Uno sguardo diverso alla Costa Smeralda, dalla bici.

Uno sguardo diverso alla Costa Smeralda, dalla bici.

Il privilegio di visitare la Costa Smeralda in bicicletta a fine stagione per lavoro in occasione di ITU Arzachena, la gara di coppa del mondo di Triathlon.

Andrea Toso

11 Ottobre 2020

0

Della Costa Smeralda si sente parlare ogni estate, ce la siamo vista raccontata da amici dalle diapositive anni ’90 alle stories social di questo secolo, ma troppo spesso se ne è visto il lato commerciale estivo, la movida da Billionaire e Smaila’s, creando un mondo patinato che si sovrappone offuscando la bellezza di questi posti.
La fortuna visitarla a fine stagione avanzata, in bicicletta, e per lavoro credo sia un privilegio. L’occasione nasce con la trasferta per la gara ITU Arzachena che ci porta a Cannigione, orfani del bellissimo progetto del Triathlon della Costa Smeralda 2020, gara per Age Group su distanza Olimpica che avrebbe concluso il weekend 29/30 maggio (si rivedrà nel 2021!) ma che la pandemia ci ha rimandato, così decidiamo di noleggiare una bicicletta e pedalare parte del percorso lungo la costa che da Cannigione ci porterà a Porto Cervo.

Il lavoro richiede prima la ricognizione del percorso dell’ITU Worldcup Arzachena, ne abbiamo scritto e parlato con gli atleti prima di arrivare, ma finché non si affronta non si può immaginare la durezza, tant’è che Angelica Olmo e Verena Steinhauser ci dicono che non credevano tanto dura, sebbene si siano allenate su salite simili, tal Gustav Iden su STRAVA oltre al KOM salita e discesa titola (i percorso è di 6,7 km): “Non ci saranno sopravvissuti, nemmeno io“. La salita è sicuramente dura, ma anche soffrendo si riesce ad ammirare il panorama del mare dall’alto, ed in discesa si cerca concentrazione nonostante l’occhio si sposti sul blu che chiama attenzione, ma c’è tempo per vederne, fidatevi. Il focus del nostro giro in bicicletta uscendo da Cannigione, dopo essere sfrecciati sul lungomare, munito di ciclabile doppio senso, che porta al campo gara è il resto dell’insenatura, così chiusa da ricordare un lago.

Usciamo pedalando sulla Strada regionale 13 per girare a sinistra sulla Provinciale 162 che ci porta di nuovo vicini al mare risalendo poi per la Provinciale 59 bis che costeggia la parte est dell’insenatura. Dalla bici non lo notiamo, ma basta una veloce ricerca su Google maps per scoprire che sono segnalate già due spiagge con accesso ai cani, note di civiltà da segnalare senza dubbio.

Dalla bicicletta notiamo invece il susseguirsi di immagini da scolpire nella propria mente, scorci di mare, poi delle rocce lunari, poi vegetazione, poi ancora un edificio che sembra una fortificazione abbarbicata in cima a un colle, ma passandoci poi accanto scopri che è una ristrutturazione in casa civile. Proseguiamo a stupirci del cambio rapido di panorama e dell’interrotta meraviglia che ci fa compagnia anche dopo aver sfilato Cala Bitta giriamo a destra verso Poltu Qualtu spostandoci per pochi km dalla provinciale che segue a distanza la costa est e indirizzarci verso quella nord che si aprirà scendendo un paio di tornanti che ci “buttano” su  Porto Cervo in tutta la sua bellezza.

La strada è molto movimentata, il dislivello complessivo sarà di 630 m inclusi i primi della scalata a Micalosu, quella che Iden ha dichiarato non avrebbe lasciato superstiti, quella che ha caratterizzato la gara ITU Arzachena. Una cosa atipica per un giro in bicicletta, presenza automobili quasi nulla, ne avremo incrociate una ventina o poco più in 50 km totali, le strade sono abbastanza curate, il pensiero perché non ci siano camp di ciclisti o triathlon off season ci sfiora, lo ammettiamo, perché andare a Lanzarote se c’è la Sardegna?

Fatto sta che siamo arrivati a Porto Cervo, obiettivo del giro, scendiamo in piazzetta ad ammirare sgombra da turisti, la spiaggetta sottostante ha solo due turisti di cui una impegnata in esercizi di acquagym creare anelli concentrici nell’acqua blu con il suo movimento.

L’anello ciclistico si potrebbe completare per la Strada Provinciale 59, passando per Solo Pevero Santa Teresina e rientrare verso Cannigione, ma preferiamo il rientro per la medesima strada, i minuti sono contati e gli impegni chiamano.

Da Cannigione, seduti in un bar sul lungomare stiamo guardando la parte opposta della costa studiando dove fossimo, da che parte siamo passati, l’aria è tersa e se ci fosse gente in spiaggia probabilmente la vedremmo a distanza