SwimRun con Phelps, test per uno sport in crescita

SwimRun con Phelps, test per uno sport in crescita

Il primo ritrovo per test prodotti si è volto nello splendido lago di Mergozzo, un piccolo paradiso piemontese, e nell’occasione abbiamo scoperto lo Swimrun grazie a Phelps.

Andrea Toso

14 Luglio 2020

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Parto con la notizia stilistica che però ci aggiorna su un brand emergente nato dalle esigenze ed il gusto di un super campione: Phelps.

Solo Phelps. Il brand nato dal gusto del super campionissimo del nuoto di questo secolo in collaborazione con AQUA SFERE si trasforma dalle iniziali MP nel solo cognome,  un po’ come Michael (tu guarda l’omonimia…) Jordan nel basket, combinazioni?

Non credo proprio.

Il terzo attore del brand è l’allenatore di Michael Phelps, Bob Bowman, insieme al quale il campione sosteneva ci fosse spazio per innovazioni nei materiali da allenamento e gara per i nuotatori professionisti, dai costumi  agli occhialini con una visibilità periferica da aumentare.
Così è nato nel 2015 questo progetto nel nome di MP trasformatosi nel 2020 in solo Phelps, supportati da Aqua Sphere, andando a creare una completissima linea per ogni genere di nuotatore, dall’agonista all’amatore, dal triathleta allo swimrunner.

L’occasione per la presentazione del brand è un test di uno sport in rapida ascesa nelle passioni degli atleti endurance: lo SwimRun.

Ci siamo trovati in un piccolo lago a nord ovest del  Maggiore, quello di Mergozzo, un angolo di pace che non conoscevo e mai avrei pensato di visitare, ma davvero un bello scorcio d’Italia, spettacolare sia per il panorama quanto per il divieto di navigabilità che lo rende davvero piacevole da nuotare.

Un test per la stampa: il primissimo per più o meno tutti post lockdown (bravissimi GoNuts!), tutti ci eravamo immaginati una sguazzata con le paperelle e tanti dati per la presentazione e test Phelps e scarpe suolate Michelin.
Invece ci siamo trovati nelle mani del grande maestro Diego Novella, che senza possibilità di replica ci ha prima spiegato come e quando nasce lo swimrun, dove si pratica, come i pratica, per poi tutti inguainati in apposite mutine ben diverse da quelle che si utilizzano nel nuoto del triathlon o nelle acque libere, ed in queste acque farci scoprire questo sport.

Maniche corte, gamba tagliata ad altezza ciclista, diciamo con il disegno di un body long distance per il triathlon, ovviamente in neoprene, con sedere a tramatura rinforzata per evitare rotture poggiandosi su fondi abrasivi, due tasche interne e una esterna con zip, e soprattutto zip sia frontale che posteriore, così da poter aumentare il passaggio d’aria quando la temperatura dell’acqua richieda l’utilizzo della muta. E per temperature rigide si ha la possibilità di indossare anche manicotti in neoprene che vadano a completare la protezione possibile. Questa la costruzione della muta Limitless che Phelps ci ha presentato e fatto usare in questo test:

• Tecnologia Thermo-Guard
• Realizzata in neoprene Glide Skin a spessori differenziati da 1 a 5 mm, con cuciture cieche e incollate
• Neoprene super stretch da 1.5 mm in zona spalle e ascelle per facilitare i movimenti
• Speciali pannelli posizionati sotto braccia e cavallo per prevenire sfregamenti ed esaltare il comfort
• Zip frontale e posteriore semplici da manovrare per una facile vestizione e svestizione
• Neoprene super stretch trattato con rivestimento “Dura Glide”
• Maniche rimovibili da 2 mm

Queste le caratteristiche, ufficiali oltre che la protezione totale da raggi UVA UVB, lo ho notato sulla mia abbronzatura a fine test, togliendo la Limitless…

Nello SwimRun si usa il pullbuoy, il “bombolone”, che viene vincolato alla coscia con un doppio elastico così da non perderlo in acque libere e poterlo spostare all’esterno della coscia quando si corra,  e si utilizzano le palette dato che i piedi, calzate le scarpe, non abbiano più alcuna funzione di spinta. I piedi è inutile batterli ecco…

Un dubbio sulla modalità del test doveva nascerci alla richiesta del certificato medico  agonistico, era un campanello di allarme.

