Time To Play, again

Time To Play, again

Questo messaggio è l’aggiornamento del classico Time To Play di Salomon, e viene fatto lanciare ai propri ambassador, tessuto connettivo tra noi amatori e l’azienda, che intervistati hanno sviscerato sofferenze e abitudini del periodo di lockdown, per poi tornare a giocare nuovamente.

Andrea Toso

18 Giugno 2020

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#timetoplayagain

Il lockdown è stato un periodo difficile per noi sportivi, abituati alla libertà nel mondo, rinchiuderci in casa a fare corpo libero, correre attorno al perimetro della casa è stato frustrante. Il lato della medaglia da rivalutare potrebbe essere quanto ci si sia resi conto che non abbiamo dato il giusto valore al tempo trascorso all’aperto, dandolo per scontato, e con ingenuità o forse inconsciamente, eravamo convinti che sarebbe sempre stato lì a nostra disposizione.

Ci sbagliavamo.

Oggi stiamo tornando a una nuova normalità, liberi di allenarci in attesa di gare che arriveranno, ma anche no, ci stiamo già adattando al piacere dello sport per noi stessi.
#timetoplayagain

Tempo di giocare, di nuovo.

Questo messaggio è l’aggiornamento del classico Time To Play di Salomon, ed è stato messo addosso non tanto ai super testimonial come Killian Journet, bensì ai propri ambassador, il tessuto connettivo tra noi amatori e l’azienda, che intervistati hanno sviscerato sofferenze e abitudini del periodo di lockdown, per poi tornare a giocare nuovamente.

Queste le domande ed alcuni stralci dalle risposte.

Come ti sei mantenuto/a in forma durante il lockdown?

“I primi giorni il problema più grande è stato mentale… Ho spostato in avanti la programmazione annuale, normalmente mi concentro con il blocco di forza nel periodo invernale, palestra, sci alpinismo, montagna pura e poi in primavera trasformo i lavori aumentando i blocchi corsa in funzione delle gare programmate… mi sono concentrata maggiormente sulla forza sia agile che pura, utilizzando le rampe delle scale di casa, sviluppando circuiti funzionali a terra e attraverso attrezzi da palestra che ho a casa e che utilizzavo già prima del lockdown… “Ho approfittato di questo periodo inizialmente per curare i piccoli acciacchi che si erano presentati dopo una preparazione invernale piuttosto intensa…Devo dire che fare questo mi ha permesso di rinforzare molto la zona “core”, area che viene spesso messa in secondo piano durante la routine ma che invece se allenata a dovere aiuta a prevenire e migliorare la corsa”… “Durante il lockdown mi sono riposato che ero proprio stanco! …

Quanto ti ha colpito questo periodo di “confinamento”?

Ho creato opportunità mentali e fisiche che mi hanno addirittura motivata, ho impostato lavori in maniera differente. Ecco il segreto forse, il cambiamento visto in positivo a 360 gradi… Molto! Vivendo solo e lontano dai miei parenti ho passato 2 mesi in cui ho seriamente capito quanto è importante per me il contatto umano… Ma il silenzio che si sentiva e l’assenza di movimento delle macchine e delle persone era una sensazione forte.

Qual è la prima attività all’aperto che hai fatto dopo il lockdown?

La fase 2 mi ha sbattuto in faccia il perché dedico anima e corpo a fare sacrifici per scelta e che quindi diventano privilegi. Sono partito da casa, a piedi, e ho raggiunto il bosco che dista poche centinaia di metri e ho passeggiato, tranquillamente e senza meta, solo. È stato rigenerante…Ho imboccato il primo sentiero vicino a casa e senza guardare né orologio né badare al ritmo ho voluto ascoltare il mio corpo e fare una corsa per il puro piacere di farlo, in totale libertà…C’è un insegnamento che ti porterai dietro dopo quest’esperienza del lockdown?…si è trattato di pandemia ma potrebbe essere anche l’influenza di un figlio che ci costringe a stare a casa per curarlo, un soggiorno obbligato in un luogo lontano dalla natura o molto altro. Bisogna sempre attrezzarsi e farsi trovare pronti per riuscire ad allenarsi in ogni condizione…Ho realizzato quanta libertà c’è dentro me stessa al punto di sentirmi un’atleta viva e completa anche dentro quattro mura, anche senza pettorale… cucinandomi ogni pasto ho potuto sperimentare una dieta più sana ed equilibrata ed anche questo è qualcosa che voglio portare avanti… È come in un ultra: non si sa quando, ma prima o poi la crisi arriva e solo un’adeguata risposta farà sì che questa finisca il più presto possibile per rilanciarci a tutto gas verso il traguardo”… Credo che a tantissimi questo periodo abbia fatto riflettere sulle priorità della vita, sulle libertà che abbiamo e sulla comodità nel prendere certe decisioni e fare determinate azioni… devo dire che i primi giorni che siamo usciti di casa il ‘solito’ sentiero era diventato il più bello del mondo. La salute e la libertà di uscire e fare quello che si ama, sia il regalo più bello…

Con il messaggio #TimeToPlayAgain Salomon intende dare impulso a fare attività all’aria aperta, ognuno con la propria ispirazione… che messaggio ti senti di dare alle persone che ti seguono come sportivo/a?

Non ho bisogno di un pettorale per motivarmi ed uscire al mattino per boschi o ghiacciai. Non mi sveglio prima dell’alba per essere sulla vetta al sorgere del sole perché dovrò fare una determinata gara. Quella è una delle conseguenze, in primis lo faccio perché mi fa stare bene, perché sono felice del sacrificio fatto quando raggiungo l’obiettivo… Di godersi la natura senza fretta, di riassaporare il vento frizzante del mattino presto e fotografare con gli occhi tutti quegli scenari che per qualche tempo ci sono stati preclusi… le montagne sono rimaste al loro posto! E mi raccomando: non portate rancore per chi ci vedeva come gli ‘untori’, non c’è bisogno in questo momento di altra energia negativa, ma vivete un po’ di questa fantastica e preziosa libertà anche per loro!… con questo lockdown abbiamo sperimentato quanto sia difficile restare chiusi in casa, quindi, non perdete altro tempo e godetevi i sentieri di casa, esplorate camminando o correndo, quando ritornerete a casa sarete stanchi e affaticati ok, ma il vostro spirito sarà rinvigorito e la vostra mente ricaricata”

Time to play, again.