Il Ciclismo è ripartito, il mio nuovo ruolo.

Il Ciclismo è ripartito, il mio nuovo ruolo.

Le competizioni ciclistiche ed il mio ruolo è variato, presente con il gruppo organizzatori RCS  alla gara di esordio del World Tour post COVID, le Strade Bianche.

Matteo Montaguti

07 Settembre 2020

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Le competizioni ciclistiche sono ripartite ed ogni singolo atleta vede finalmente esaudito il desiderio di mettersi alla prova con gli altri e riscuote i risultati del duro lavoro di questi lunghissimi 4 mesi senza gare.

Il mio ruolo è cambiato: sono statocpresente con il gruppo organizzatori RCS  alla gara di esordio del World Tour post COVID.

La sensazione è stata di quella di quando correvo agli esordi, una felicità mista a stress e voglia di fare; sì, per me era l’esordio come responsabile “regolatore” in corsa, questa volta non più sui pedali anche se su due ruote, questa volta in motocicletta.

Prima esperienza e sono subito stato buttato nella mischia, in quella che ho sempre ritenuto essere “LA” classica italiana, per la difficoltà del percorso e il livello altissimo degli iscritti, o meglio le “Strade Bianche”.

Il giorno prima dopo le varie riunioni organizzative, sono riuscito a ricavarmi 2 ore di svago in cui poter percorre gli ultimi chilometri che portano in Piazza del Campo a Siena, dove è posto l’arrivo della corsa. Proprio così, la passione per la bicicletta è rimasta invariata, nonostante gli allenamenti e la voglia di far fatica siano calati, mi ritengo ancora in forma per divertirmi a cavallo della mia bicicletta.

Torniamo alla corsa che come da regolamento era completamente chiusa al pubblico e persino gli addetti ai lavori non potevano avvicinarsi ad atleti e staff delle squadre in corsa, causa allerta Covid-19! 

Tutto è andato liscio alla partenza come all’arrivo, la presenza di mascherine e dispositivi che rilevavano i contatti ravvicinati, ci hanno permesso di svolgere la manifestazione sportiva nella sicurezza più totale. La corsa si è sviluppata lungo il classico percorso di “Strade Bianche” nelle crete senesi e i corridori hanno dato spettacolo fin da subito, facendo registrare distacchi enormi e arrivi solitari. E’ stato splendido poter essere cosi dentro alla corsa e cosi vicino a quello che fino a 7 mesi fa era il mio lavoro, la mia ossessione. Ora vivo diversamente l’ambiente, mi sento molto più rilassato, se pur passeggero di una moto che deve districarsi tra corridori, ammiraglie e un traffico sempre molto difficile da gestire.

Impagabile è la sensazione del vento sulla faccia e quasi una routine passare su quelle strade che mi hanno visto protagonista, ogni tanto, lungo tutta la mia carriera. Metto la mia esperienza sul campo a disposizione degli organizzatori, insieme a quella di miei ex colleghi professionisti Marco Velo e Paolo Longoborghini, per mantenere e, se possibile, migliorare la sicurezza di tutta la carovana che viaggia unita dalla partenza verso il traguardo, e che comprende certamente i protagonisti della corsa, i ciclisti.

Spesso non si nota quello che davvero ci passa sotto il naso; davvero, da atleta non mi rendevo conto di quante persone siano fondamentali nella realizzazione di un evento sportivo. Da sportivo professionista ero concentrato sull’obbiettivo, sulla carriera sportiva. Ora la mia attenzione si trasforma con un’ottica nuova e più ampia, quella della “macchina organizzativa”.

Non può sfuggire niente, o meglio bisogna essere attenti ad imprevisti e ostacoli che si presentano sulla strada, salvaguardare il più possibile gli atleti e tutti i partecipanti; ora dall’esterno della competizione mi rendo davvero conto di quanto sia difficile mettere in sicurezza ogni metro del percorso, e a volte mi chiedo se davvero sia possibile farlo concretamente.

Siamo uomini e donne, esseri umani,  possiamo sbagliare come ogni altro partecipante alla corsa, nessuno deve sentirsi immune o libero di trasgredire a regole o limitazioni, per questo motivo un pò di sana “paura” facilita certamente la buona riuscita dell’evento.

La passione per il ciclismo mi è rimasta nel sangue, ma se non altro ora posso dedicare più tempo alla mia famiglia e non preoccuparmi troppo di cosa mangio, cosa bevo e quanto mi riposo!

Alla prossima corsa…e mi auguro che tutto il mondo possa di nuovo tornare alla normalità come lo sta facendo lo sport!