Pedalata assistita, diavolo o acqua santa?

Pedalata assistita, diavolo o acqua santa?

“Ciao ti seguo sempre nei tuoi allenamenti e gare sui social, devi venire in negozio a provare la gravel a […]

Andrea Toso

23 Agosto 2018

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“Ciao ti seguo sempre nei tuoi allenamenti e gare sui social, devi venire in negozio a provare la gravel a pedalata assistita…”

A chi??? A me?!? Pedalata assistita a me?

Prendo spunto da questa strana conversazione avvenuta in un supermercato in Cadore tra me e un amico noleggiatore del luogo, dalla quale ne è nato un interessante scambio di vedute sulle e.bike che vi riassumo e vi chiedo anche di commentare poi con la vostra opinione.

Io in una settimana ho fatto due uscite in bdc con un totale di 4 passi e 5mila metri di dislivello, alternati ad allenamenti di corsa è un paio di camminate. Insomma non sono pigro al movimento, scrivendo per Endu direi che è una dote necessaria.

Al che, alla domanda del mio conoscente ho risposto quasi stizzito: “io non amo molto le e.bike, mi sembra sia barare!” aggiungiamo che la mia amata bici aero triathlon è stata prodotta anche in versione “E” e ne soffro ad ogni passaggio sul sito. La risposta del mio interlocutore è stata sorprendente ai miei pensieri di competitore seriale: ”è vero, a te non serve, ma ci sono persone che senza non pedalerebbero neanche, mentre così possono andare fino a Cortina o Dobbiaco, stare all’aria aperta con la famiglia e magari appassionarsi alla bicicletta…” 

Io come Elio in “Parco Sempione” mi fermo ad ascoltare meglio questo personaggio suonare i bonghi fuoritempo dal mio punto di vista di atleta amatore. 

“In bicicletta si fa fatica, si arriva dove le gambe ci conducono e ci concedono, non ci sono altre scorciatoie.” Dice il mio cervello.

Invece no. Effettivamente potrebbero essere un aiuto per chi non ha tempo di allenarsi come avrebbe voluto, per chi vuole esplorare la natura senza eccessiva fatica, per chi volesse allungare i propri percorsi anche senza tornare a casa senza la minima energia. 

Noi amatori siamo bravi ad allenarsi come facciamo, siamo dei drogati di endorfine che necessitano di grandi sogni e medagliette su Strava per celebrare una salita fatta più velocemente o concatenata ad altre, ma nella vita ci può essere anche altro, o addirittura più a lungo negli anni.

E quindi inizio a vedere dei signori sui 70 vendere le loro preziose Dogma F10 per passare alle Nitro, sempre in casa Pinarello, come pure il Patron ha presenziato a qualche granfondo in e.bike reduce dall’operazione al femore di marzo per poi ripresentarsi nella sua dogma disk alle uscite di pausa pranzo. 

Ecco, forse c’è una fascia di utilità della pedalata assistita, usata con testa ed in maniera propedeutica, non saranno i noleggiatori forse a fare cultura, non sarà il genio che ho visto su una rampa sterrata fermarsi a fare una foto e ripartire come fosse in Ciao.

Come sempre dobbiamo promuovere lo sport ed il movimento, perché fa bene e perché è uno dei piaceri della vita, e quindi dovremmo sperare che rimanga una parte di mondo che ci farà compagnia in bicicletta, che inseguiremo su per un passo, con cui gareggeremo a distanza su una rampa certificata da Strava, e che rimanga una fetta minima quella che acquisterà uno zaino capiente e confortevole per la seconda batteria della mountain bike elettrica, perché è bello vedere la natura su due ruote. 

Le sensazioni che ci regalano le endorfine rimarranno sempre un piacere necessario.

Photo by Matthias Patzuda