Test ed emozioni, Canyon Grail CF SLX 8 eTap

Test ed emozioni, Canyon Grail CF SLX 8 eTap

Che cosa è il Gravel? “È fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione”.  
Voglio racchiudere in questa citazione l’emozione vissuta con la Canyon Grail CF SLX 8 eTap.

ENDU

06 Ottobre 2020

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Che cosa è il Gravel?

“È fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione”.  
Voglio racchiudere in questa citazione tutta l’emozione vissuta con la Canyon Grail CF SLX 8 eTap.
Sono partito per questo test senza avere nozioni particolari, affidandomi alle classiche chiacchiere e ai “sentito dire” ma da buon appassionato delle due ruote con tanta curiosità.
Cosa faccio, monto i pedali da strada o da mtb? Questa la domanda che mi sono posto, cui alla velocità della luce mi sono dato una riposta sensata, i secondi.
Cerco però di regolare le misure a simulare quella da strada piuttosto che la mtb, le mie aspettative sono più legate a fare distanza e pedalare veloce anche su sconnesso.
Sono le prime ore del pomeriggio e mi ritaglio un po’ di ore per il mio primo giro con la gravel, sono emozionato.
Essendo il primo giro cerco di affrontare dei percorsi che conosco e che ho già percorso in mtb e che so essere molto vari.
Dopo 500mt su asfalto mi infilo in una strada agricola su terra e erba. Già dalle prime pedalate vengo rapito da uno strano senso di imbarazzo, sento la rotondità di pedalata e la scorrevolezza tipica dello strada ma sono su un tratto che di strada non ha niente. Proseguo e alla fine c’è una classica strada bianca usata da contadini per andare nei campi, la imbocco e salgo leggermente.
L’assetto è perfetto e la doppia posizione del manubrio mi da proprio la sensazione di sicurezza e comodità, come se l’avessi usata da sempre. Sto attento a indirizzare le ruote nei posti migliori ma presto mi accorgo che con la pressione corretta delle Schwalbe g-one mtb ho un grip pazzesco.
Incrocio una strada asfaltata, la percorro per poi prendere un tratto di ciottolato, uno di quei tratti che a piedi si fa fatica a tenere una camminata retta, ma in bici è un’altra storia, scalo un dente e accelero, l’ho provato sentito dire tante volte, bisogna fare così sulle strade dell’inferno del nord.
Sono dettagli… la vera scoperta è interiore, anzi ri-scoperta: un senso di libertà che mi riporta alle prime esperienze in bici, non dover scegliere una strada ma poterle pedalare tutte!
Man mano che passano i km la confidenza aumenta ed è arrivato il momento di provare un paio di singol track. Sono avvantaggiato perché conosco già i tratti che andrò a fare, ma so anche che alcuni non saranno semplicissimi, fiducia nella Canyon Grail CF SLX 8 eTap .
Con fondo buono e salita di ogni tipo la presa alta sulla “barra” è molto comoda, il  Gravelcockpit CF di Canyon effettivamente aiuta a gestire asperità e vibrazioni anche se grandi vibrazioni non ne ho percepite, colpa o merito di un telaio strepitoso: equilibrato e reattivo, guidabile con semplicità e velocissimo sullo stretto e i cambi di direzione, una sorpresa, più di quanto mi aspettassi. Quando la salita non è costante e pulita, la presa migliore è quella alta sulle leve, molto dinamica che mi permette di poter gestire ogni ostacolo con precisione.
Ma ora viene il bello, inizia la discesa…
Parto guardingo, bilanciamenti, spazi e prese sono diversi dalla mtb e bisogna  capire bene come gestire l’approccio e la frenata, ci metto un po’ ma la confidenza arriva rapidamente anche se mantengo un alto livello di guardia.
Mi adatto e scopro il piacere di guidare sullo stretto e con piccoli passaggi tecnici, che scoperta questa Canyon Grail CF SLX 8 eTap!!!
Iniziano a venirmi i primi dubbi: mi servirà ancora la mtb?
Continuo il mio giro e decido di prendere una lunga salita su strada forestale, le pendenze non sono sempre facili ma il fondo regolare mi aiuta.Fosse mia questa bici da Gravel forse aggiungerei un 52 ad aiutare il mono corona anteriore, non che ne abbia avuto davvero bisogno ma ho temuto di non avere un rapporto di riserva.
Su strappi corti e ripidi con il mono corona serve forza e su lunghi giri sarebbe una buona sicurezza.
Rientro sull’ asfalto, mi godo una stradina stretta ma poi scorgo  un tratto di sotto bosco che sembra chiamarmi: ecco la libertà di improvvisare e andare a sperimentare un nuovo modo di pedalare. Il sentiero è un classico saliscendi in mezza costa con alcuni salti di radice.
Bellissimo!
Sono in mezza ad un bosco, con una bici Gravel e mi sento totalmente a scoprire qualcosa di nuovo.
La presa in piega con il pollice che “appoggia” sulla barra trasmette sicurezza e precisione, mi affascina, mi piacerebbe averla anche sulla bici da strada, in questo tipo di guida neanche le sconnessioni fanno a farmi scivolare, una bellissima sensazione.
Senza accorgermene ho già provato 5 fondi differenti in altrettanti ambienti diversi e sono passate 3 ore, incredibile mi sembra di essere appena partito.
Riprendo la frase che credo che più si addica a questo modo di andare in bici, oltre alle tendenze e alle mode e che da spazio a tutti di esprimere la propria natura e personalità, il gravel “è fantasia”, non ci sono limiti nel spingersi oltre una strada e/o un percorso conosciuti, non ci sono limiti di asfalto o asperità, “é intuizione” nel sapersi muovere tutt’uno con il telaio e superare asperità sempre maggiori, “è decisione” nel scegliere ad ogni bivio dove andare cosa fare e che ritmo tenere, “è velocità di esecuzione” nel saper portare nella terra della libertà.