Inquinamento e Coronavirus, cosa sta succedendo

Inquinamento e Coronavirus, cosa sta succedendo

l’inquinamento si è ridotto in modo drastico. Quando sarà tutto finito saremo in grado di risanare la situazione economica in modo sostenibile?

Filippo Tommasini

11 Marzo 2020

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In questo periodo, l’inquinamento, in particolare le emissioni di CO2, si è ridotto in modo drastico a seguito delle forzate limitazioni alla mobilità applicate per contenere il codiv-19.

Il traffico stradale è calato di circa il 20% , a Milano le telecamere dell’area B (comprende solo la città) hanno registrato un decremento del 20% sugli ingressi mentre quelle dell’area C hanno registrato un decremento di più del 60%.

140.000 tonnellate: la riduzione di CO2 causata dalla diminuzione del traffico veicolare sul suolo Italiano (stima dell’Ispra).

 

inquinamento sul nord Italia
inquinamento sul nord Italia

 

Spostandoci sul paese più colpito da questo fenomeno, la Cina, possiamo dire che c’è stato un drastico calo di un gas altamente inquinante e irritante: il biossido di azoto.

Nell’immagine sotto vediamo la differenza di concentrazione di questa sostanza da gennaio a febbraio (ovvero: prima e durante la quarantena), la riduzione del biossido di azoto, inizialmente concentrata su Wuhan, si è poi estesa su tutta la Cina.

 

Calo dell'inquinamento in Cina: prima della quarantena a sx, durante la quarantena a dx
Calo dell’inquinamento in Cina: prima della quarantena a sx, durante la quarantena a dx

 

Tuttavia, l’effetto serra causato dalle alte concentrazioni di Co2 in atmosfera degli anni passati, purtroppo, non risente in modo significativo delle minori emissioni di queste settimane; vi è infatti una sorta di “effetto memoria” di ciò che è avvenuto fino ad oggi.

La soluzione a questo problema si ottiene con politiche di medio lungo periodo riducendo le emissioni in modo graduale.

Il disastro economico causato dal coronavirus renderà ancora più difficile combattere i cambiamenti climatici: le risorse che erano state destinate su progetti ambientali potrebbero essere dirottate su necessari interventi economici per “ricucire il gap” di questo periodo.

Una priorità dovrà essere comunque quella di orientare gli investimenti per far ripartire l’economia in ottica di sostenibilità ad esempio ripensando e accorciando la supply chain e facendo diventare lo smart working un modello stabile e non una soluzione emergenziale. In questo modo potremmo trarre delle utilità da questa catastrofe mondiale.

L’altro punto d’attenzione sarà quello che accadrà alla ripresa della vita normale quando i momentanei benefici ambientali svaniranno e la prevedibile accelerazione dei consumi riporterà i problemi climatici ambientali di sempre.