Il traguardo: prima con la mente

Il traguardo: prima con la mente

La corsa di endurance, ovvero di resistenza, di lunghezza, ha una fortissima componente mentale. Nelle corse più brevi la mente […]

Riccardo Mares

27 Settembre 2017

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La corsa di endurance, ovvero di resistenza, di lunghezza, ha una fortissima componente mentale. Nelle corse più brevi la mente deve portarci a spingere al massimo, per secondi o minuti. Quando aumenta il chilometraggio, c’è necessità di avere la situazione sotto controllo e soprattutto avere noi stessi sotto controllo. Più kilometri, più tempo, più controllo.

Mezza maratona, maratona e ultra maratona richiedono un impegno cognitivo enorme. La testa ci permette di sostenere allenamenti estenuanti, di superare le crisi, di superare la solitudine (specie negli allenamenti) per ore e ore. A volte ci si rende conto di quanto poco siamo in grado di stare con noi stessi e di quante volte incosciamente, o quasi, rifuggiamo dall’approfondirci.

Ricordo ancora le mie prime corse agli esordi, le prime corse oltre all’ora: momenti di sconforto, momenti in cui mi chiedevo chi me lo faceva fare, momenti di rinuncia in cui il corpo si pietrificava, stile golem.
Una sorta di paura, l’oppressione di una solitudine che può diventare “fatale” se non riusciamo a controllarla, specie quando gli zuccheri in corpo scarseggiano e le gambe “chiudono”. Molti superano i primi momenti facendosi accompagnare dalla musica, altri dalla compagnia, altri ancora inseguono uno stato mentale di relax e quello è l’obiettivo primario di chi punta alla lunghezza.

Allenarsi con gli altri è sicuramente la cosa più bella, ma per chi punta a risultati e miglioramenti non è una cosa banale, perché è necessario trovare partner in grado di mantenere i nostri ritmi, altrimenti gli equilibri del buon allenamento saltano.

Tornando alla mente, il principale consiglio che posso dare è partire dalla mente stessa e il medium più efficace è la cultura. Qualcuno si affida a motivatori, altri a tecniche come lo yoga o il training autogeno. Secondo me si può iniziare a “esplorarci” e a prepararci per una maratona anche partendo da dei buoni libri.

Il mio suggerimento è un percorso fatto di tre step: sogno, base e viaggio. Sono consigli estremamente personali, basati sulla mia esperienza e su libri che ho letto e che mi piace condividere con le persone care. Non escludo che ci siano altri libri bellissimi, anzi ne sono sicuro, e libri che a me non sono piaciuti ma che potrebbero far fare il salto di qualità.

Il sogno: Murakami

Un libro che a me ha dato tantissimo è L’arte di correre di Haruki Murakami. Il grande romanziere giapponese, classe ‘49, ci racconta il suo percorso in cui è diventato runner, l’avventura di correre la Maratona in Grecia e le ultra maratone.

La classe indiscussa del maestro, la passione e la condivisione dell’avventura con il lettore, lo rendono un libro decisamente molto stimolante. Secondo me funziona benissimo soprattutto per chi ha già diverse centinaia di km sulle gambe. Sicuramente chi si lascerà trasportare dal sogno potrà farsi trasportare dalle immagini e sognare di uscire e correre, per poter raccontare le proprie avventure.

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La base: Trabucchi

Pietro Trabucchi è uno dei più grandi preparatori per ultra maratoneti presenti in Italia. È uno psicologo ma a sua volta è protagonista di imprese al limite delle capacità umane. È proprio su questi limiti che Pietro lavora su se stesso e sugli altri, con grandi risultati anche nel mondo del rugby.

Il suo primo libro Resisto dunque sono è un assoluto best seller, e sono certo che sarà in grado di farti lavorare dentro di te e invogliarti a leggere gli altri. Il concetto fondamentale è quello della resilienza, di sapersi adattare attivamente agli eventi, di sapersi adattare per superare le difficoltà: cosa può esserci di meglio per superare i muri della preparazione di una maratona e della gara stessa?

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Il viaggio: Shapiro

Larry Shapiro è insegnante di Filosofia all’Università del Wisconsin e si occupa principalmente di natura della mente e delle sue relazioni con il corpo. Nel libro Lo zen e l’arte della corsa disegna un viaggio che coniuga le filosofie meditative orientali con il correre.

Al di là di alcune indicazioni pratiche su come iniziare un cammino meditativo correndo, è un piacere leggere come la corsa possa diventare un mezzo di rilassamento, in modo particolare per i maratoneti e gli ultra maratoneti, nelle infinite corse con il motore a basso numero di giri.

Come già scrissi nel 2015, il libro per me è stata come una chiacchierata con un buon amico. Fammi sapere cosa è stato per te.

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La follia: …

Volevo consigliarti anche un altro libro da leggere, ma considerando che magari stai preparando come me la #VeniceMarathon e che hai bisogno di stare concentrato su te stesso e gli allenamenti, facciamo che te lo dico un’altra volta? Perché? Perché su di me ha fatto un effetto strano. Promesso: ti svelerò che libro era, ma non ora.