Nuovo Allenatore: il tuo bimbo

Nuovo Allenatore: il tuo bimbo

I bambini possono essere una risorsa preziosa per i genitori che corrono. Qualche post fa, ti condividevo la mia esperienza […]

Riccardo Mares

13 agosto 2018

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I bambini possono essere una risorsa preziosa per i genitori che corrono. Qualche post fa, ti condividevo la mia esperienza nell’organizzare allenamento e famiglia. Oggi voglio analizzare un risvolto diverso del rapporto tra sport e famiglia, tra sport e bambini.

Una delle cose più belle è riuscire ad organizzare un’uscita insieme. Il mio piccolo Luca ha iniziato abbastanza presto ad andare in bicicletta e fortunatamente è una cosa che gli piace parecchio. Con la bella stagione capita spesso che qualche uscita la facciamo insieme: lui in bici io correndo.

All’inizio dovevo limitarmi e adeguarmi alla sua andatura. Poi ci sono state alcune uscite alla pari. Oggi deve essere lui che si adegua ai miei ritmi, ma è sicuramente stimolante quando inizia a spingere e tu gli vuoi stare dietro. Ora con Anna (che ha cinque anni in meno) mi sa che dovrò ripetere il ciclo, magari pianificando due allenamenti diversi: dolce con lei e veloce con lui.

Penso ci sia anche una sorte di effetto psicologico: come genitori si vorrebbe sempre essere un buon esempio per i piccoli ma anche dimostrare il proprio valore. Un mix tra il mettersi in mostra stile maschio alfa e la volontà di stimolare la competizione e la voglia di migliorarsi.

Altro aspetto che mi da un grande slancio è la passione di mio figlio per lo sport e per il suo sport: il rugby. Più volte mi sono trovato in difficoltà in allenamento o in gara e pensare a quanto lui si impegna quand’è in campo mi ha spinto a non mollare, a spingere anche per lui. Un episodio che non dimenticherò mai fu durante la mezza maratona di Rovigo del 2018. Il giorno prima andammo a vedere il percorso dell’arrivo e io gli chiesi

“Ciccio, mi da un po’ della tua grinta?”

e lui mi disse

“Si babbo, io te la do, però mi devi promettere che ne passi almeno uno al traguardo”

Gli ultimi km di quella gara sono stati per me molto duri, arrivavo da un periodo fisico non proprio felice, e non pensavo nemmeno al PB. A qualche km dall’arrivo ero abbastanza isolato, con un corridore ad almeno 400 m da me. Passo dopo passo ho cercato di recuperare terreno anche se la consapevolezza di non farcela a prenderlo si stava rafforzando, soprattutto dopo che lui si è girato a guardarmi.

All’ultimo km quella frase mi rimbombava nella testa: chi ero io per dargli una delusione simile, nonostante quel giorno purtroppo non fosse ad attendermi sul traguardo. Qualcosa in me cambio: sentii una forza nuova, una grande energia. A 100 m dal traguardo tirai fuori uno scatto che ancora oggi non mi capacito e feci quel sorpasso!
Ancora oggi mi emoziono a pensare a quel momento e mi sto ri-emozionando nel condividerlo con te.

Molti genitori riescono a trovare un ottimo equilibrio anche quando i bimbi sono più piccoli. Un esempio è la prodezza del mio amico Luca Guglielmetti che ha corso la Milano Marathon assieme alla sua piccola Stella. Storia meravigliosamente raccontata in questo post proprio su EnduMag. Come sottolineato da Luca ci sono delle condizioni di base: il bimbo deve divertirsi e non stressarsi, bisogna avere un passeggino adatto per la sicurezza e il comfort del bimbo, bisogna avere le gambe… e come quelle di Luca ce ne sono poche.

Correre è cadere in modo controllato. Correre è equilibrio, lo stesso che dobbiamo trovare anche nell’organizzare il nostro impegno sportivo nel rispetto della famiglia. Spero però di averti mostrato come i bimbi non devono solo essere visti come un ostacolo alla nostra passione, ma anche e soprattutto una spinta.