ITU Sardegna, Arzachena e la sua storia millenaria

ITU Sardegna, Arzachena e la sua storia millenaria

Si dice archeologia in Sardegna e subito si associano i Nuraghe, case fortezze risalenti addirittura al secondo millennio avanti Cristo, che resistettero fino all’invasione Romana.

Andrea Toso

07 Ottobre 2020

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Sabato triatleti di livello mondiale invaderanno Cannigione, una delle spiagge della Costa Smeralda, teatro estivo di vita mondana, famosa per la bellezza delle spiagge, per l’acqua cristallina, ma la Sardegna come tutta la nostra bella Italia ha millenni di storia da raccontare, anche grazie a siti archeologici che ci raccontano la vita dei nostri avi nei secoli.

Si dice archeologia in Sardegna e subito si associano i Nuraghe, case fortezze risalenti addirittura al secondo millennio avanti Cristo, che resistettero fino all’invasione Romana.
Ad Arzachena ne troviamo in 2 siti archeologici: il primo a circa 2,5 km dal centro è il Nuraghe Albucciu. Realizzato con blocchi di granito addossati a una grande roccia è considerato di dimensioni medio grandi, ha una modesta sopraelevazione che consente però di dominare strategicamente la piana della città. Per l’accesso al sito ci si può rivolgere all’info point turistico situato a pochi passi, sul lato opposto della strada. Qui è possibile acquistare i biglietti per accedere anche al Tempietto di Malchittu e alla Tomba di giganti di Moru.

Il tempietto di Malchittu venne ritrovato durante degli scavi nel 1964, è un edificio sacro entro cui sono stati ritrovati reperti in ceramica sebbene danneggiati dalle radici del leccio cresciuto sopra la struttura nei secoli. Il tempietto era teatro di cerimonie rituali sebbene non si sappia a quali divinità rivolte.

A 100 metri dal Nuraghe Albucciu l’unico esempio di Tomba a filari di pietre visibile nel territorio di Arzachena sembra essere la ricostruzione avvenuta nel primo millennio avanti Cristo di un monumento funerario ancor più antico.

Dal 2009 dopo una grande opera di restauro è invece visitabile il Nuraghe la Prisgiona, attorno alla fortificazione si riconoscono i resti di un centinaio di capanne per una superficie di 5 ettari. Nel cortile c’è un pozzo a tutt’oggi funzionante fondo 7 metri, all’interno del quale sono stati ritrovati reperti in ceramica.

Un altro sito risalente all’età del bronzo antico è la Tomba dei Giganti di Coddu’Ecchiu, con un monolite centrale alto 4 metri rappresenta la stele più alta mai ritrovata in Sardegna ad oggi.

Questi alcuni dei siti di Arzachena, nel suo parco dai mille misteri, gli archeologi della Sovrintendenza di Sassari continuano a lavorare, a scavare, a studiare ogni pietra, ogni oggetto che riemerge dal sottosuolo del parco archeologico per disegnare ancor meglio la storia di questa civiltà isolana vecchia di millenni.