L’importanza di una postura corretta

L’importanza di una postura corretta

Mattia Luca Castellani, Dott. in Tecniche Ortopediche all’Università degli Studi di Pavia, ci spiega perché è importante avere una postura corretta.

Mattia Luca Castellani

02 Aprile 2020

2

In questo difficile periodo storico per il nostro paese, dove lo sport all’aria aperta è vietato per preservare la nostra salute e quella del prossimo, è il momento opportuno per valutare le proprie condizioni fisiche attuali per farci trovare pronti, migliori di prima, alla ripresa della nostra normale vita.

Ascoltare le nostre percezioni fisiche personali solitamente è la cosa più importante ma potrebbe essere utile rivolgersi a specialisti del settore per avere conferme, risolvere eventuali “problemi” ed eventualmente prevenirne futuri.

All’interno dello Studio Castellani Tecniche Ortopediche di Torino, ho sviluppato un personale protocollo di valutazione posturale che eseguo, da svariati anni con una più che soddisfacente percentuale di buoni risultati, formando continuamente il mio prezioso staff ed aggiornando i nostri software dedicati.

La valutazione posturale è fondamentale per una corretta progettazione e costruzione di un plantare su misura (soprattutto se prodotto per un atleta) e consiste nell’osservare il soggetto globalmente da tutti i piani dello spazio.

Durante l’osservazione bisogna fare attenzione a quali potrebbero essere i “difetti”, partendo dall’appoggio plantare (per me di massima importanza in quanto fondamenta della nostra struttura muscoloscheletrica) alla posizione del capo.

Alcuni indicatori, come osservare diversi gradi di pronazione delle arcate plantari o l’eccesso cavismo, la conformazione degli arti inferiori (varismo e valgismo delle ginocchia), l’altezza delle anche, il triangolo della taglia, la linea acromiale, la posizione delle scapole e l’andamento delle curve del rachide, possono aiutare nell’individuare le problematicità.

 

MISURAZIONI A SUPPORTO

L’osservazione visiva è indispensabile ma presenta una certa soggettività ed è quindi importante supportarla con delle misurazioni il più possibile oggettive e quantitative. Per una valutazione posturale già più accurata si può utilizzare uno strumento economico, portatile e comodo: il filo a piombo.

Questo strumento è composto da un semplice spago con un peso legata all’estremità. Con la persona in piedi con lo sguardo diritto, si posiziona al filo tangente al punto più esterno della schiena fino a raggiungere la piega interglutea.

Con il filo a piombo si ottiene una vera e propria verticale di riferimento per le misurazioni.

 

Piano frontale posteriore: in questo modo sono immediatamente evidenti le deviazioni della spina dorsale e possono essere dovuta scoliosi o atteggiamenti scoliosi.

 


Piano sagittale (visione laterale):
dal filo a piombo è possibile calcolare la distanza fino a tre punti di riferimento che si trovano rispettivamente a livello di C7, D12 ed L3 (indicatori principali rispettivamente del tratto cervicale, dorsale e lombare).

Si può ritenere fisiologiche le distanze dal filo a piombo per le vertebre, precedentemente citate, comprese tra 2,5 e 4,5 cm.

Valori è sotto ed al di sopra indicherebbero rispettivamente un rachide rettilineizzato (con riduzione della curvatura fisiologica lombare, dorsale e cervicale) o con curve ben accentuate.

Oltre al filo piombo, a sostegno di questa semplice strumentazione ma di utilizzo prettamente professionale, vi sono anche mezzi più tecnologici e complessi con cui poter ottenere dati quantitativi.

Ad esempio, la ricostruzione 3D della colonna vertebrale, ottenuta tramite sistemi fotografici con elaborazione computerizzata delle immagini, integrata con dati provenienti da piattaforme di forza (pedane baropodometriche – stabilometriche) per analizzare la pressione esercitata a carico dei piedi ci darà quindi un’analisi multifattoriale 3Ddella postura.

 

Sempre inerente alla valutazione del rachide, oltre alla valutazione soggettiva, al filo a piombo e quella visiva iniziale, utilizzo il sistema Physical Analizer.

È uno strumento che permette di acquisire memorizzare immagini fotografiche del paziente, di effettuare misurazioni su di esse eliminando l’utilizzo del classico filo a piombo.

