Rimini e l’Emilia Romagna protagonisti alla I tappa del tour “BikeEconomy24”

Rimini e l’Emilia Romagna protagonisti alla I tappa del tour “BikeEconomy24”

Dai ciclisti di ENDU tanta passione e un valore economico di 42 milioni di euro ben distribuito sui territori delle gare

ENDU

14 Settembre 2019

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Marco Benedetti – ENDUlab

Se stai leggendo questo articolo e sei un ciclista, sappi che la tua passione per la bici ha distribuito sulle strade dove hai pedalato dai 75 ai 250 € al giorno, a seconda che tu abbia partecipato ad una manifestazione medio piccola (300-500 iscritti) o grande (oltre 1000 iscritti), alimentando una preziosa economia molecolare che, per i soli eventi ciclistici ENDU vale per l’Italia 42 milioni di euro, oltre il doppio di quanto offerto al Brasile dal G7 per salvare la foresta amazzonica dai recenti incendi.

Ma non solo di ricchezza economica creata dal pedalare si è parlato a Rimini nella prima delle tre giornate organizzate dal Sole24Ore e Radio24 in collaborazione con ENDU e altre realtà del settore (le successive a Bormio il 14 ottobre e Milano il 6 novembre), ma anche e soprattutto di quante emozioni sappia suscitare in grandi e piccoli questo oggetto nato due secoli fa, che ha visto nelle e-bike una recente rivoluzione di un mezzo da sempre altamente emozionale ed inclusivo (tanti altri oggetti possono emozionare, esempio un auto veloce, ma nessuno ti dà la sensazione di appartenenza e inclusività come il pedalare fianco a fianco, verso una meta comune).

Una ventina di relatori tra cui Paola Gianotti, 37 anni da Ivrea con un passato da consulente finanziaria ed un presente da ciclista estrema e coach, con vari record omologati tra cui quello del giro del mondo in bici più veloce per una donna, 30.000 km con un unico telaio su cui pedalare dalle 14 alle 16 ore al giorno, dall’8 marzo al 30 novembre 2014 (record migliorato di 8 giorni), con un budget di € 50.000 raccolto faticosamente scrivendo a 4.000 aziende.

E dai 30.000 km di Paola in giro per il mondo agli 8.000 km di strade bike-friendly dell’Emilia Romagna, dove grazie al cicloturismo, ha ricordato Andrea Corsini, assessore regionale al turismo, l’incidenza delle attività turistiche sul PIL regionale è passato dall’8 al 12% negli ultimi 5 anni, un settore quello cicloturistico dove fattore strategico è l’internazionalizzazione di una offerta matura per i mercati esteri che vede la costante richiesta di nuove e alte professionalità, secondo Emanuele Burioni, direttore APT Emilia Romagna.

Internazionalizzazione degli eventi sportivi e nuove professionalità: due richieste da parte di attori istituzionali e non a cui ENDU ha riservato una specifica offerta di servizi e prodotti per gli operatori del settore.

La bici punto focale di tanti ragionamenti ed esperienze, la bici che si compera prevalentemente tra settembre e novembre secondo gli organizzatori dell’Italian Bike Festival, con il prezzo come principale fattore ed il negozio tradizionale che regge bene la concorrenza online e delle grandi catene.

Ma è dopo l’acquisto che viene il bello per l’economia del Belpaese, un bello fotografato in dettaglio dalla ricerca “Le esternalità generate dal Ciclismo” realizzata da Nielsen Sport & Entertainment in collaborazione con ENDU.

Una ricerca resa possibile dal database ENDU, la maggiore risorsa statistica per gli sport endurance a livello nazionale, da cui i ricercatori Nielsen hanno estratto un campione di 4.312 ciclisti estratto dai 112.000 che nel 2019 hanno partecipato ad almeno una competizione ciclistica ENDU, generando in 600 gare una ricchezza complessiva di 42 milioni di euro, pari ad una media di € 70.000 per gara.

Da questi dati puntuali, l’indotto complessivo del Ciclismo amatoriale in Italia, considerando sia chi si mette un numero di gara sulla schiena, sia chi pedala con gli amici senza partire da un griglia, genera un indotto complessivo stimato in 1.3 miliardi di euro, pari al costo stimato per organizzare le prossime olimpiadi e paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026

Se alla comunità dei Ciclisti sportivi, andiamo a sommare tutte le altre categorie (cicloturismo, urban cycling, etc…), tra investimenti diretti (attrezzatura, alimentazione, viaggio, abbigliamento, training…) ed esternalità positive (salute, ambiente, benessere…) l’indotto stimato da Nielsen per il settore bike in Italia nel 2019 è pari a 12 miliardi di euro pari al PIL di un piccolo stato come ad esempio Malta.

Cifre e numeri che hanno reso sicuramente piacevole la giornata del presidente della APT Emilia Romagna, Davide Cassani, attento a raccomandare una attenta pianificazione della ciclabilità dove sicurezza e qualità dell’asfalto devono essere tra le priorità, insieme alla sostenibilità ambientale di eventi e infrastrutture, ancora più rilevanti per territori di pregio naturalistico come ricordava Maurizio Seletti, general manager dell’APT di Bormio, che da Cassani ha ricevuto idealmente il testimone per la prossima tappa di BikeEconomy24.