Quanto costa andare in bici? Diamo uno sguardo…

Quanto costa andare in bici? Diamo uno sguardo…

In questo contenuto faremo una piccola analisi delle spese principali per iniziare ad andare in bicicletta da strada, Mtb o Gravel. Quanto costa andare in bici?

Andrea Toso

16 Ottobre 2020

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Già, quanto costa andare in bici?

Il lockdown ci ha lasciato addosso una voglia di libertà, di aria aperta, una necessità di movimento, che ci sta portando a iniziare nuovi sport tra cui la bicicletta. Si, il ciclismo tanto bistrattato dagli automobilisti che ci maltrattano, insultano, strombazzano, sta regalando anche a impensabili utenti grandi soddisfazioni.

Ma quanto costa andare in bicicletta?

 

Intanto andiamo per gradi, analizziamo i possibili mondi e i possibili investimenti necessari, un cosiddetto kit base. Il mondo del ciclismo ha tante facce, la bici da corsa, la mountain bike, la gravel, come pure la bici da passeggio, e il corrispettivo E-, ossia le versioni con pedalata assistita di questi mondi che ormai hanno pareggiato il volume di vendita del mondo muscolare, termine che mi fa rabbrividire ma ormai sdoganato, io userei al massimo “tradizionale”.
Per capire quanto costi andare in bici quindi una volta deciso il mondo che vogliamo esplorare iniziamo a valutare il kit base, il minimo indispensabile: la necessità comune a tutti i mondi ciclistici è la protezione, il CASCO. Il costo base può partire dai € 29,99 per un primo prezzo, e la domanda può nascere spontanea “ma sarà sicuro?”. Si, i caschi venduti nei negozi se riportano la certificazione UNI EN 1078 sono sicuri, perché significa che hanno affrontato crash test ed i materiali sono conformi agli standard europei.

E quindi perché ci sono forbici di costo fin oltre i 300 euro? Beh i materiali impiegati garantiscono una protezione maggiore, migliore aereodinamica, leggerezza, aereazione, durata etc… ma fondamentale è controllare la presenza UNI EN 1078.

Dal casco in poi si iniziano a creare grandi differenze, qui scopriremo quanto costa andare in bici perché iniziamo a valutare il materiale costruttivo del mezzo, la rigidità, il tipo di cambio (manuale o elettronico), il tipo di cerchi e pneumatici, freni tradizionali (rim-brakes) o a disco, arrivando per le top di gamma ad avere tutta la cablatura interna, ossia i cavi di freno e cambio inseriti nel telaio, che ovviamente aumentano lo studio ingegneristico. Si aggiungono poi il tipo di ammortizzazione su mtb e ormai anche sulle gravel, la tassellatura dei pneumatici… Quante variabili, variabili che spostano la bicicletta da corsa su strada tra un entry level in alluminio da 259 euro con freni tradizionali e cambio a 7 velocità fino a bolidi in carbonio da 12mila euro con freni a disco, super aerodinamiche, cambio a 24 velocità (2×12). E quale può essere il giusto bilanciamento di spesa iniziale? Oltre alle nostre tasche che comandano sempre e comunque, non vale la pena far debiti per iniziare uno sport (ma neanche per un atleta avanzato, contano più le gambe!), poi vale sempre una regola di progressione: iniziare con un mezzo adatto al nostro stato di forma iniziale e alle nostre aspettative, per poi evolvere l’attrezzatura man mano che la passione maturi, giusto per non trovarsi in casa una utilitaria su due ruote senza sapere cosa farsene e senza poterne apprezzare i vantaggi, ed in questo anche il mercato dell’usato può venirci in aiuto. Dai prezzi anticipati quando andassimo a cercare bicilette usate che normalmente si rientrano all’acquisto della nuova, un po’ come le automobili, oltre a trovare “quella usata dal vecchietto” (diffidate, in genere sono esauste di kilometri complice la pensione!!!), potremo trovare ottimi prodotti con 3-4 anni di vita che si adatteranno splendidamente alle nostre esigenze di principianti.
In più recandoci in un negozio specializzato potremo avere una consulenza sulla taglia da acquistare, che sia nuova o usata, potremmo essere fortunati nel trovare anche online quella perfetta per la nostra corporatura, ma non è sicuro che, ad esempio, quella del nostro amico alto come noi sia altrettanto adatta. Esistono degli angoli ottimali da tenere per il massimo comfort che sicuramente un professionista potranno essere individuati da un buon negoziante.
Lo stesso discorso vale per le MTB e le gravel, non sapendo quale sarà la percorrenza che terremo nei prossimi mesi possiamo iniziare con un bell’usato, una giusta ammortizzazione, un peso medio senza andare sull’ultra-leggero, mentre i freni a disco possono fare la differenza sulla qualità di guida in discesa per ambedue i mondi.

