Misuratori di potenza, ne abbiamo davvero bisogno?

Misuratori di potenza, ne abbiamo davvero bisogno?

Con quest’articolo vogliamo fornirvi le informazioni necessarie per valutare l’acquisto di un powermeter.

Filippo Tommasini

17 Febbraio 2020

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Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una veloce diffusione dei misuratori di potenza che, grazie alla sensibile riduzione dei prezzi, iniziano ad equipaggiare le bici di molti amatori.

A molti di voi sarà capitato di fare un test indoor per farsi aiutare ad individuare i propri valori di riferimento per gli allenamenti e per verificare i miglioramenti nel tempo.

I valori che ci vengono forniti da questi test si sintetizzano in battiti cardiaci e watt: nelle nostre uscite però riusciamo facilmente a misurare i primi mentre i watt rimango un qualcosa di circoscritto all’occasione del test e non verificabile all’esterno.

Ma abbiamo davvero bisogno dei misuratori di potenza, o come si dice in gergo powermeter?

La risposta in breve è “probabilmente no”, non è necessario affidarsi ai misuratori di potenza per diventare un super ciclista.

Va però detto che è un preziosissimo strumento di misurazione oggettiva dello sforzo che ci può consentire di migliorare i nostri punti deboli e di distribuire in modo intelligente lo sforzo in gara.

Utilizzare la frequenza cardiaca è uno dei riferimenti più utilizzati e consolidati tra i ciclisti; tutti però abbiamo visto come questo dato possa essere influenzato da tantissimi fattori (es. temperatura,  idratazione, alimentazione, stanchezza accumulata…).

Il misuratore di potenza ci dice quanto “lavoro”, o in parole più semplici, “quanta fatica” stiamo facendo rispetto ai nostri valori di riferimento.

Le prime volte che l’ho utilizzato ho notato in modo evidente quelli che sono gli errori comuni a noi tutti.

Ad esempio iniziare una salita troppo forte perché all’inizio ci sentiamo freschi, ma poi calare vistosamente man mano che ci avviciniamo allo scollinamento; oppure vedere che la seconda metà dell’uscita in bici riporta valori medi vistosamente più bassi della prima metà.

Qualcuno l’ha chiamato “stupidometro”: termine un po’ colorito ma che rende bene l’idea della sua funzione.

Quale powermeter scegliere?

Sul mercato troviamo tre tipologie di soluzioni:

  • Guarnitura integrata, come ad esempio Rotor, Quarq, Shimano, SRM, Power2Max. La loro installazione prevede la completa sostituzione della nostra guarnitura; il costo va dai 550 euro ai 1300 euro (SRM esclusa che ha un costo più elevato ma ci sono validi motivi, ne parleremo nel prossimo articolo)
  • Sola pedivella di sinistra, soluzione proposta da diversi produttori come Stages, Pioneer 4iii. Viene fornita la sola pedivella di sinistra e l’installazione è semplicissima e veloce. I costi variano dai 350 ai 500 euro a seconda della guarnitura.
  • Pedali, proposti da Garmin e dalla italianissima Favero. Entrambi adottano lo standard Look Keo e l’installazione è semplicissima. Particolarmente comodi perché facilmente spostabili da una bici all’altra. Il loro costo varia dai 450 ai 700 euro.

E’ necessario fare un test in laboratorio per avere i propri valori di riferimento?

E’ sicuramente consigliabile affidarsi ad un professionista che potrà aiutarci a leggere i dati del test e ad individuare sia i parametri di riferimento per le varie andature che i nostri punti deboli.

Negli ultimi tempi le varie piattaforme indoor hanno sviluppato protocolli di test che gli atleti possono utilizzare autonomamente per avere un primo ritorno sulle proprie performance ed impostare i primi riferimenti, oppure per monitorare nel tempo la progressione degli allenamenti.

Powermeter: un buon ritorno dell’investimento?

Come abbiamo visto i misuratori di potenza si trovano a partire dai 350 euro: in molti casi la cifra rappresenta la differenza tra un allestimento e l’altro della bici che si va ad acquistare.

Merita comunque una riflessione: il vantaggio che ci può dare un allestimento leggermente più sofisticato supera le migliori performance che possiamo ottenere allenandoci meglio grazie al powermeter?

La risposta l’avrete già capita da soli.

Certo, bisogna investire un minimo di tempo per capire quei due o tre concetti fondamentali che ci serviranno per leggere correttamente i dati che otterremo dal nostro powermeter, ma il ritorno sarà sicuramente sorprendente.