, chissà perché nel traffico ventoso non ne sentissero necessità, io di mio lo metto il più possibile, da oggi a maggior ragione, cosa dite?

Torniamo al Rudy Project Volantis, votato alla categoria aero quindi circuiti, pista e triplice, la prima cosa che ho sentito nel test (reale) è che è un casco immediato nel comfort, appena calzato lo sento davvero mio, sistemare il lacciolo “Divider Pro Side Buckles”e la rotella posteriore “RSR 10 V Adjustable Retention System” fa dimenticare di averlo indossato, cosa che per un casco triathlon riveste un’importanza enorme visti i tempi minimi che si cercano di impiegare nel cambio nuoto bici, un pensiero in meno davvero.
Come tutti i caschi aero le prese di aerazione sono utili per il passaggio d’aria forzato in velocità, non immaginiamoci che i 9 spazi siano ampi e generosi in calde giornate di passi dolomitici, ma sono studiati scientificamente per ottimizzare i flussi d’aria garantendo l’evaporazione del sudore ed il raffreddamento della testa . Nei mesi che lo ho usato prima del crush test ho avuto occasione di valutarlo sia con gli occhiali che con la visiera integrabile che si inserisce nella scanalatura sulla fronte, che sebbene abbia la stessa origine di design di quella della linea Boost sul mio volto si è rivelata più confortevole, come sempre ogni corpo fa storia a sé.

La costruzione della scocca è fatta in EPS a doppio stampo, coniugando leggerezza, comfort e sicurezza, uno dei dati che mi ha stupito nelle chiacchiere con l’azienda riguarda al tempo medio di progettazione di un nuovo casco che si assesta in 3 anni. Leggero oltre che confortevole il Volantis, si parla di soli 250 gr a fronte della solidità dimostrata nel mio impatto sull’asfalto di Sirmione, avrei preferito tenerlo nel mio parco caschi, il colore da me scelto nero opaco con due strisce, tipo racing car, rosse lo rendeva perfetto per la mia divisa sociale Black Bart Triathlon, adesso farà parte del parco danneggiati di Rudy Project che non ne aveva ancora uno a disposizione visto il breve tempo di commercializzazione, ad un prezzo più che affrontabile di 149€.

Gli altri colori in listino oltre al nero opaco/rosso sono giallo fluo/nero, bianco/nero e nero opaco/nero lucido, sicuramente si troverà il match perfetto tra bici e divisa sociale, il casco ci salva la vita, allacciato e della giusta taglia, teniamo d’occhio la sua condizione anche se non lo dobbiamo rottamare come il mio Volantis, grazie Rudy per avermi salvato la testa!

P.S. Avendo scritto da poco un articolo intitolato “Esordio nel triathlon: 20 consigli pratici per la tua prima gara” mi sento in dovere aggiungere il 21mo “non cappottare prima della gara”, specificando che nonostante l’attore sia stato il vento, avessi avuto la muta fissata meglio e senza possibilità di muoversi nel braccio, questo articolo sarebbe stato più serio e le mie ossa sane.