Topo Athletic, nuovo brand dall’esperienza consolidata.

Topo Athletic, nuovo brand dall’esperienza consolidata.

Qualche giorno fa ho ritrovato la storia del marchio Vibram visitando il nuovo museo sulla storia del 900 italiano M9 a Mestre in cui si ricorda l’eccellenza italiana, tra cui quella nella costruzione delle suole da montagna, nata dalla sofferenza nell’aver visto morire amici in montagna con suole di cuoio, per cui il fondatore Vitale Bramani si rivolse all’amico Pirelli per ottenere una gomma da vulcanizzare e finì per mandare poi gli italiani sul K2.

Andrea Toso

27 Febbraio 2019

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E così Tony Post nonostante avesse già contribuito al mondo del running con 30 anni di onorata carriera prima in Rockwell, poi in Vibram di cui era presidente USA e tester proprio al progetto Five Fingers (detenendo un PB da 2h25′) sentiva di avere ancora qualcosa da sviluppare nel mondo calzaturiero sportivo ed eccoci a scoprire il mondo Topo Athletic, fondato nel 2013.

Arriviamo al 2019 ed al test di due scarpe da trail diverse per destinazione d’uso ma uguali nella filosofia di base: le leggerissime e spinte Terraventure 2,  le leggerissime e protettive Ultraventure.

Scusate la ripetizione, brutta e cacofonica, ma calzate è una sensazione che si avverte immediatamente e va evidenziata. Oltre la leggerezza, non so se ve lo avevo già segnalata, 306 gr le prime (232 nella versione donna) e 317 le seconde (257) si leggono praticamente pesi da ammortizzate e non da trail,  le due scarpe portano avanti la filosofia Topo Athletic, che deriva da esperienze precedenti di design, un avanpiede molto largo, un differenziale minimo, una ammortizzazione limitata per completare un assetto ideale per la corsa al naturale.

Topo Athletic Terraventure 2

Quindi partiamo in ordine di descrizione con le Terraventure 2, una scarpa spinta come dicevamo, che con la sensazione di una scarpa da strada garantisce il grip in una scarpa gara trail, con suola Vibram XS Treck rinforzata da una rock plate per proteggere dai sassi rocce e radici mantenendo trazione sul fango. I disegni infatti sono tradizionalmente opposti tra suola anteriore e tallone così da mantenere il grip in salita e tenere in discesa. Il drop è di 3 mm, davvero minimo e delicato, non problematico per chi davvero sta già correndo sul mesopiede;

l’ammortizzazione posteriore non gradirebbe la tallonata continuativa. L’allacciatura deve essere giustamente lavorata e fa adeguare velocemente la tomaia anche ad una pianta stretta, con un passante “a buco” anteriore e due a fettuccia che aiutano a scorrere velocemente, altri due a buco bloccano bene il piede così da non rischiare le unghie in discesa anche senza eccedere in cm di sicurezza anteriore. Nel test partito su asfalto, passato su sterrato, per poi andare su erba e fango, i tempi di contatto a terra sono rimasti praticamente invariati denotando un’ottima reattività. La tomaia ha un trimesh molto traspirante, ottimizzato con “branchie” (posizionate subito sopra la suola in corrispondenza del metatarso) per espellere eventuale acqua entrata in guado o umidità da erba, così da garantire il piede più asciutto possibile. Se si partisse in certezza di acqua o neve c’è un apposito attacco per le ghette Topo sul tallone (vengono vendute a parte) al fine di tutelare sempre il piede. Essendo una scarpa che mira alla corsa la naturale va da se che non ci sia alcun supporto mediale, lascia il piede esprimersi come comanda il runner, ma la sensazione è di premiare la propriocettività e di sentire molto il terreno su cui si sta correndo. Anche la tenuta laterale messa a dura prova su un costone di terra dissestata ha lasciato un’ottima impressione, le  lamelle Vibram tengono alla grande!

L’intersuola ammortizzante è in EVA a doppia densità e la soletta in Ortholite.

Topo Athletic Ultraventure

Subito dopo aver testato l’arma da guerra rimaneva la curiosità di sentire la differenza della più protettiva Ultraventure, con un look più serio ed un drop lievemente rialzato a 5mm, si direbbe poco niente. Invece si sente, si sente eccome appena calzata e quando si parte a correre ci si trova agevolati rispetto alla sorella da gara. Allacciando si sente ancor di più la protezione ed il piede è ancor di più tutelato e perdonerebbe anche un tentativo di tallonata, fermo il concetto di corsa al naturale. L’allacciatura ha un passante in più della Terraventure 2 e la linguetta un soffietto che tutela di più il piede, infatti viene indicata più per ultra che per distanze brevi, per cui è più adatta la prima. La suola ha le stesse skill della precedente ma visto che l’intersuola ammortizzante è un iniettato di EVA a tripla densità cala la sensazione di contatto con il terreno, visto il fine ultra è ben ragionata, soletta in Ortholite.

Le scarpe testate sono quelle scelte dal primo ambassador italiano Marco Zanchi, vincitore dell’Orobie Ultra trail 2018 che si appresta a partecipare all’EcoTrail di Parigi a metà marzo, sono distribuite in Italia da Option