Psicologia del nuoto in acque libere

Psicologia del nuoto in acque libere

Nuotare in acque libere può essere un’esperienza snervante oppure un vero spasso. Molto dipende dalla tua predisposizione mentale.

Luca Conti

26 Giugno 2019

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Quando ho iniziato a fare triathlon, durante le prime nuotate non sapevo cosa aspettarmi, non avevo idea di come affrontare quella distanza che percepivo come infinita. Pensate all’enorme differenza che c’è nel visualizzare la fine della vasca e la boa gialla la in fondo. Quel puntino colorato verso l’orizzonte che devi raggiungere senza mai mettere i piedi a terra…

Le prime volte è stato un compito scoraggiante affrontare tutte le paure insieme, ogni partenza era una lotta di nervi mista ad una voglia infinita di  apprendere. Avevo molta voglia di sbagliare perché solo così avrei potuto comprendere e migliorare la volta successiva. Ricordo ancora come fosse ieri la prima volta con la muta indossata spalla a spalla con altri 100 e più triatleti ad aspettare il via. I miei pensieri erano rivolti solo ed esclusivamente al vento, al mare mosso, all’acqua fredda, sembrava la sagra della negatività.

Dopo aver combattuto a lungo e per diversi anni con i miei demoni, ho voluto raccogliere una serie di consigli ed esperienze che mi hanno aiutato e che continuano ancora oggi ad aiutarmi ogni volta che mi tuffo in una nuova nuotata in acque libere

  1. Nuota con un gruppo di persone: a mio avviso è un aspetto imprescindibile nuotare sempre con uno o più compagni in acque libere, l’essere in gruppo distoglierà la tua mente da ogni preoccupazione negativa, dandoti la possibilità di concentrarti sul piacere della nuotata.
  2. Circondati di persone positive: questo in teoria non vale solo per il nuoto, dovrebbe essere un nostro obiettivo di vita. Essere circondati da persone positive aiuta a tenere sempre cariche le batterie!
  3. Visualizza come vuoi che vada la nuotata: prima di entrare in acqua, cerca di visualizzare i movimenti delle braccia, il movimento delle gambe, immagina il tuo corpo che si muove. Cerca di concentrarti nei singoli movimenti, prima osservati da lontano e piano piano cerca di avvicinarti ai dettagli. Percorri tutto il corpo dalla punta dei pieni fino alla sommità del capo, quindi concentrati sul respiro. Fai una bella respirazione costante – inspira per 3 secondi, quindi lascia andare l’aria per 6 secondi.  Continua a respirare profondamente e visualizzare la tua nuotata.
  4. Fidati delle tue capacità: devi credere in te stesso anche se gli altri dubitano o ti parlano negativamente di quello che stai facendo, che si tratti di un tuffo in un lago o di una grande sfida. So che stai lavorando sodo per raggiungere il tuo obiettivo e lo sai molto bene anche tu. Sono gli altri a non saperlo.
    “Sei sicuro di fare 4km in mare? Ma perché lo fai?” “Stai a casa che è meglio!”
    Io chiamo queste persone vampiri energetici, sono persone che cercheranno con tutte le loro forze di succhiare la positività da te. In questi casi solitamente cerco di cambiare argomento oppure chiudere la conversazione. Inutile perde tempo con certa gente. Sfortunatamente, quando le persone non capiscono quello che stai facendo, oppure non sono in grado di fare ciò che fai tu, cercano in tutti i modi di  avvelenare la tua mente con il loro stesso dubbio. Solo tu conosci le tue capacità nel profondo.
  5. Non pronunciare mai parole negative: parole come freddo, mare mosso, onde, vanno bandite dal nostro vocabolario Usa sempre frasi positive come “non è così caldo come vorrei”. Il tuo corpo inizierà ad ascoltare il tuo cervello e otterrai ciò su cui ti sei concentrato.
  6. Pensa al motivo per cui lo stai facendo: potrebbe essere per beneficenza, per una sfida personale, per passione… qualunque sia il motivo, ricordalo sempre a te stesso prima, dopo e durante.
  7. Sogna ad occhi aperti la sensazione della nuotata: concentrati sull’obiettivo finale!
  8. Pianifica sempre una prossima nuotata: la prima nuotata non è l’unica sfida e fa parte del tuo cambiamento.
  9. Sorridi e goditi l’esperienza: a volte sarà dura, ma se fosse facile lo farebbero tutti. Non sei nemmeno solo, gli altri si sentono proprio come te e affrontano le stesse difficoltà.