Love story & Triathlon

Love story & Triathlon

In occasione di San Valentino, Mathilde, la dolce metà del campione di Triathlon Filippo Rinaldi, ci racconta quanto è complicato gestire una relazione se uno dei due partner è un triatleta professionista.

Filippo Rinaldi

14 Febbraio 2020

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Tutte le storie d’amore sono uguali e allo stesso diverse. Nel nostro caso, con Filippo, descriverei la nostra come “speciale”.

Tutto è iniziato con un dialogo piuttosto imbarazzante e una domanda più che banale: “Cosa fai nella vita?”.

In sostanza, chiediamo questo senza pensarci troppo, ci diciamo che questo elemento ci permetterà senza dubbio di conoscere un po’ di più il carattere di questa persona che ci è ancora sconosciuta. La risposta che ho avuto quel giorno, però, mi ha fatto perdere l’equilibrio… “Sono un atleta professionista di triathlon cross”, ha detto lui. Ah. Molto bene. Ero completamente fuori dalla mia comfort zone perché io, di sport, non so niente.

Io conduco (o meglio, diciamo che conducevo) una vita tranquilla. Stavo terminando il mio master in traduzione all’università belga e stavo facendo uno stage in un’azienda di Parma per migliorare il mio italiano. Ho molti interessi: leggo molto, mi piace guardare film e incontrare persone di diversa provenienza.

Lo sport, invece, e soprattutto lo sport di alto livello, devo ammettere che non faceva parte delle mie competenze.

Un po’ imbarazzata, però, ho osato chiedere: “Ma cos’è esattamente il triathlon?”. Non lo sapevo ancora, ma la spiegazione che ne è seguita avrebbe trasformato completamente la mia vita.

L’amore non può essere spiegato. Nel nostro caso, molti non se lo spiegano ancora oggi. Tra loro, le nostre rispettive famiglie non hanno capito subito quello che stavamo facendo insieme. Noi, invece, non abbiamo visto il problema. C’è una certa bellezza nell’essere diversi. Forse, alla fine, l’altro ci permette di trovare un equilibrio.

Questo non significa che la nostra storia sia facile da gestire. Chiedere ad entrambi di adattarsi al meglio l’uno all’altro (per non nascondere niente, si adatta soprattutto “l’altro”, quello che non fa l’atleta). E Dio sa che non è facile ogni giorno…

Riprovare a prenotare le vacanze più tardi, si è verificato un errore.

Quando si esce con un atleta, una delle prime cose che dicono gli altri è: “Oh, ma che bello! Non deve lavorare 8 ore al giorno. Potete passare molto tempo insieme”. Beh… non è proprio così.

Forse è il caso dei calciatori, beati loro. Ma sicuramente non è così per i triatleti. Come spiega il proprio nome, i “tri”-atleti praticano 3 sport diversi e (purtroppo) non ne praticano uno il lunedì, un altro il martedì e il terzo il mercoledì. Sarebbe troppo facile. No, si allenano 3 volte al giorno per praticare il nuoto, la bici e la corsa.

Se sei bravo in matematica, ora puoi facilmente capire che in un giorno non rimane molto tempo. E il tempo che rimane è per rilassarsi e recuperare perché comunque sono sempre “stanchi morti”.

Ancora una volta, dopo aver spiegato questo fatto divertente, si dice: “Sì, va bene, ma almeno può andare in vacanza quando vuole, non deve chiedere al suo capo perché non ne ha uno”.

Sbagliato di nuovo!!

Ha una specie di capo: il suo allenatore. A volte mi sembra che non siamo solo noi due nella coppia, ma anche il suo allenatore ne fa parte. Già prendere delle decisioni nella coppia in due non è facile ma figurati se bisogna prendere in conto il parere di una terza persona… Disastro e frustrazioni.

Per esempio, quest’inverno, volevo davvero tanto andare a sciare. Così, ho chiesto se potevamo andare a sciare un weekend, essendo impegnata al lavoro anche durante la settimana. Inutile dire che la scappatella romantica, decisa di solito all’ultimo minuto, non è un’opzione per noi. Dobbiamo chiedere il permesso come dei ragazzi. Andare a sciare per due giorni vorrebbe dire saltare un giorno di allenamento e poi, come facciamo se si rompe una gamba??

Non posso dire di non esserne stata consapevole fin dall’inizio. Anzi, quando ci siamo conosciuti, Filippo mi ha detto direttamente: “Devo avvertirti però: non ho molto tempo, sono sempre molto occupato, di solito sono anche molto stanco, non sarà possibile fare tutto quello che vuoi come se fosse una coppia normale, ho solo 2 settimane di vacanze all’anno… Ma se ti va bene, il poco tempo libero che ho, sarei più che felice di passarlo con te”. E questo era prima ancora che cambiasse il suo allenatore che lo fa allenare il doppio adesso.

Oh, siamo andati in vacanza per 10 giorni dopo le Hawaii. Il piano era di rilassarsi in un hotel all-in e di prendere un po’ di sole perché “aveva davvero bisogno di una pausa dal triathlon”. Giustissimo, è durato 2 secondi… Sì, ho contato!

Il primo giorno, eravamo sdraiati fuori e lui si è girato verso di me e mi ha detto: “Guarda, non so se ce la faccio. Impazzirò se non faccio sport. Accidenti, Sapevo che avrei dovuto portare con me le scarpe da corsa”. In questi casi mi dico che avrei davvero dovuto scegliere un calciatore! No, scherzo. Non avrei dovuto assolutamente scegliere un atleta. No, scherzo di nuovo.

Ma come ogni cosa nella vita, è sempre la cosa più rara che si ama di più. Tra il mio lavoro, i suoi allenamenti, la casa e tutte le cose di tutti i giorni, quando ci prendiamo del tempo per noi e per noi come coppia, ci dimentichiamo di tutto. E alla fine, ne vale la pena. Ne vale sinceramente la pena. Tanto.

A volte vorrei che avesse più tempo da passare con me e che facesse tutte le cose stupide che fanno due persone normali in una coppia (viaggiare i weekend, prendersi le vacanze, bere un cocktail alle 4 del pomeriggio solo perché lo vogliamo, e così via). Come ogni donna su questo pianeta, a volte mi lamento del fatto che non passiamo insieme tutto il tempo che vorrei, che non usciamo abbastanza e che lui è sempre occupato (cosa che è, in realtà), poi litighiamo sul fatto che per ora non c’è niente da fare… Ma alla fine il fatto è che, come mi aveva promesso all’inizio, tutto il tempo libero che gli rimane, me lo dà, (ed è così che è finito all’IKEA una domenica sera, ma questa è un’altra storia…che vi racconterò nel prossimo articolo) e questo è ciò che conta!