Lo Sport europeo, un valore sociale per dare futuro (e più vita…) ai nostri figli!

Lo Sport europeo, un valore sociale per dare futuro (e più vita…) ai nostri figli!

Il contributo di ENDU e le altre istituzioni alla European Week of Sport.  – Marco Benedetti (Scuola Formazione e Ricerca […]

ENDU

11 ottobre 2018

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Il contributo di ENDU e le altre istituzioni alla European Week of Sport.

 – Marco Benedetti (Scuola Formazione e Ricerca MySDAM)

Europa… cara vecchia Europa!

E non solo metaforicamente, ascoltando le tante testimonianze raccolte in una settimana di Sport a Vienna, in cui veramente si è parlato di tutto, dal volontariato alla genetica che ci ha reso tutti più maratoneti tra i 2 e i 3 milioni di anni fa, quando i nostri antenati migrando dalle foreste alla savana persero la funzionalità del gene CMAH, determinando tra gli altri mutamenti, quello di poter correre su lunghe distanze, inseguendo prede in pieno giorno.

Dalla savana africana ai colori autunnali del Prater di Vienna, la presidenza del Comitato Olimpico Austriaco ricordava con orgoglio come con meno del 10% della popolazione mondiale, l’Europa detenga il 50% delle medaglie assegnate alle Olimpiadi estive ed il 70% di quelle invernali.

Ma era un’altra la notizia che più faceva discutere nel villaggio di #BEACTIVE: quella attuale, per via della crisi economica e della massiccia sedentarietà che interessa soprattutto gli adolescenti anche a causa della digitalizzazione, potrebbe essere la prima generazione in Europa dal XIV secolo (in cui si ebbe dal 1347 al 1352 una epidemia di peste che ridusse di un terzo la popolazione del Continente) in cui i figli avranno una aspettativa di vita minore dei genitori.

Oggi infatti la speranza di vita alla nascita per un europeo è di 77,4 anni per i maschi e 83,2 anni per le femmine (con l’Italia messa ancora meglio a 84,8 anni), ma in futuro i nostri figli potrebbero vedere la loro vita accorciarsi, soprattutto per quei 3 adolescenti su 4 che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità non fanno abbastanza esercizio fisico così da avere migliori funzioni cognitive e salute mentale, diminuendo i rischi di diabete ed obesità infantile.

Ed un modo di avvicinarsi al mondo sportivo degli eventi di massa, quello delle corse a piedi la domenica o delle gran fondo di ciclismo, può essere il volontariato, come testimoniato dai relatori della conferenza internazionale su “Sport for Growth and Employment” promossa dalla Presidenza Austriaca del Semestre Europeo.

Una realtà quella del volontariato sportivo che nella UE interessa 35 milioni di persone, pari al 7% della popolazione e una ricchezza che vale lo 0,82% del PIL UE, un capitale sociale con un altissimo “tasso di interesse” se è vero, secondo alcuni studi dell’Università di Tubinga, che grazie ad ogni volontario sono 8,5 le persone che riescono a fare attività sportiva proprio in virtù di quella generosità in termini di tempo e competenze. Si è visto che l’età media del volontario sportivo è tra i 15/24 anni per gli uomini (giovani per cui è rilevante l’opportunità di ricoprire, quasi sempre per la prima volta, ruoli manageriali) e 35/44 anni per le donne (perlopiù mamme che seguono i figli…), con un beneficio economico, seppure indiretto, che vede per chi dedica il proprio tempo libero allo sport un miglioramento della propria posizione lavorativa principale del 12%, sia in termini di stipendio che di avanzamento di carriera.

Questo per dire in concreto che se frequenti qualche maratona o gara di triathlon i CV che distribuisci sotto il palco delle premiazioni o dopo le linea di arrivo finiscono in mani più fidate di altri, o anche il colloquio prende un’altra piega se l’esaminatore legge di un impegno a favore di società o manifestazioni sportive.

Tra le politiche e gli strumenti a favore di tutto questo mondo, durante la “European Week of Sport” (EWoS), la campagna “Join us in ITALY!” promossa da ENDU con la collaborazione di EPSI (European Platform for Sport Innovation) e MySDAM, che ha raggiunto veramente tutti i personaggi di rilievo presenti a Vienna, dal Vice Ministro austriaco Heinz-Christian Strache e il suo capo dell’Ufficio Sport, Philipp Trattner, ottimo ciclista su strada e MTB, tra le altre cose organizzatore dei Campionati Europei di Calcio 2008, ad una platea internazionale di decisori politici, funzionari e mondo della ricerca.

E tra gli ultimi (in termini di tempo) a ricevere nel villaggio #BEACTIVE  la cartella blu di ENDU contenente l’invito per vivere “the Italian sport taste”, un’esperienza unica di turismo sportivo distribuita tutto l’anno su oltre 1.400 eventi sportivi animati da una comunità di 400.000 appassionati”, proprio il Commissario UE allo Sport, Tibor Navracsics, che nel ricevere l’accredito universale di “Join us in ITALY” come prima cosa ha verificato la durata del pass:

Fino a settembre 2019 bene! Dovrei farcela a partecipare…”.

Con la testa alle prossime Elezione Europee previste nel Maggio 2019, dove le dinamiche non saranno sicuramente ispirate dall’olimpico distacco della Decoubertiniana partecipazione.