Marcialonga Craft: Zorzi e Moelgg granfodnisti per un giorno

Marcialonga Craft: Zorzi e Moelgg granfodnisti per un giorno

Marcialonga e la bicicletta, un binomio che funziona e destinato a crescere con successo nei prossimi anni. Oggi a Predazzo […]

Giuseppe Cataudo

28 Maggio 2018

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Marcialonga e la bicicletta, un binomio che funziona e destinato a crescere con successo nei prossimi anni.

Oggi a Predazzo (TN), si è disputata la dodicesima edizione della Marcialonga Craft, sfida unica nel suo genere, eletta a gran voce dagli atleti come “una delle prove più significative dell’anno”, merito degli scenari paesaggistici che le Valli di Fiemme e Fassa propongono, dei passi dolomitici a mettere la prova anche gli sportivi più arditi, e di un’organizzazione esemplare da sempre marchio di fabbrica della manifestazione trentina. Il toscano Stefano Cecchini si è imposto per la seconda volta consecutiva alla Marcialonga Craft, facendo proprio l’itinerario granfondo di 135 km e 3279 metri di dislivello. Seconda posizione per Domenico Romano, bravo a sopraffare Luigi Salimbeni, penalizzato da un piccolo inconveniente nel tentativo di raggiungere il toscano. Fra le donne Monica Bonfanti non ha lasciato scampo a Deborah Rosa ed Arianna Marchesini per le quali è stato necessario il fotofinish. Per quanto riguarda l’itinerario mediofondo maschile di 80 km e 1894 metri di dislivello, invece, il veronese Riccardo Zanrossi ha avuto la meglio sull’altro scaligero Andrea Pontalto, mentre Alessio Pareschi ha chiuso sul gradino più basso del podio. Mediofondiste con la trentina Jessica Leonardi davanti a Barbara Zambotti e Marisa Coato.

Tra gli appassionati in bicicletta del percorso mediofondo anche lo slalomista Manfred Moelgg:

“Mi piace tanto andare in bici, e la Marcialonga Craft volevo farla perché non l’avevo mai fatta prima. Mi sono divertito, ma peccato aver bucato perché ci tenevo, ho perso un quarto d’ora. La bicicletta serve come preparazione per gli sci ed anche mentalmente come competizione. Ho fatto gli 80 km per farla un po’ più tirata anche se normalmente vado sul lungo. Percorso bellissimo e fortunati anche con il meteo”.

A partecipare anche l’ex campione degli sci stretti Cristian Zorzi, anch’egli cimentatosi con l’itinerario più breve e sempre con la battuta pronta, da grande campione che sapeva anche far divertire (e per questo è amatissimo ancor oggi):

“La bici mi diverte, si sta in gruppo, c’è solidarietà, e si vedono paesaggi fantastici dove prima, “tirando”, non ci facevo mai caso. Avevo detto che nel giorno in cui mi batterà una donna mi ritirerò… Ma in bici meglio non farci caso! In mezzo al gruppo mi riconoscono, probabilmente per il “sedere” che ho adesso!”. La gara si è infatti aperta con uno splendido sole a fare capolino, ma lungo i passi dolomitici la pioggia si è fatta sentire, rendendo la contesa più difficoltosa, tuttavia non si sono riscontrati problemi di alcun tipo – anzi – i cicloamatori hanno esaltato il manto stradale pressoché impeccabile, tanto da far osare qualche atleta anche in discesa. Il domatore delle granfondo Stefano Cecchini l’ha fatta ancora una volta da padrone, era il favorito della vigilia ed il vincitore della passata edizione, ma si sa, riconfermarsi non è mai facile ed il toscano c’è riuscito, tenendo  alle proprie spalle l’osso duro Salimbeni, penalizzato da una caduta nel finale: “Sono contento, è sempre difficile ripetersi. Ha piovuto ma questa è una bellissima corsa, una delle più importanti, voglio dedicare la vittoria al nostro manager Marco Salvagni. Il mio segreto? La passione, questo non è un lavoro per me. Percorso bellissimo, come sempre”. I due percorsi valevoli anche per il Campionato Nazionale ACSI sono partiti da Predazzo alla scoperta delle Dolomiti Patrimonio UNESCO, festeggiando il dodicesimo anniversario tra le impegnative erte di Monte San Pietro e dei Passi di Lavazé, San Pellegrino e Valles, e la battaglia sportiva per la seconda posizione ha visto l’esperto Domenico Romano avere la meglio su Luigi Salimbeni, il quale ha forzato un po’ troppo l’andatura per andare a prendere Cecchini, pagando nel finale. Granfondiste da applausi con Monica Bonfanti a fare la “Cecchini” della gara: “Sono un po’ stanca ma volevo vincere. Strade bellissime, ben curate e la gente ha rispetto. Torno tutti gli anni perché è una Marcialonga dura ma bella”. Pathos invece per quanto riguarda i mediofondisti maschi, in una gara all’insegna dell’imprevedibilità. Andrea Zamboni era segnalato in netto vantaggio sugli inseguitori, ma, come spesso accade al trentino, paga la discesa finale non riuscendo nemmeno a giungere a podio. Una pazzesca volata ha invece esaltato i due veronesi Riccardo Zanrossi ed Andrea Pontalto, con il primo – un po’ a sorpresa, ad avere la meglio sul secondo: “Sulla prima salita mi hanno staccato per poi scollinare in 4 o 5 sul Lavazè. Ho fatto una bella volata con Pontalto, si vede che qualche volta ci alleniamo assieme, ne ho approfittato”. La trentina Jessica Leonardi ci ha invece preso gusto, portandosi a casa anche questa mediofondo, coronando così, un ottimo avvio di stagione su due ruote: “Primo successo per me alla Marcialonga. Io sono trentina della Val di Non e per me Marcialonga è il massimo. Volevo fare il lungo ma sono contentissima di questa vittoria, di granfondo se ne parlerà il prossimo anno”. Giornata da incorniciare anche per il nuovo general manager Marcialonga, Davide Stoffie, il cui ringraziamento va come sempre ai numerosissimi volontari della manifestazione: “Con Marcialonga si parla sempre di volontari ma è proprio così, senza di loro non saremmo nulla. Mi piacerebbe coinvolgere qualche giovane in più, dobbiamo capire come farli innamorare di Marcialonga come me ne sono innamorato io”.

L’anno prossimo l’evento è annunciato per il 30 giugno.