Pedalare in inverno è un’opportunità

Pedalare in inverno è un’opportunità

Fa buio presto, molto presto, fa freddo, spesso piove e comunque c’è parecchia umidità nell’aria e sull’asfalto, quest’ultimo è spesso ricoperto di foglie e magari un po’ di fango portato da qualche trattore che in questo periodo prepara i campi per la semina del grano.

riky76

25 Febbraio 2019

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Pedalare in inverno in strada sembra la condizione meno invitante possibile ma come spesso si dice, le condizioni al contorno spesso posso essere una motivazione in più per noi stessi e darci poi grandi soddisfazioni. Certo che per non farle diventare degli incubi, queste esperienze hanno bisogno di qualche accorgimento, magari unite ad una dose di buon senso, che non guasta mai.

Per pedalare in inverno dobbiamo in primis considerare il vestiario.

Uscire all’aperto quando la temperatura si abbassa può essere fonte di frustrazione, o addirittura di malanno, se non ci si copre adeguatamente. Dico adeguatamente, perché anche vestirsi troppo è una condizione negativa e che spesso si verifica se si è alle prime esperienze.

Diceva un certo Merckx: “ se esci in autunno/inverno in bici ed appena metti il naso fuori di casa non hai freddo, allora vuol dire che ti sei vestito troppo.”

Questo è un punto di grande importanza. Il nostro corpo è un bruciatore eccezionale, che ha un tempo per entrare in temperatura tutto sommato breve rispetto agli analoghi tempi dei motori a combustione interna. A noi basta una manciata di minuti per arrivare ad un buon ritmo cardiaco ed iniziare a generare calore. Di conseguenza gli indumenti vanno scelti con molta attenzione perché questo calore naturale deve essere gestito, disperso nelle giuste quantità e mantenuto vicino alle nostre zone più sensibili. Va da se che è essenziale, in primis, coprire bene le nostre parti più lontane: piedi, mani e testa. Scegliere con accortezza i guanti, che devono anche garantire unottima mobilità, alla luce del fatto che guidar bene la bici è essenziale per la nostra incolumità. Avere una buona combinazione tra calza (spesso molto sottovalutata nella qualità ed invece essenziale) scarpa (in genere si usa un solo tipo di scarpa tutto l’anno, quindi molto aerata) e copriscarpa. Quest’ultimo non sempre deve essere caratterizzato da totale impermeabilità, basta un sottile strato in tessuto tecnico (windstopper) per far “funzionare” al meglio i nostri piedi.

Per analogia anche il resto dei capi devono esser ben calibrati, il classico giaccone invernale (che vedo usatissimo) non sempre è ideale e ci fa sudare troppo oltre a porre un limite alla mobilità. Grande attenzione alla parte intima che va a contatto con il tronco, dove oramai si trovano tessuti dalla resa eccellente e, ahimè, dal costo conseguente, ma giustificato.

Per quanto riguarda il capo, mai farsi mancare un buon berretto da mettere sotto al casco unito agli occhiali, anche trasparenti, di fondamentale importanza in caso di pioggia per riuscire a mantenere una velocità accettabile senza pregiudicare la sicurezza e la visibilità.

Dopo aver dato una rapida carrellata ai nostri indumenti, passiamo “all’abbigliamento” della bicicletta per pedalare in inverno

Se per noi le calzature sono importanti per non perder la sensibilità ai piedi, le calzature della bici sono di fondamentale importanza per la sicurezza. Parliamo quindi degli pneumatici. La scelta di gomme adeguate spesso disorienta, perché ci si deve un po’ distanziare dalle considerazioni in merito alle prestazioni pure che sono sempre focalizzate dai vari produttori. Secondo la mia esperienza, consiglio di cercare la dimensione massima accettata dalle tolleranze del telaio e la scelta di una mescola invernale. Inoltre, contrariamente a quanto si pensi, la profonda scolpitura del battistrada non sempre è sinonimo di copertura ideale, molto più importante è la costituzione della gomma stessa, dato che le sezioni in gioco sono praticamente sempre in grado di smaltire l’acqua piovana.

Non siate maniaci dell’estetica almeno in questa stagione, un parafango (ed ora ne fanno di molto belli) può far la differenza tra l’arrivare a casa umidicci o zuppi d’acqua sino nelle ossa. Sono componenti leggeri e funzionali, ora si iniziano a trovare anche telai già predisposti per l’alloggiamento dei parafanghi prodotti dalla casa stessa che sono assolutamente ben congeniati per pedalare in inverno.

Ultima considerazione per questo capitolo relativo a pedalare in inverno: le luci.

