La Strada è di tutti. La fondazione Michele Scarponi

La Strada è di tutti. La fondazione Michele Scarponi

La strada è di tutti, a partire dal più fragile.
Questo lo slogal che la “Fondazione Michele Scarponi” utilizza nei suoi post social per sensibilizzare la sicurezza stradale, e dal prossimo ottobre con una propria squadra sarà al via del Giro-E.

Simone Carpanini

01 Settembre 2020

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La strada è di tutti, a partire dal più fragile. Questo è lo slogan principale che la “Fondazione Michele Scarponi” utilizza nei suoi post social per sensibilizzare la sicurezza stradale. E dal prossimo ottobre con una squadra tutta sua sarà al via del Giro-E (dal 4 al 25), la gara a tappe cicloturistica per biciclette a pedalata assistita organizzata da Rcs Sport, che si disputa sulle stesse strade del tradizionale “Giro d’Italia” e giunta alla seconda edizione ufficiale (nel 2018 si disputò una sorta di test ristretto a pochi partecipanti).

Un palcoscenico straordinario quello della corsa rosa – da sempre amato dall’indimenticata “Aquila di Filottrano” (scomparso il 22 aprile 2017) sia da capitano con tre quarti posti e col successo postumo nel 2011 in maglia Lampre-Isd sia da luogotenente di lusso nel 2016 con i colori dell’Astana quando fu determinante per la vittoria finale di Vincenzo Nibali – nel quale si porterà in giro, è proprio il caso di dire, un importante messaggio sociale e che verrà calcato di tappa in tappa da diversi testimonial e ciclisti ingaggiati dalla associazione presieduta da Marco e Silvia Scarponi, rispettivamente fratello e sorella di Michele. 

Questi ultimi, per divulgare al meglio l’iniziativa e per raccoglierne i fondi, sosterranno una pedalata ribattezzata “Al Giro con Michele: cuore, gambe e piede a terra” dal 21 al 25 settembre (giorno del compleanno di Michele) che partirà da Filottrano (paese della famiglia Scarponi) per arrivare a Roma e più precisamente in Piazzale Porta Pia dove c’è la sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. E al traguardo verrà fatta una ulteriore richiesta all’attuale ministra Paola De Micheli: che la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile diventino al più presto priorità per l’Italia.

Il contesto, dicevamo, sarà il Giro-E e il grande successo del 2019 ha suggerito agli organizzatori qualche modifica nel regolamento per rendere l’evento ancora più alla portata di tutti: venti tappe, comprese le cronometro (anziché le diciotto in linea dell’anno scorso), chilometraggi leggermente ridotti, sette maglie di specialità anziché le quattro di un anno fa (viola per la classifica generale, rossa per la graduatoria a punti al traguardo, azzurra per i traguardi volanti, verde per l’efficienza energetica, arancio per la classifica di regolarità, blu per la classifica master e bianca per i giovani). Restano inalterate naturalmente le esclusività del transito della corsa sulle strade del Giro (diversa località di partenza e identico arrivo previsto circa 1h/1h30′ prima dei professionisti) e della hospitality riservata ad ospiti e concorrenti.

C’è un filo rosso che lega il Giro d’Italia del 2011 e quello di quest’anno nel nome di Scarponi: oggi come allora si scalerà l’Etna (alla terza frazione), si passerà dalle sue Marche (decima e partenza dell’undicesima) e si chiuderà a Milano con una cronometro. Inoltre alla ventesima e penultima tappa, la Alba-Sestriere, si transiterà dai 2744 metri del Colle dell’Agnello (Cima Coppi) laddove Michele nel 2016, dopo aver conquistato il “gpm” tra due ali di folla che lo acclamavano, si fermò letteralmente, attese Nibali e lo aiutò a vincere a Risoul ipotecando di fatto anche la conquista della maglia rosa. Piede a terra per aspettare un compagno: una scelta altruista, coraggiosa, anacronistica e difficile. Quel giorno poi, dopo il traguardo, il siciliano dedicò il successo di tappa a Rosario Costa, quattordicenne e suo giovane pupillo di Messina morto dodici giorni prima investito mentre si stava allenando in sella alla sua bici.

Forse in tutto questo c’è la mano del destino ma nulla è impossibile ed ora, riprendendo una frase di Michele Scarponi – “i sogni vanno inseguiti perchè prima o poi si realizzano” – bisogna sostenere la missione della Fondazione intitolata a lui e lavorare affinchè la strada diventi un luogo più sicuro per tutti, a partire dal più fragile.

 

Si può sostenere il progetto facendo una donazione a favore della Fondazione Michele Scarponi seguendo una delle 3 modalità:

1) PayPal > https://www.paypal.com/donate/?token=58UR8iaODsJGKYnL83q2w1Mq5BVDSlLIFTiWblaEtA2W4bbZbYT9FVgCmlDsiMOyFmvXfm&country.x=IT&locale.x=IT

2) gofundme > https://www.gofundme.com/f/al-giro-con-michele?utm_source=widget&utm_medium=referral&utm_campaign=p_cp+share-sheet

3) Bonfico bancario > IBAN: IT53L0854937360000010140274
[causale “Al Giro con Michele]

Chi volesse pedalare con la squadra della Fondazione sulle strade del Giro può scrivere a info@fondazionemichelescarponi.it