Il nostro Garmin nella gestione del Corona Virus.

Il nostro Garmin nella gestione del Corona Virus.

i Garmin delle collezioni fenix, Forerunner, MARQ, vivosmart, vivomove, venu, QUATIX 6, Approach S62 e serie D2 Delta hanno al proprio interno un pulsossimetro che consente di valutare la saturazione di ossigeno nel sangue e la respirazione del soggetto.

Andrea Toso

03 Aprile 2020

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La scienza è fatta di dati come una casa è fatta di pietre: ma un ammasso di dati non è scienza più di quanto un mucchio di pietre sia una vera casa” Henrie Poincarè

Immaginate che il nostro sport-watch ci aiutasse a diagnosticare la positività da Corona Virus.

Fantascienza!

O no?

No, non è fantascienza.

Alcuni modelli recenti dispongono infatti di sensori che potrebbero davvero preavvisare il contagio, grazie alla presenza di pulsossimetro, rilevamento del battito e del respiro, dandoci quindi un feedback sullo stato dei nostri polmoni e di eventuali limitazioni del funzionamento di questi, con conseguente aumento dei battiti per mantenere il sangue ad una buona ossigenazione.

E se io avevo già iniziato a guardare in maniera maniacale i bpm a riposo e durante la notte in un primo self-screening da NERD, Healthia ha contattato proprio Garmin individuando nell’azienda e nei suoi wearable i patners perfetti per sviluppare app per cellulari utili per acquisire dati clinici, sociali e ambientali per poter poi fornire le persone potenzialmente più a rischio di strumenti di diagnostica precoce.

Con questo intento che nasce il progetto “innovaperlitalia” cooordinato appunto dall’azienda Healthia di Roma con il supporto di enti accademici italiani per sviluppare un nuovo modello informatico di diagnostica a distanza in grado di effettuare un primo screening nell’attività di monitoraggio di potenziali persone positive al virus Covid-19 di un’ampia fetta di popolazione.

«Gli smartwacth delle collezioni fenix, Forerunner, MARQ, vivosmart, vivomove, venu, QUATIX 6, Approach S62 e serie D2 Delta hanno al proprio interno un pulsossimetro che consente di valutare la saturazione di ossigeno nel sangue e la respirazione del soggetto, uno degli elementi che consente una prima analisi delle condizioni fisiche di un potenziale paziente di coronavirus» riporta l’amministratore delegato Italia di Garmin Viganò che prosegue «Attualmente stimiamo che in Italia siano oltre 50.000 le persone in possesso di uno strumento Garmin compatibile con queste funzioni, e che potrebbero in tempi ragionevolmente brevi, far parte di questa ricerca a livello nazionale e che rappresenta una premiere a livello mondiale».

Garmin Italia ha quindi fornito a Healthia l’accesso gratuito alla propria API (Application Program Interface) e alla suite di strumenti SDK (Software Development Kit) che consentono di realizzare, in maniera più semplice e immediata, programmi e applicativi. In questo modo la futura app raccoglierà i dati dagli smartwatch, e le informazioni così acquisite andranno ad alimentare un motore di Intelligenza Artificiale per costruire i profili di rischio dei singoli cittadini monitorati. Il risultato sarà una indicazione dei test diagnostici dei soggetti individuati minimizzando il numero di falsi positivi e falsi negativi, così da intervenire in tempi rapidi e con maggiore efficacia sui potenziali contagiati dal Covid-19.

I dati tratti dai nostri Sportwatch saranno quindi ben più utili che a monitorare le performance quotidiane di amatori, ma torneranno utili per auto-valutare lo stato di salute ancor prima di febbre, raffreddore e tosse nella prevenzione per il COVID 19.