Il Physical Analyzer è un software che sfrutta una fotocamera ad altissima capacità di acquisizione grafica anteposta ad uno specchio con staffe di fissaggio muro, a quattro dischi colorati per georeferenziale le foto ed ad un disco adesivo da porre a terra per il corretto posizionamento del paziente.

Questo strumento, totalmente privo di raggi gamma, serve ad acquisire immagini del paziente nelle posizioni fondamentali, effettuare misurazioni sulle immagini acquisite sia di angoli e di lunghezze e comparare le foto acquisite in momenti successivi (per monitorare miglioramenti nel tempo generando i soli contorni e sovrapponendoli evidenziando graficamente l’entità della modifica).

 

Per la valutazione dell’appoggio plantare statico e dinamico ed il corretto allineamento degli arti inferiori, utilizzo, da svariati anni, il tapis roulant baropodometrico M.A.S. (con sensori capacitivi) della Zebris.

Questo strumento diagnostico permette di acquisire dati su pazienti di qualsiasi età in quanto, con le barre laterali di sostegno, aiuta a tenere in equilibrio soggetti con disabilità o insicuri ma sfrutta il meglio delle sue caratteristiche in ambito sportivo permettendo valutazioni eseguibili fino a 22 km\h a piedi nudi, con calzature sportive o accoppiando plantari su misura e scarpe.

Questo tipo di analisi è la base per la fabbricazione di un buon plantare su misura e comunemente viene definito esame baropodometrico.

Si tratta di una valutazione tecnica sanitaria non invasiva che studia l’appoggio plantare al terreno sia in statica che in dinamica, la rilevazione delle superficie d’appoggio (forma del piede), comparazione tra le superfici d’appoggio e rilevazione delle aree di iper e ipo carico, acquisizione del gomitolo delle oscillazioni (baricentro corporeo) e della distribuzione dei carichi fra gli arti inferiori.
Nel nostro studio i protocolli di indagine sono modificabili in base all’attività sportiva praticata.

 

Per questo motivo, numerose società sportive di serie A indirizzano i loro atleti nella nostra sede.
Una piastra di sensori ad alta sensibilità invia i dati tramite una porta USB ad un computer esterno per la valutazione e la visione di tutti i parametri in tempo reale.
Visualizza:
-MOMENTI DEI PASSI
-FUNZIONALITA’ DEI PIEDI
-POSTURA
-CARATTERISTICHE DEL ROLLIO
-BILANCIAMENTO DEL CORPO
– Video Modulo: con il sistema di telemetria DEGLI ARTI INFERIORI è possibile ottenere varie foto dell’utente durante la valutazione. Questo permette di esaminare la funzionalità dei muscoli, inoltre, il sistema permette anche una visualizzazione 3D e la registrazione dei video in camminata e in corsa.

 

Come ultima cosa, non per importanza, eseguo una digitalizzazione tridimensionale di entrambi i piedi attraverso ilsistema CAD/CAM Amfit.

È un sistema brevettato che permette di rilevare l’impronta 3D del piede simulando l’utilizzo della schiuma fenolica.

Si mette il paziente in ortostatismo sopra l’apparecchiatura ed i sensori al suo interno salgono, sostenendo e avvolgendo il piede con una precisione di lettura di 0,1 mm.

Il risultato è una mappa delle altezze del piede, pronta per essere studiata ed utilizzata per realizzare un plantare fisiologico, sportivo o ortopedico su misura attraverso una fresa a controllo numerico.

Uno scanner ottico può catturare il contorno plantare del piede in una corretta posizione, ma non “percepisce” le parti molli o la struttura ossea perché fotografa solo la pelle in superficie.

 

Una volta ottenute tutte le informazioni del caso, in circa un’ora di valutazione posturale, si può procedere eventualmente a consigliare al paziente l’ortesi plantare maggiormente indicata al suo caso ma, essendo un argomento piuttosto ampio, lo tratteremo nei prossimi articoli.

Spero, come al solito, di essere stato il più chiaro possibile, considerando la difficoltà di spiegare argomentazioni molto tecniche in maniera semplice, e, per chi avesse ancora 2 minuti del suo tempo e fosse interessato ad un approfondimento, vi consiglio di guardare il video riassuntivo che ho realizzato per Endu.

Grazie della Vostra attenzione.


MATTIA LUCA CASTELLANI

Dott. in Tecniche Ortopediche

Università degli Studi di Pavia