Nike Air Zoom Pegasus 37, continua l’evoluzione della specie.

Nike Air Zoom Pegasus 37, continua l’evoluzione della specie.

Nike Air Zoom Pegasus 37, nuovo aggiornamento della scarpa iconica dell’azienda di Beaverton ai piedi dei runner dal 1983. Novità il cuscinetto Air Zoom spostato nella zona del mesopiede, quando si inizia a spingere un po’ sul ritmo la sensazione richiama ben altra scarpa. Ecco il test.

Andrea Toso

04 Giugno 2020

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La matematica non è un’opinione, e se la Nike Air Zoom Pegasus 37 viene rinnovata annualmente, basta una semplice sottrazione per arrivare all’anno del debutto, il lontano 1983. “La scarpa per ogni corridore” come venne presentata 37 anni fa si è creata la reputazione di scarpa da allenamento affidabile per i runner avanzati, quotidiana fino alla gara per i principianti. Durante tutte queste evoluzioni di serie ci sono state tante innovazioni progressive che hanno mantenuto sempre e comunque anche uno stile innovativo ad abbellire nostri piedi, tanto per il runner in corsa quanto nel tempo libero.

Arriviamo alle novità introdotte in questa Nike Air Zoom Pegasus 37: i disegnatori/progettisti hanno modificato la dimensione dell’airbag Zoom Air, passando da lunghezza totale ad avampiede, una delle zone in cui c’è bisogno di cushioning, ma raddoppiando il volume del cuscinetto ammortizzante per aumentare il ritorno di energia. L’ammortizzazione totale non diminuisce grazie all’utilizzo nell’intersuola della schiuma React, più leggera, più reattiva e resistente della tradizionale Cushlon.
Il disegno dell’avampiede della Nike Air Zoom Pegasus 37  è aggiornato, con una fascia che fissa meglio il piede, e la tomaia diventa traslucida ricalcando i modelli di alta gamma.

Rimane invariato invece il colletto ad assottigliarsi del tallone che non forza il tendine di Achille, esigenza nata dai feedback degli atleti, rimane anche la suola con il classico disegno waffle per avere grip e durata del battistrada.

Pegasus in Italiano sarebbe Pegaso, il cavallo alato della mitologia greca, nato dal terreno bagnato dal sangue versato quando Perseo tagliò il collo di Medusa, il nome disegna la natura della scarpa, a breve ai nostri piedi nelle due versioni Nike Air Zoom Pegasus 37 e Nike Air Zoom Pegasus 37 FlyEase versione a calzata rapida.

E dopo avervi raccontato la parte ufficiale vi raccontiamo la nostra sensazione in test, dato che da oltre due settimane abbiamo avuto l’onore di avere in test anticipato, arrivando a correrci anche dei lunghi.
La scheda tecnica direbbe poco rispetto alla reale novità che si sente una volta calzata la Pegasus 37, perché questi aggiornamenti si apprezzano davvero molto.

 

La primissima novità sta nella sensazione di calzata: a parità di numero e lunghezza in cm abbiamo sentito subito la
modifica della suola, dato che la punta di questa non rimane più “al centro” ma è stata spostata a protezione dell’alluce e per agevolare la conclusione della rullata in
Non fatevi ingannare quindi dalla sensazione diversa quando doveste calzarla, che potrebbe farvi chiedere “il mezzo numero”, basta allacciarla per ritrovare il proprio numero perfetto e godersi le novità della Nike Pegasus 37.
La pianta è comoda, ma la tomaia va ad abbracciare molto bene anche i piedi magri grazia all’allacciatura i cui lacci scivolano veloci nei 4 passanti (più il quinto ultimo tradizionale in cima) dal bellissimo look cangiante che vanno a sostituire i cavetti in flyware delle vecchie sorelle. La tomaia è morbida ma resistente, come già detto eredità dei modelli superiori, abbandona il trimesh tradizionale per una struttura traspirante che si adegua al piede tenendolo fermo.
Va allacciata con attenzione per avere la massima resa e soprattutto, avendo una bella chiusura sul collo del piede, con una linguetta dal taglio asimmetrico destro sinistro, va slacciata quando ce la si toglie per non rovinare la splendida tenuta che garantisce.

La novità del cuscinetto Air Zoom spostato nella zona del mesopiede si sente specialmente quando si inizia a spingere un po’ sul ritmo…
Ma… ma.. questa sensazione su che scarpa l’abbiamo già sentita?

Vapor next%, Zoom Fly 3?
(scusate se sembrasse una bestemmia!)

Ma no, non può essere, qui non c’è carbonio ad aumentare la spinta, eppure qualcosa di simile si avverte perché lo Zoom è messo in posizione da imitare la risposta elastica delle sorelle “cattive” creando una scarpa adatta agli amatori che desiderino UNA sola per tutti i tipi di allenamento, dai lenti alle ripetute, o a runners evoluti che vogliono una scarpa protettiva ma leggera che possa rispondere alla velocità, e la Pegasus 37 è un’ottima soluzione.

Per accentuare questa resa è stata aggiunta una scanalatura sulla suola alla fine della zona Zoom che non era presente nell’edizione 36 ed anche il disegno classico Waffle è stato modificato da pentagoni in trapezi/rombi di varie dimensioni con distanziamento maggiore che seguono la scanalatura verticale, a garantire un grip eccellente sia su sterrato che asfalto.
La schiuma React a prendere il posto della Cushlon si sente, morbida ed elastica, tagliata nel look da gara con la coda affusolata che può servire da acchito per chi poggia il tallone e soprattutto il disegno laterale va a nascondere e ridurre le “crepe” inevitabili che le schiume creano con l’usura progressiva.

Testando la versione maschile abbiamo ricevuto quella che credevamo fosse una scarpa nera, rivelatasi poi un verde/blu navy cangiante che lascia storditi per la bellezza, come sempre Nike ha prodotto un aggiornamento che sfrutta tonnellate di studi, e se pensate alla  famosa e discussa scarpa usata nella performance di Eliud Kipchoge a Vienna, il cuscinetto Zoom era più o meno lì, dove calpesteremo quello delle Pegasus 37, fateci caso.