In sella, non solo per passione

In sella, non solo per passione

A volte penso che le mie pedalate non siano mai abbastanza per aiutare il grande problema che il nostro ambiente sta vivendo ma continuo a pensare che è proprio il piccolo gesto del singolo che porterà ad un grande cambiamento.

Matteo Manfron

25 Febbraio 2020

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Ci sono giorni in cui si ha il desiderio di portare la nostra mente altrove, magari immagazzinando immagini che scorrono velocemente davanti ai nostri occhi e giorni in cui vi è la necessità di trascinare il nostro corpo da un’altra parte, al lavoro semplicemente.

E se riuscissimo a fare entrambe le cose con lo stesso mezzo, a volte addirittura contemporaneamente?

Inizialmente fu una scelta vincolata.

Era il periodo estivo dello scorso anno, appena rientrato dalla mia esperienza oltreoceano, Tra Australia e Nuova Zelanda, mi ritrovai senza alcun mezzo a motore in quanto prima di partire avevo venduto la mia macchina. Tutto ciò che avevo a disposizione per muovermi erano due ruote ingegnosamente collegate da delle linee di alluminio che attraverso un ausilio meccanico e regalando loro un po’ di energia, avrebbero a loro volta generato un movimento sincrono capace di portarti ovunque.

In quel momento non immaginavo che potesse diventare il mio unico mezzo di trasporto per così tanto tempo, tanto da chiedermi tutt’ora se sia veramente indispensabile possedere un mezzo a motore.

Molte volte scegliamo di utilizzare un’auto semplicemente per comodità, non vogliamo rinunciare ad un mezzo caldo a quella comodità che tanto apprezziamo. Forse si tratta di semplice pigrizia. Non sappiamo però che stiamo rinunciando a qualcosa che non conosciamo. Il piacere di guardarsi attorno e vedere il mondo con occhi diversi, le immagini stesse che avevamo visto il giorno prima passando velocemente in auto, oggi pedalando con quel semplice mezzo ingegnoso, ci sembreranno diverse. Continuando a pedalare per le vie del mio paese e nei d’intorni, ho presto realizzato che sono sempre le stesse immagini ma sono io ad essere cambiato. Anche il potere dell’immaginazione copre un ruolo determinante.

Inoltre la costanza del gesto, la pedalata, non solo in allenamento ma anche nel semplice spostamento di tutti i giorni aiuta il mantenimento del proprio corpo perché in continuo movimento. La costanza è un fattore fondamentale al raggiungimento di innumerevoli obbiettivi.

Quando ci alleniamo il nostro corpo riceve degli stimoli e quando abbiamo finito di allenarci il nostro organismo cerca di adattarsi agli stimoli ricevuti in modo da prepararsi al prossimo allenamento. Ecco, la costanza agisce proprio sull’adattamento del nostro corpo.

Il traffico, ormai una questione sfuggita di mano a tutti. Ecco un’altra motivazione per salire in sella alla mia bicicletta ed evitare quell’infinita coda di automobili, è come poter quasi sfuggire dallo stress che ti porta a sprecare un sacco del tuo tempo prezioso seduto in una scatola di metallo.

Non vi nascondo che negli spostamenti in bici, a volte si creano piccoli disagi, si allungano le tempistiche sugli spostamenti ed in alcune occasioni problemi derivanti dalle condizioni meteo.

Questo non importa. Per contrastare serve solamente un pizzico in più di organizzazione.

A volte penso che le mie pedalate non siano mai abbastanza per aiutare il grande problema che il nostro ambiente sta vivendo; le condizioni drastiche della qualità dell’aria che respiriamo. Continuo a pensare che è proprio il piccolo gesto del singolo, che porterà al grande cambiamento nel collettivo. Io continuo a fare del mio meglio.

Voi riuscireste a rinunciare alla vostra auto per un solo giorno a settimana ?

Se non lo fate ancora vi consiglio di provare a fare questa piccola sfida con voi stessi. Dopo di che, non vi resta che riflettete nel grande gesto che avete compiuto ed il beneficio che trasmesso. Certo, lo so, non sarà semplice per molti, ma è risaputo che il lavoro duro gratifica.

Non resta altro che salire in sella e pedalare…