Quanto costa andare in bici, buttato un occhio al necessario casco e alla bicicletta possiamo passare a studiare quanto costi vestirsi: le scarpe sono una scelta importante, dato che vincolerà il pedale da utilizzare, un grosso vantaggio/difficoltà del passare allo sport ciclismo dal pedalare per trasferimento è l’avere i piedi vincolati al pedale con tacchette di vario genere, che se da un lato ci insegneranno un gesto più efficiente, dall’altra ci darà panico a semafori, stop e ripartenze. I pedali con tacchetta da strada possono partire da circa 65,00 euro, cui vanno aggiunte le scarpe e le tacchette con una spesa di altri 40 per le prime e 14 per le seconde. Sulla bici da corsa consiglierei di usarli da subito, attacchi da provare a secco a casa, ma la possibilità di imparare da subito a “tirare il pedale” cambia decisamente il piacere la sensazione, con una buona resa subito sulla velocità.
Sul ciclismo MTB e Gravel invece potendo andare anche in sterrato e discese impegnative forse iniziare anche con pedali “tradizionali” e non subito tacchetta e pedale Shimano può rendere più facile l’approccio allo sterrato o al misto.

L’abbigliamento è chiaramente legato alla stagione: nel calcolo di quanto costa andare in bici il fondamentale capo è un pantaloncino con imbottitura per aiutare il comfort, i modelli da strada, mtb e gravel chiaramente sono molto simili, cambia più il look che la protezione, che deve essere “attillata al sedere”, generalmente è preferibile usare senza intimo per non avere possibili punti di frizione, ed il costo parte dai 30 euro senza bretelle (che comunque garantiscono un comfort superiore) a 50 con le bretelle, fino a super materiali con tessuti ad asciugatura rapida e fondelli a assorbimento superiore quasi a 300 euro, in mezzo un mondo di variabili tra lungo, corto, bretelle, fondelli.

Stesso discorso per la maglia, il comfort massimo si ha con una full zip che ci aiuta in estate ad avere la massima ventilazione possibile ma esistono nuovi modelli anche a t shirt, il cui costo parte davvero da prezzi popolari di 8 euro fino a 200 e oltre di collezioni super traspiranti con disegni fantasia ad edizione limitata, nel mezzo le divise sociali delle tantissime quadre sparse in Italia che le personalizzano con loghi e eventuali sponsor spesso con prezzi concorrenziali, dato che bypassano la quota dei negozi, che si  bilancia con l’iscrizione annua (contenente anche assicurazione e federazione). In inverno e mezze stagioni bisogna aumentare il peso dell’abbigliamento: per valutare quanto costa andare in bici ragioniamo che ai pantaloncini del resto dell’anno si possono aggiungere dei gambali aderenti elasticizzati a proteggere dal vento e scaldare, per le braccia ci sono manicotti per allungare le maniche, cui progressivamente si aggiungeranno smanicati, giacche antivento più pesanti dai 50 euro in poi, arrivando a super tecnologie, che ci permetteranno di pedalare 12 mesi l’anno salvo condizioni meteo piovose o nevose, con cui meglio non avere a che fare.

Anche per i piedi esistono ghette antivento che isoleranno meglio i piedi per non ghiacciarci da 20 euro in poi, calzini con lana merinos igroscopica e altre tecnologie per mantenere il piede più caldo possibile, come una maglia intima buona ci darà sollievo dal freddo da mettere sotto la giacca.

Per completare l’analisi su quanto costa andare in bici, cos’altro può esserci necessario per iniziare? In mezza stagione ed inverno sicuramente i guanti ed uno scaldacollo da usare anche come sotto casco, quindi magari anche due ad uscita, che tornerà utile anche come mascherina improvvisata, nel caso ce la si dimentichi e ci si fermi per un caffè.