La Sindrome del Runner Prigioniero

La Sindrome del Runner Prigioniero

In Veneto è nuovamente consentita l’attività motoria all’interno dei confini del proprio comune. Presto – forse – torneremo a una quasi normalità. Sei pronto?

Riccardo Mares

29 Aprile 2020

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27 aprile ore 18:00 è stato un momento speciale per i veneti, soprattutto per runner e cicloamatori veneti: il Governatore Zaia ha liberalizzato l’attività motoria (anche in bici) all’interno del territorio comunale, nel rispetto delle regole del distanziamento sociale e dell’attrezzatura d’obbligo (mascherina, guanti/gel disinfettante).

Dopo mesi di prigionia è un momento epico, il raggiungimento di un grande traguardo, dopo settimane di allenamenti a criceto attorno all’isolato (e io sono uno di quelli fortunati).

Sento però delle emozioni strane, quasi una paura di tornare alla realtà. Non so se queste sensazioni possano essere equiparabili alla Sindrome di Stoccolma (la prendo molto larga eh!!!). Però sento quasi la paura di uscire dai “confini” che mi sono imposto per rimanere ligio a ciò che stato, regione e comune hanno imposto.

Già in questi giorni di criceto run ogni volta che uscivo mi sentivo un senso di colpevolezza e mi guardavo attorno come se avessi fatto qualcosa di male. Una pressione che decreti imprecisi e media calvancanti di baiting ci hanno buttato sulle spalle.. pronti al passaggio dello tsunami per glorificare chi fa sport per il benessere e la salute.

Non so se sono pronto di uscire dalla mia gabbia, per quanto lussuosa. Cercherò di ascoltare al meglio le sensazioni e memorizzare cosa proverò quei primi passi oltre il confine: una sorta di nuova scoperta anche se in realtà è solo un ritorno alla normalità. Perché alla fine la gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce a vedere la pazzia nella sua noiosa normalità, come Alice ci insegna e lei di avventure e sogni ne sa qualcosa.

Grazie per aver letto questo post, a presto!

ps: foto credit a me, è la copertina di Riflessi di Corsa ;)