Diego parte a raccontarci la nostra piccola impresa, se non altro per il livello Beginners nello swimrun dei partecipanti sebbene molti triathleti: “partiamo di corsa per 500 m, giriamo giù per le scale a sinistra, arriviamo ad un molo attraversando una spiaggetta e da lì si parte per 500 m di nuoto. OK? Ci aspettiamo ovviamente…”
Va bene.
Usciamo a quel blocco di case e da lì saliamo su per il sentiero correndo per 3 km, 115 m dislivello e riattraversiamo il lago con uscita wild.” 
Dice “sono circa 900 m, ma si può camminare lungo il canneto…” ma ovviamente nessuno vuole cedere e facciamo la traversata uscendo “wild” scalando rocce che sembrano posizionate apposta per riportarci nella strada  che circumnaviga il lago. Adesso ci mandano a destra, e io penso tra me e me che il meeting Point dovrebbe essere a sinistra e infatti dopo 200 m saliamo in un sentiero che ci riporta a est nella corsa di circa 2,5 km e 120 m di dislivello. Nuovo meeting Point in fondo alla discesa, richiudiamo il mutino aiutandoci a vicenda (lo SwimRun si corre in coppia, per genere o misto) perché al solito la zip sulla schiena non è immediata, e tagliamo l’ultimo angolo di lago con una sguazzatina di 200 m per chiudere un totale di 7 km tra trail running e nuoto, un’esperienza eccezionale davvero che mi ha fatto ricredere in un uno sport che non riuscivo ad inquadrare nel fine.

Un grande supporto è arrivato  a tutti dagli occhialini Phelps Xceed contenuti nel pacco test, immediati nella calzata (io ho cambiato il nasello in 1 minuto netto dati gli spazi richiesti dal mio naso) e con una “luce” splendida, hanno permesso a tutti i partecipanti una visuale perfetta in ogni direzione di lago si  nuotasse, anche controsole, potendo direzionarci al meglio nelle micro tonnare che si creavano se non altro nei primi metri grazie alla vista periferica ottimizzata, ecco due dati:

Tecnologia Exo-Core che combina due materiali per massimizzare le prestazioni:
• Guarnizione ultra-morbida in Softeril per una tenuta perfetta e massimo comfort
• Esocheletro semi-rigido che massimizza la resistenza strutturale e la stabilità degli occhialini

Le lenti sono realizzate in policarbonato, con speciale trattamento anti graffio e anti appannamento. Grazie alla speciale curvatura delle lenti, associata ad un basso profilo idrodinamico, XCEED garantisce un ampio campo visivo a 180°, che consente al nuotatore di vedere le pareti della piscina e gli avversari senza alterare la posizione della testa.
Inoltre, gli XCEED Titanium Mirror sono ulteriormente arricchiti da uno strato di rivestimento al titanio delle lenti per garantire una maggiore protezione dai raggi solari e dai riflessi. Ideali in condizioni di forte luminosità durante sessioni di nuoto all’aperto.


Lo SwimRun non è acquathlon, non è triathlon, è una disciplina a sé stante che ci porta a vedere laghi o spiagge in maniera differente, vivendo la natura in maniera completa, più avventurosa e movimentata del triathlon, e forse, almeno nel test, meno combattiva se non per chi partecipa per il podio.

Grazie a GoNuts communications per avermi incluso in questo test prodotti, oggi racconto di Phelps e nei prossimi giorni parlerò anche delle suole Michelin, già presentate con le Vivo Barefoot Tempest e che ho sfoggiato testandole a fondo (per fortuna un modo di dire parlando di lago…) in questa occasione.

Il mondo post lockdown sta ripartendo dalle piccole cose, anche un semplice test prodotto mostra il lento rientro ad una nuova quotidianità.