Pilates come cross training, Reformer and Tower

Pilates come cross training, Reformer and Tower

“Qual è la differenza tra fare sport e attività fisica?”
Stamattina aprendo Facebook ho trovato questa interessante domanda, cui ho provato a darmi una risposta, anche se è decisamente soggettiva. Beh per me “fare sport” è quando si ha un progetto, una continuità, quando si curano i dettagli. Già, i dettagli.

Andrea Toso

22 Gennaio 2019

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In questo periodo inizio la preparazione della prossima stagione, sto facendo nuovi esercizi di nuoto, creando una base aerobica per bici e corsa, sto provando a curare diverse variabili perché ho una testa da “atleta”. Non mi vanto di esserlo, i risultati sono onesti per età e possibilità, forse un miracolo per la mia situazione ortopedica, ma essendo un Vergine cerco di ridurre al minimo i punti di debolezza. Ridotte queste debolezze diminuiranno le variabili in gara, questo in conclusione il mio progetto sportivo da sempre.
Quindi provo a lavorarci: nuoto, elasticità e sblocco del bacino, robustezza del “core“. Da solo ci provo, ma per fortuna ho conoscenze utili grazie la palestra To Be in cui “insegno” corsa e trovo alternative. Ho aggiunto ai normali allenamenti anche un paio di “estranei”, un famigerato Tabata ed una tdi pilates su un lettino di tortura “Reform and Tower”, di cui vi parlerò nello specifico.

Sono un tri “atleta” amatore, onesto dicevo, sicuramente sopra la media della popolazione come resistenza e performance, cosa volete che sia un allenamento di Pilates? La mia amica insegnante era da mesi che mi proponeva questo test, promettendo lavori utili per il triathlon, e a vederla muoversi leggera ed elegante su questo lettino componibile sembrerebbe tutto facile.

Il lettino di “tortura” per il pilates come lo rinomino io, è composto di un fondo che scivola in orizzontale, arpionato più o meno da diverse molle con diverse tensioni che maestra Alissa aggancia e sgancia a necessità, che aiutano a vincolare il fondo per i principianti dando maggiore stabilità oppure creando una resistenza variabile. Fatto questo preambolo non vi tedio con tutti gli esercizi che ho svolto, ma comunico fondamentalmente che ho sentito molto il lavoro, ho dovuto controllare tutti i muscoli del corpo, cambiare e controllare la respirazione, insomma ho fatto un bell’allenamento statico.

pilates - andrea toso

Statico, tutto qua? no certo. Perché sul lettino Reformer ho fatto anche esercizi dinamici per le gambe sempre e comunque in controllo del movimento, per eseguire squat supino lavorando con respirazione e addominale trasverso, e ugualmente con le braccia. Sì, un bell’allenamento, assistito in maniera magistrale da Alissa che mi drizzava e guidava in ogni passaggio, che mi ricordava di respirare nella giusta maniera, mi accompagnava alla scoperta di questo ricco e completo attrezzo, o almeno del mondo a me dedicato. Abbiamo lavorato quindi su gambe braccia e schiena, contratto glutei e addominali, per mantenere posizioni a me innaturali, sempre in controllo di ogni muscolo e proprio questo controllo, obiettivo bilanciamento tra tensione e rilassamento , allineamento e respirazione, mi ha fatto “sentire” fisicamente e capire quanto si possa lavorare. Ugualmente avevo sentito questo disagio facendo burpees e simili sabato durante la lezione di Tabata ma, essendo solo dinamica questa lezione, la avevo sofferta meno. Mi trovo invece a raccontare di muscoli che lavorano tantissimo ed al limite nonostante pochi secondi di posizione, inconsuete e lontane da corsa e pedalata, anche coach Dejan mi aveva consigliato alcuni esercizi come il bridging anche se senza lettino, su cui il controllo del fisico aumenta all’ennesima, visto che le spalle non sono vincolate al tappetino per terra ma su uno scorrevole ancorato con alcune molle, è bastato sganciarne una per farmi aumentare la fatica!

pilates - andrea toso

E ancora ho fatto allungamenti per il famigerato ileo psoas, altresì chiamato muscolo dell’anima, quello che collega addome e gambe per spiegarvi, che poco conosciamo salvo contratture o pubalgie, ma che comanda la nostra postura eretta. “A volte allunghiamo i muscoli che usiamo troppo, proprio per ridar loro elasticità e liberare le articolazioni. Un’articolazione libera è un’articolazione forte” mi dice Alissa e mi torna in mente il mio osteopata, una specie di maestro di Okuto, che mi sblocca rotule, drizza e assetta dicendo che nonostante le mie beghe a ginocchia e tendini lui mi farà correre a lungo! Allena qua sblocca la, sono ancora a far dispetto all’ortopedico… Ed è un lavoro che mi ha obbligato a concentrarmi, lo si vede sulle foto e me ne rendevo conto spesso durante gli esercizi.

pilates - andrea toso

Ancora scettico sul pilates? Referenze nel mondo ne abbiamo diverse, il pallone d’oro Ronaldo lo usa spesso e volentieri, credetemi non è marketing, in NFL anche, addirittura il buon vecchio Stallone si è dato al lettino Reformer and Tower, insomma se ben seguiti avremo una nuova sfida per il core e un nuovo alleato per il potenziamento e allungamento.”Ben seguiti” è una delle chiavi che vorrei sottolineare, amicizia nella palestra con cui collaboro a parte, giusto domenica parlavo con un mio ex compagno di squadra di basket il quale lodava il lavoro dei personal perché lo stanno facendo allenare in modi continuamente nuovi e facendogli scoprire nuove sfide che dopo anni di allenamenti non credeva neppure lui avrebbe trovato. Come paghiamo un paio di scarpe da running ed una bici, è giusto anche pagare il loro lavoro, la cultura e lo studio, alla faccia delle palestre a € 4,90 al mese.

 

 

Photo by Form