La Winter Night Run, correre sulla neve al crepuscolo

La Winter Night Run, correre sulla neve al crepuscolo

Se la Cortina Dobbiaco con i suoi 30 km è una gara impegnativa, paragonabile in alcuni aspetti a una vera e propria maratona, la sorella minore Winter Night Run che ne ripercorre praticamente gli ultimi 12 km è una corsa alla portata di tutti.

Andrea Toso

25 Gennaio 2020

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Se la Cortina Dobbiaco con i suoi 30 km è una gara impegnativa, paragonabile in alcuni aspetti a una vera e propria maratona, la sorella minore Winter Night Run che ne ripercorre praticamente gli ultimi 12 km è una corsa alla portata di tutti.

Si ha anche il privilegio di partire al cospetto delle 3 Cime di Lavaredo alla luce del crepuscolo, uno spettacolo mozzafiato che per una volta si godrà dalla griglia di partenza alle ore 17; parlando con Gianni Poli organizzatore di queste due gare, insieme alla Sarnico Lovere e alla mezza di Bibione, si capisce subito quanto ami queste valli, lui bresciano di nascita che dalla sua esperienza di vita e di allenamenti da professionista porta migliaia di runners a Dobbiaco, sua nuova patria.

Per chi non sapesse chi sia Gianni Poli segnaliamo la vittoria alla maratona di New York nel 1986, primo italiano a scendere sotto le 2h10’ con un personale di 2h09’33” (1988), tempi di tutto rispetto a distanza di oltre 30 anni, uno dei Campioni con la C maiuscola. L’immaginazione del Campione ha trasformato i suoi tragitti di allenamento in gare partecipatissime che spesso vedono l’esaurimento dei pettorali ben prima della chiusura iscrizioni, come anche quest’anno è accaduto per la Winter Night Run.

E con l’occasione dell’intervista ho avuto la fortuna di correre con Gianni proprio su parte del tracciato di questa gara, cosa rara dato che durante il giorno è una trafficatissima pista di fondo tenuta in maniera maniacale con tanto di addetti a controllare il traffico.

Correre sulla neve ci sarà capitato qualche volta, una nevicata in città o un allenamento invernale in montagna, la differenza e la qualità di questo fondo nevoso è nella compattezza assoluta, che Gianni testa anche nella nostra uscita: in zona partenza, fuori dalla pista di sci di fondo presentava qualche punto non ancora solido ed inevitabilmente siamo sprofondati in un paio di passi, il campione ha chiamato il responsabile della tracciatura per segnalare, nonostante mancassero almeno 10 giorni.

Ad una delle mie domande segnate che chiedeva quali fossero le scarpe migliori da utilizzare, se da trail con grip particolare o running tradizionali è stata subito derubricata, bastano le seconde e ovviamente sono vietati ramponcini o simili, come da regolamento.

La Winter Night Run parte un centinaio di metri sotto il lago di Landro a quota 1400 m e risale fino a questo creando un piccolo anello per poi iniziare la discesa. Correre  su questo fondo è davvero un’esperienza unica, se si ama il rumore della neve calpestata qui davvero è un paradiso, e durante ricognizione incrociamo tanti fondisti che ci salutano educatamente, Gianni è un padrone di casa perfetto e rispetta molto il terreno che sta impegnando, indicandomi le tracce in cui rimanere, prestando attenzione massima ai binari per lo sci nordico come giusto sia.

Siamo partiti sotto mezzogiorno, pur avendo già percorso la Cortina-Dobbiaco sia in bicicletta che durante la gara sulla ciclabile diverse volte faccio fatica a riconoscere i posti, ricoperti di neve hanno un aspetto diverso, i prati verdi tra cui scorrerebbe il percorso sterrato compatto sono tutt’uno con la pista di fondo, gli alberi sono pieni di neve, ogni metro di ombra ti fa ricordare l’altitudine a cui si è non bastasse il cuore che batte un pochino più forte per colmare il gap di ossigeno da quota, un pensiero da tenere a mente quando si partirà sabato 25 gennaio.

La sensazione sarà diversissima durante la gara, la luce e il tepore del sole (nonostante i -6 iniziali della mattinata) muteranno in luce della lampada frontale che verrà amplificata dalla neve, le temperature saranno probabilmente sotto zero ma il wind chill sarà molto migliore che in città grazie all’aria secca e pulita che si respira qui; salendo dalla pianura si annusa la pulizia specialmente in una stagione con grande smog come quella in cui siamo immersi l’impatto è fortissimo.
Dal percorso della ciclabile estivo c’è qualche piccola variazione ma si scende sempre costeggiando la strada del passo Cima Banche, quella è la direzione. L’arrivo sarà allo Stadio di Fondo che si “scavalca” nell’ultimo km della Cortina Dobbiaco, questo percorso mi fa vedere una rete di piste da fondo che non avrei mai immaginato, di cui vedrò poi la mappa, ma Gianni Poli conosce a memoria ogni deviazione. Un punto davvero spettacolare sarà il passaggio al lago di Dobbiaco, mancheranno un paio di km all’arrivo, il serpentone di mille frontali arriverà poi nell’anello della Nordic Arena in cui si ricalcherà il percorso della coppa del mondo di Fondo per tagliare il traguardo.

Le emozioni della Winter Night Run saranno diverse da quelle vissute, amplificate dal riverbero notturno della neve e dal calore dei 1000 atleti che hanno esaurito i pettorali.

Importante ricordare che sarà obbligatoria la frontale, non sarà fornita dall’organizzazione, per cui prima cosa da mettere in borsa, con pile nuove, il freddo le danneggia un bel po’! Se all’arrivo la lampada non fosse accesa non si sarà inclusi nella classifica. Come immaginate farà freddo, per cui vestirsi bene con un paio di strati di tessuto tecnico per assorbire il sudore e mantenere il calore del corpo, obbligatori i pantaloni lunghi e piuttosto consigliati i guanti, ci saranno spogliatoi per tutti nella Nordic Arena Arena, da cui si partirà con le navette per salire alla partenza e dove si ritroverà la propria sacca, una doccia e tutti a festeggiare al pasta party organizzato alle ore 21, la novità della nuova edizione.

I pettorali sono esauriti alla Winter Night Run 2020, se non siete tra i fortunati possessori seguite la nostra pagina Instagram per vivere i momenti della gara e la preparazione, e mettetela in calendario per il 2021, vale la pena aspettare un anno e magari saggiare l’emozione estiva alla Cortina Dobbiaco, seguendo anche Gianni Poli e le sue splendide gare che hanno sempre una componente paesaggistica mozzafiato.