Consiglio di non uscire mai senza, anche quando si pensa di rincasare con il sole ancora alto. Un imprevisto, una foratura, o magari solo la voglia di fare qualche chilometro in più potrebbe farvi incappare nella più pericolosa delle condizioni. L’essenza del problema non è vedere la strada ma farsi vedere dalle auto! Già un aiuto viene dai capi di abbigliamento recenti (scarpe incluse) che contengono nella grande maggioranza dei casi delle bande riflettenti. Ma le luci intermittenti (bianco anteriore e rosso posteriore, mi raccomando non scambiatele) sono di importanza fondamentale per essere individuati dagli automobilisti. Oggi in un piccolo involucro si trovano luci a led di potenza adeguata anche in quelle condizioni di scarsa visibilità. Infine un occhio all’ambiente nel consigliarvi quelle a ricarica USB, pratiche (si ricaricano anche in auto) e con una buona vita utile della batteria interna.

Dopo questa analisi spero non troppo noiosa, vorrei per un attimo farvi spostare l’attenzione su come poter praticare qualche modo “differente” di pedalare in inverno, ma molto più appagante considerando la stagione appena descritta.

L’autunno per me ha sempre significato boschi e foglie.

Ho avuto quindi la fortuna di riscoprire, anzi di conoscere ancora meglio, la stagione autunnale proprio “pedalandoci dentro”. Con la bici giusta, che sia una classica mtb oppure, come il mercato sta ora proponendo, una nuovissima bicicletta da gravel (leggasi la tanto amata strada bianca), si possono scoprire angoli stupendi del nostro territorio e viverli in un modo unico, proprio grazie alla bici. Come al solito credo che nessun altro mezzo possa esser altrettanto valido: a piedi c’è più lentezza e si vedono meno cose, con un veicolo a motore si perdono intere tavolozze di colori e soprattutto di profumi che la natura sa offrire, senza contare che il rumore del motore metterà in fuga qualunque animale che invece potevamo intravedere tra la vegetazione. Si torna per un po’ ragazzi con quella voglia di avventura (piccola o grande) che animava i lunghissimi, o almeno così ci sembrava, pomeriggi di ottobre.

Andando avanti con le stagioni anche la prima neve non riuscirà a scoraggiarci, anzi sarà un nuovo “gioco” da affrontare in sella, senza troppa paura di scivolare su terra e sassi ma con il naturale materassino bianco ad attutire le nostre mosse scomposte. Di riflesso tutte queste esperienze, al confine con il ludico, diventeranno parte del nostro patrimonio nel condurre la bici, dando come naturale conseguenza una migliore sicurezza quando in primavera le strade saranno asciutte e ci permetteranno di osare un po’ di più anche in discesa. Capire come gestire il limite di tenuta a bassa velocità diventa una naturale scuola per i nostri sensi che si affinano di molto e imparano a prendere le contromisure con i conseguenti spostamenti del corpo. Sembra di giocare, invece stiamo imparando. Che poi a ben vedere è proprio il nobile scopo del gioco in se, tutti gli animali (uomo incluso) giocando da piccoli imparano come affrontare le situazioni di pericolo da grandi. Non sottovalutate mai questo aspetto.

Per unire tutti gli argomenti sopra raccontati, e dare una connotazione più atletico/agonistica al pedalare in inverno, finisco con citare una delle mie passioni più grandi: il ciclocross. Se avete la fortuna di abitare al nord o nel Lazio (roccaforte del  centro Italia per questa disciplina) avete a disposizione un fittissimo  calendario di appuntamenti con le gare di ciclocross. Dure, faticose, difficili sia per i corridori che per le bici, sottoposte ai maltrattamenti peggiori, e quasi sempre svolte dentro unabbondante coltre fangosa,  le gare di ciclocross sono il meglio che si possa chiedere, sia per mantenere (o migliorare) la tonicità fisica, sia per acquisire una padronanza di guida superiore. Per chi non le conoscesse sono gare a tempo, della durata di un’ora circa, in un circuito “fettucciato” ricavato su prati di varia pendenza, con inseriti anche ostacoli artificiali da superare scendendo dalla bici e sollevandola in corsa. Questo mix letale offre anche ovviamente un grande divertimento unito ad un pesante impegno fisico, ma vi assicuro che chi lo prova ne rimane affascinato e spesso lo fa diventare l’unico allenamento invernale a discapito degli odiati rulli, Io stesso li ho venduti qualche anno fa, preferendo l’attività all’aperto anche quando chiunque non appassionato della disciplina preferirebbe un placido pomeriggio accanto al caminetto.

Buone pedalate!