L’ultramaratoneta Eleonora Corradini, determinata, costante e tenace

L’ultramaratoneta Eleonora Corradini, determinata, costante e tenace

La corsa è uno sport che lascia il segno, capace di cambiare le persone, di farle riflettere e di renderle felici.
Eleonora Corradini ci racconta la sua storia.

Eleonora Corradini

17 Febbraio 2020

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Ciao a tutti, mi chiamo Eleonora Rachele Corradini, sono nata a Roma e ho 28 anni. Vivo ad Asola in provincia di Mantova per motivi lavorativi. Lavoro alla Trere’ Innovation, azienda di produzione operante nel mondo dello sport, ed in particolare mi occupo di marketing per il brand UYN – Unleash Your Nature.

Inizio a correre nel 2014, nello stesso anno corro la mia prima mezza maratona e l’anno successivo, a soli 23 anni, la mia prima maratona, a Roma ovviamente.

Questo sport mi ha cambiata profondamente, quando corro sono felice, sento che il mio corpo ne ha bisogno, che ne trae dei veri benefici. Utilizzo la corsa come momento per riflettere. Ci sono giornate in cui corro e non mi rendo conto di farlo, è un movimento che mi viene naturale e che ormai è parte di me.

Ho iniziato a correre sempre più frequentemente e mi accorgo che la corsa, non solo mi offre l’opportunità di conoscere altre persone e nuovi luoghi, ma soprattutto mi accorgo che, più le distanze nelle gare aumentano, più mi diverto e più le mie performance migliorano costantemente.

È nel 2016 che corro la mia prima ultramaratona e nel 2017 la mia prima 100 km, la 100km del Passatore. Un classico nel nostro mondo.

Sono passati solo tre anni dalla prima volta che ho affrontato e superato i “famosi“ 42,195 ma ho già tagliato più di 120 traguardi.

Nel 2018 arrivo a correre una gara che va ben oltre la 100 km: la Nove Colli Running, 202 km di corsa, divertimento, fatica, introspezione e di sensazioni difficili da raccontare. È proprio questa gara che segna un punto di svolta nella mia carriera podistica. Mi piazzo seconda donna e arrivo al traguardo ancora più consapevole del fatto che l’ultramaratona è il mio sport.

La corsa è ormai diventata parte integrante della mia vita, riesco ad incastrarla perfettamente con gli impegni, lavorativi e non. Ho la grande fortuna di fare il lavoro per cui ho studiato e di farlo proprio nel mondo dello sport, questo rende tutto più facile, anche se spesso mi alleno quando il sole ancora deve sorgere o è già tramontato.

Il 2019 rappresenta per me un anno importante in termini di risultati e di crescita sportiva.

Il mio anno inizia con delle vittorie a gare minori, fino ad arrivare alla vittoria alla 12 ore a Provaglio D’Iseo, dove mi laureo compionessa Italiana correndo 128 km.

L ’anno prosegue con molte soddisfazioni, ma anche con qualche delusione, infatti quest’anno la Nove Colli Running riserva per me brutte sorprese e dopo essere stata prima per 130 km sono costretta a ritirarmi per problemi fisici. Questo fa parte del nostro sport e, a volte, una sconfitta fortifica e ci insegna molto più delle vittorie.

Dopo sole 5 settimane, determinata e pronta al riscatto, vinco la 100 Km di Asolo, gara con oltre 2000mt di dislivello positivo arrivando inoltre terza assoluta.

Chi fa sport sa che esiste la giornata perfetta e la mia arriva alla 100 miglia di Berlino. Parto per fare una buona gara in preparazione del mondiale di Settembre. In me c’è la speranza di arrivare sul podio ma in queste gare ogni giorno è diverso, vanno affrontante con rispetto. Quel giorno tutto funziona perfettamente, 100 miglia sono tante, oltre 160 km ma io sto bene, è incredibile…la fatica sembra non arrivare mai e taglio il traguardo come prima donna, terza assoluta, stabilendo il record femminile della gara in 15 ore e 22 minuti.

L’anno si chiude con il coronamento di un sogno, la convocazione in Nazionale per rappresentare l’Italia al Mondiale di 24 ore di corsa su strada che si svolgerà ad Albi in Francia a fine Ottobre.

Indossare la maglia azzurra è qualcosa di diverso da tutto il resto. Sfilare con la bandiera della mia nazione per le vie della città e rappresentare il tuo paese nel mondo, è un’emozione unica.

Questa esperienza ha cambiato ancora la mia visione di questo sport, ha rafforzato il mio fisico e la mia testa ma soprattutto mi ha motivata per affrontare le nuove sfide che mi aspettano nel 2020.