Ivana Di Martino ci presenta la sua prossima sfida: Run Everesting

Ivana Di Martino ci presenta la sua prossima sfida: Run Everesting

Da Cortina allo Stelvio, percorrendo in solitaria il dislivello pari all’altezza dell’Everest

ENDU

11 Settembre 2019

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Ciao Ivana, nel corso degli anni ti sei cimentata con con imprese sempre più impegnative, dalle 21 mezze maratone in giro per l’Italia, alla WhiteUltraRun, passando per Rexist Run da Ventimiglia a Muggia, 700 km in 8 giorni. Cosa ti spinge a trovare sempre un nuovo limite?
L’amore per la corsa mi accompagna da quando sono bambina. Il desiderio di affrontare nuove sfide mi rende libera, poterlo fare legando anche un obiettivo sociale mi da lo stimolo per trovarne sempre di nuove e di più stimolanti
Cosa significa per te correre? 
Correre è un momento intimo in cui riesco a ritrovarmi sola con me stessa nella natura e a ricaricare le energie mentali e fisiche. E’ la mia passione più grande, qualcosa di cui non potrei mai fare a meno.
Qual è il più bel ricordo legato alla corsa?
I ricordi più belli sono quelli legati all’infanzia, i momenti in cui con i miei genitori andavamo a correre le gare di corsa campestre. Quei momenti, il profumo dell’olio di canfora e il freddo di quelle domeniche in giro rimarranno alcuni dei ricordi indelebili della mia vita.
Quali sono i segreti per poter raggiungere queste distanze?
Costanza e dedizione nell’allenamento sono la base: uno sport di endurance cosi faticoso richiede una metodicità e soprattutto una capacità di ripetere il gesto per ore e ed ore ogni giorno, tali per cui alla base se non ci fosse una passione enorme sarebbe impossibile andare avanti
Hai riti scaramantici prima di affrontare una gara?
Non ho particolari riti scaramantici se non cercare di indossare alcune magliette o canottiere cui sono molto legata, questo soprattutto se si tratta di gare più che di imprese estreme
Che consigli daresti a chi volesse iniziare a cimentarsi con le lunghe distanze?
Gradualità e costanza ma, soprattutto, affidarsi a un coach capace e competente in quanto le lunghe distanze legate alla corsa possono risultare traumatiche per il fisico se affrontate in maniera poco graduale. L’impatto potrebbe essere devastante se non si arriva ad acquisire le doti di fondo e l’adattamento fisico/metabolico con i giusti tempi.
Tra pochi giorni partirà la tua nuova impresa: “Run Everesting” da Cortina al Passo dello Stelvio. Di cosa si tratta e com’è nata questa idea?
L’idea è nata dalla volontà di legare una mia avventura alla Fondazione Umberto Veronesi: ho avuto amiche che hanno combattuto contro questo male tremendo chiamato “tumore”, così l’idea è stata quella di darmi come obiettivo qualcosa che mi ponesse di fronte alla fatica graduale del raggiungimento della cima. La montagna è sempre stata una grande passione, così facendo ogni metro di dislivello che riuscirò a coprire avrà un valore dato dalle tante persone che spero doneranno a favore di questa giusta causa.
Quali sono le difficoltà che hai previsto di dover affrontare?
Più si alza l’obiettivo più saranno presenti imprevisti e difficoltà: il meteo variabile di questo periodo dell’anno e soprattutto le lunghe notti che mi appresto a trascorrere correndo, saranno senz’altro gli ostacoli più grandi da superare