Se il clima ti congela, fai festa e scaldati il cuore

Se il clima ti congela, fai festa e scaldati il cuore

La Corrida del Progresso è una manifestazione storica nel bolognese organizzata dalla Società Podistica Polisportiva del Progresso di Castel Maggiore. […]

Running Charlotte

20 dicembre 2016

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La Corrida del Progresso è una manifestazione storica nel bolognese organizzata dalla Società Podistica Polisportiva del Progresso di Castel Maggiore. Arrivata alla sua 37esima edizione, da sedici anni affianca al percorso “breve” una Mezza Maratona dai paesaggi di pura campagna.

A quattro settimane dalla Maratona di Verona (leggi qui il mio articolo) ho reputato che fosse arrivato il momento di iniziare a “riprendere il controllo” delle gambe e alla notizia che la mia amica Francesca avrebbe di nuovo corso una mezza maratona, La Mezza Maratona del Progresso appunto, dopo anni non ho saputo resistere.IMG_5869

Il 18 di dicembre la campagna Bolognese è gelata. Un orizzonte lattiginoso e cristallizzato, un paesaggio in bianco e nero, fatto di campi arati diventati distese di brina e alberi di pizzo bianco. La nebbia pare incollata alla terra senza soluzione di continuità, tanto da nascondere  profondità e distanze.

Castel Maggiore è un comune della città metropolitana di Bologna, ma di metropolitano ha poco: campi, case isolate e alberi senza foglie. Arrivando vediamo già migliaia di podisti affaccendarsi in un riscaldamento reso doveroso dalle condizioni meteo quasi estreme. Il termometro varia dal -7°C ai più “miti” -3°C dei tratti di sole.

Ci sbrighiamo a ritirare il pettorale e a ricercare un minimo di calore correndo, lentamente, in mezzo alle vie di case basse, con la vista che non supera i 100 metri.

Penso che, se la nebbia cancella le distanze, forse cancellerà anche la fatica…

Non mi sento bene, sono stata male di stomaco negli ultimi giorni, e questo freddo mi fa desistere. Quasi.

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In fondo, però, non sono qui per battere il mio record, ma per sostenere la mia amica, che, dopo i brillanti risultati di qualche anno fa non aveva più affrontato la distanza. Lei è la mia antitesi. Io corro qualsiasi distanza malgrado sappia di essere scarsa, lei solo se è preparata, motivo per cui mi sento “forte” delle mie decine di 21 km corse. La sua scommessa è di scendere sotto 1 h 33 minuti.

Mi sembra un’aliena, con questo freddo, ma è una ragazza di carattere (e anche con un bel carattere). Partiamo e dopo un paio di chilometri raggiungiamo la campagna aperta.

Io “giro” in modalità “salvaguarda la tua salute”, sperando che lo stomaco regga e il freddo passi. Francesca,  è sparita. La mia speranza è di non vederla più, perché vorrebbe dire che non si è arresa e sta andando forte.

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Procedo regolare, senza affanno, e mi guardo intorno per apprezzare questo percorso reso surreale dall’assenza di colore. È tutto talmente bianco e ovattato che corro in una sorta di letargo.

Tra il 12esimo e il 15esimo chilometro, tra i campi imbiancati e la brina degli alberi che ci ricopre come neve, sollevata dall’aria gelida. Mi tocco le gambe, nude nelle mie ingenue braghette da gara. Non le sento, o meglio, la pelle non sente il tocco delle mie mani. Rallento e respiro piano ricercando l’energia rimasta dentro di me.

Non raggiungo mai Francesca, neanche con la vista. Questo significa che sta andando bene. Mi colpiscono alcune cascine, perfette nelle loro forme parallelepipede e i loro colori terrosi. Ordinate, linde. Solo il fumo dal comignolo ti fa percepire quanto caldo possa esserci in quelle stanze e quasi quasi mi fermerei.

Arrivo, finalmente, al fondo di questa gara in bianco e nero, felice di arrivare in 1h36min42secondi. Tempo che mi sembra perfetto, malgrado sia lontano da ciò che avrei voluto fare.

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Vedo Francesca che sorride beata del suo risultato, magnifico frutto della forza di volontà: 1h29min40secondi. La premiano e poi con i suoi sorridenti amici festeggiamo i bei risultati di tutti.

L’ultima gara della stagione va celebrata e loro lo fanno con un bombardino. Quasi che mi sento in montagna. Nessuno di loro si prende troppo sul serio, eppure tutti loro hanno ottenuto risultati strepitosi.

Quello che mi porto a casa dalla Mezza Maratona del Progresso è un nuovo motto:

“Quando il clima esterno ti congela, far festa ti riscalda il cuore”.

E ora? Passatelli e Tortellini!

Il bello e il buono di Bologna.

Buona fine anno con il sorriso più grande che posso dedicarvi.