La corsa e gli stroller

La corsa e gli stroller

Una nuova moda sta piombando violentemente e con tracotanza sul mondo del running, e vorrei coinvolgervi in una analisi del fenomeno.
Gli stroll Runners.

Andrea Toso

27 novembre 2018

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Personalmente ho sempre ammirato le madri che post parto escono con passeggino per unire l’utile al dilettevole, ossia recuperare una forma fisica unendo una passeggiata per i neonati, che nei primi mesi godono delle vibrazioni a tal punto da crollare addormentati, tant’è che si narra (e non sono leggende) di coppie disperate che montano i figli in macchina per farli addormentare!
Mi piace anche il momento di unione familiare in cui i neo genitori escono alternandosi il passeggino così da condividere tempo e passione.
Tutto bello, tutto molto Mulino Bianco.
Poi inizia a crescere il bebè e i genitori tornano alla foia delle gare, arrivando praticamente a richiedere una classifica specifica per stroller e predicando libertà di competizione con questo.
Si sa, sono polemico ma ritengo che essere genitori venga prima di essere atleti, ritengo che ci debba essere un bilanciamento tra allenamento e gare, tra gare del padre e della madre se volete, tutelando prima i figli della propria passione. Chi vi scrive ha iniziato a correre smettendo le vesti di cestista proprio per stare con il proprio figlio e stare a casa la sera, incastrando allenamenti quando la famiglia era all’asilo e al lavoro per non rubare tempo alla famiglia, ho rinunciato a tanti eventi per il mio erede e oggi da separato pianifico i miei allenamenti e gare in base alla sua presenza in casa, rinunciando nel momento del SUO bisogno.
Che i social ci abbiano reso tutti un po’ esibizionisti si sa, gli atleti endurance godono di ogni like alle proprie foto con watermark screenshottate e postate, e come arma finale temo si stia arrivando al passeggino per aumentare eroismo, compassione e dedizione alla causa del running.
Non trovo sia il caso di rivolgersi a FIDAL o a altri enti per fare riconoscere o meno la presenza dei passeggini, ma vi chiedo di guardare il volto dei bimbi scarrozzati, che troppo spesso iniziano a somigliare a quella dei cani da borsetta, che implorano compassione.
Cioè, siamo sicuri che la nostra passione sia quella dei nostri figli? Siamo sicuri che il divertimento sia lo stesso e che loro non preferirebbero stare sul divano con i nonni o ancor più a casa con uno dei genitori con l’altro/a in gara? O almeno in un parco giochi lungo il percorso o in zona d’arrivo?
Mio figlio a 9 anni mi ha chiesto di correre con me a una corsa alle 5 di mattina ed è stata una delle uscite più belle che abbia mai fatto, chiacchierando, ridendo e festeggiando 5km eroici per lui.
Una sua scelta.

Siamo sicuri che gli stroller bebè abbiano questo entusiasmo?

 

Photo by verdes cosmin