Run for Rhino, missione compiuta

Run for Rhino, missione compiuta

Run For Rhino un progetto di Andrea Pelo di Giorgio mirato alla raccolta fondi per poter formare ed assumere nuovi Rangers della Poaching Prevenction Academy.

Andrea Toso

27 Febbraio 2020

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Avevamo già parlato di Run For Rhino a fine Novembre dello scorso anno, un progetto di Andrea Pelo di Giorgio mirato alla raccolta fondi per poter formare ed assumere nuovi Rangers della Poaching Prevenction Academy, e poaching significa bracconaggio. Questa Academy infatti opera negli stati in cui c’è del bracconaggio: South Africa, Namibia, Botswana, Kenya, Zambia, Tanzania.
Il viaggio dello staff di Andrea Pelo di Giorgio, una volta chiusa la raccolta. è partito alla volta della Namibia per andare a consegnare virtualmente l’assegno, dal 28 gennaio al 5 febbraio e chiudere l’iniziativa per sostenere il lavoro dei Rangers.

Il bracconaggio potrebbe sembrare un problema distante dalle nostre quotidianità, più urgente forse tutelare le api che  impollinano fiori e frutti rendendo florida la natura, ma un rinoceronte in meno al mondo come potrebbe pesare sulla Natura? Beh, se la storia del mondo ci ha presentato la Terra dopo millenni di evoluzione con un ecosistema in questo dato equilibrio un motivo ci sarà?

Ogni essere vivente ha la propria collocazione come complemento per mantenere in equilibrio, sia se parliamo di insetti sia se parliamo di un predatore. Vero, la caccia è sempre esistita come nutrimento delle popolazioni, l’evoluzione esponenziale dell’essere umano ha portato a un aumento della popolazione, con necessità completamente sbilanciate rispetto alla storia che hanno portato a caccia alle balene in volume industriale, disboscamenti per aumentare spazi per le coltivazioni con conseguente distruzione di fauna e flora, “sport” assurdi come la caccia grossa che hanno modificato l’equilibrio senza ragioni di sviluppo, solo dimostrazione di forza…

Un rinoceronte non sembra una priorità per noi impiegati italiani, ma come un battito d’ali di una farfalla può creare un uragano dall’altra parte del mondo, uno in meno ucciso per sminuzzare il corno in polvere come afrodisiaco prima o poi creerà danni irreparabili.

E’ la tessera di un puzzle enorme, ma se se ne perde una rimane un buco…Con questa filosofia Andrea ha mischiato la sua passione per la corsa e l’Africa con la raccolta fondi, e in oltre un anno di programmazione ed organizzazione, aveva previsto un tour di 400 km in 8 tappe attraverso la Namibia, con temperature troppo spesso over 40 gradi, supportato da moglie ed amici che lo sostenevano come compagnia durante le tappe e lo seguivano con il camper per rifornimenti d’acqua.

Ma se dall’Italia il viaggio sembrava già organizzato e preciso in tappe e percorsi, una volta in Namibia Andrea e lo staff di Run for Rhino (Rosalisa Lapomarda moglie, podista con l’importante compito di mantenerlo a posto fisicamente, Marco Marani  appassionato di vela e camminatore di Nordic Walking, Gea Aricò  fotografa professionista, guida Africana A.I.E.A (Associazione Italiana esperti d’Africa)) hanno dovuto piegarsi alla Natura, perché non sempre il camper poteva percorrere le piste locali, meno accoglienti delle statali italiane, tagliando un centinaio di km, poco male, l’obiettivo era benefico, non prestazionale. Le tappe hanno comunque avuto una lunghezza tra i 38 ed i 50 km giornalieri con temperature insostenibili.

Il focus era arrivare alla riserva di Ongava alla sede della Poaching Prevenction Academy, e così è stato. Andrea racconta di come non abbia mai corso rischi pur correndo spesso nella natura selvaggia, con le famose “belve feroci” a pochi metri da lui, ma come sempre la Natura non si cura di noi se non la minacciamo, e questo è il messaggio che voleva trasferire e speriamo di farvi arrivare, che si tratti di un leone nella savana o di una volpe in bosco a pochi km da casa.

I fondi raccolti con merchandising e donazioni ammontano a circa 2300 €, 1500 donati al momento dell’arrivo e altri 800 in bonifico pochi giorni fa raccolti attraverso le donazioni durante il viaggio che si poteva seguire virtualmente con ENDUlive. Sembrerebbero poca cosa se non fosse che al cambio con il dollaro namibiano si moltiplica per 7 e il costo della vita è decisamente minimo comparato al nostro.

La formazione di nuovi Rangers sarà fondamentale per coprire ancor più dello sconfinato territorio, così da poter scoraggiare i bracconieri dalla caccia vietata ed intervenire tempestivamente quando necessario.

L’Africa per Andrea un effetto catartico, un buon ritiro dove rinnovare le proprie energie, dove resettarsi, ci consiglia una settimana l’anno come panacea agli stress quotidiani, non è una meta quotidiana sicuramente ma provare una volta a scoprire se abbia ragione può diventare un bel progetto, chissà che in questi giorni di timore di contagi ci si ammali di mal d’Africa.

 

Andrea ha affrontato il suo viaggio al sicuro, anche grazie ad ENDUlive, il sistema di live tracking di ENDU.

Un servizio che permette di localizzare e monitorare persone, atleti e mezzi di soccorso durante imprese, eventi e manifestazioni.