ENDUdream2, Mauro Maiolli ci racconta il suo viaggio

ENDUdream2, Mauro Maiolli ci racconta il suo viaggio

Ecco il racconto in prima persona da parte di Mauro, emozioni e nervosismi, amicizie e crisi raccontati con il suo entusiasmo coinvolgente.

Mauro Maiolli

04 Agosto 2020

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Come vincitore del concorso ENDUDREAM 2 nella categoria Running ho da poche ore portato a termine il mio sogno ed ancora scorre l’adrenalina nelle mie vene.

Sono stati tre giorni molto intensi nei quali ho vissuto una serie interminabile di emozioni contrastanti, ma partiamo dall’inizio…

Come ho scritto nell’articolo precedente, causa lockdown, ho dovuto rivedere da zero i miei piani. Mi stavo preparando per correre il 17 aprile i 160km della Tuscany Crossing, ma essendo in piena pandemia ,è saltato tutto, preparazione e gara. Finita la fase 2 della delle restrizioni, piano piano sono tornato come tutti alla vita normale e, intorno a metà giugno mi è stata prospettata la possibilità di correre sul percorso dell’UltraDolomites, da Sesto a Cortina, 80km con 4.000 metri di dislivello. La UD è la sorella minore della leggendaria LUT, Ultra Trail di Lavaredo. A corto di preparazione e con una moglie che avrebbe partorito da li a pochi giorni il nostro terzo figlio non ci ho pensato due volte ed ho accettato felicissimo l’offerta. La data concordata per l’evento è quella di mercoledì 29 luglio, con me correrà il mio amico Manuel, grande esperto di UltraTrail Running ed amante della natura e dell’avventura.
Tra giugno e luglio mi sono interfacciato diverse volte con ENDU ed abbiamo deciso che la data di ritrovo sarà a Cortina lunedì 27 luglio cosi avremo un paio di giorni di tempo per prendere confidenza con il luogo.
I giorni passano velocissimi, cosi come i km ed il dislivello che cerco di mettere nelle gambe ed in un batter d’occhio mi ritrovo alla sera prima della partenza. Con Manuel l’appuntamento è fissato alle 6 di mattina sotto casa sua, prendiamo un caffè velocissimo e si parte.
La prima tappa è presso lo store Sportler di Treviso dove ho appuntamento con Andrea Toso, scrive per questo Mag e sarà il mio referente per ENDU, persona con la quale instaurerò dal primo momento un rapporto magico. Arriviamo allo Store di Silea Treviso nel primo pomeriggio, mi viene incontro Andrea, un omone di quasi 2 metri, super sportivo, amante oltre che della corsa anche del nuoto e della bici. Alla romana maniera gli affibbio subito il soprannome de “Il Sindaco” per la sua capacità di gestire alla grande una serie infinita di persone e situazioni.
Ci fa entrare in questo che non è un negozio, ma un vero e proprio centro commerciale adibito allo sport, all’avventura ed alla montagna. Come vincitore del concorso già ho consumato il buono da 1000€ messomi a disposizione da Sportler, ma vi assicuro che in quei 2 piani immensi, tra scarpe, tende da campeggio, attrezzature, abbigliamento e bici, c’era veramente da perdere la testa. Finito di visitare lo Store, riprendiamo la macchina e ci rechiamo nell’Hotel che ENDU ci ha riservato, dove ci accoglie il gentilissimo signor Paolo.
Giusto il tempo di posare le borse che ci viene a prendere Andrea per portarci a quota 2200m, presso il rifugio al Passo Giau. Quello che ci si presenta appena scesi dalla macchina è un paesaggio da cartolina, il sole sta tramontando e sembra di essere dentro ad un film. Facciamo qualche foto e decidiamo di correre un paio di km tra quelle fantastiche montagne, viene con noi anche Andrea, sarebbe stato un peccato non sfruttare un’occasione del genere.

Mi sento completamente perso in quello scenario da sogno.

Il tempo scorre veloce e torniamo al centro di Cortina, una birra e poi a cena. La giornata seguente, cioè martedì, è dedicata ad uno studio un pò più approfondito del percorso ed alla conferma dei 5 punti di ristoro che abbiamo pianificato solo su carta. Iniziamo cosi con Andrea e Manuel a cercare di mettere a punto ogni minimo dettaglio, calcoliamo le distanze, il dislivello, le eventuali problematiche e, tra uno scorcio delle Tre cime di Lavaredo ed un passaggio sul lago di Misurina, riusciamo anche a calcolare quanti prodotti di integrazione VOLCHEM ci dovremo portare. In allenamento ho già avuto la possibilità di testarne la qualità e decido di affidarmi ai sali minerali da sciogliere in una delle 2 borracce che avrò al seguito, barrette energetiche e carbogel da consumare in maniera alternata ogni 50 minuti. La giornata scorre che è un piacere, Andrea mi sembra di conoscerlo da sempre, riesce a prevedere in anticipo ogni mia esigenza. Dopo aver fatto un pò di spesa e un altro giro per la splendida Cortina, ci ritroviamo con i 3 super atleti de La Sportiva, che mi accompagneranno lungo il percorso.

Conosciamo cosi Francesco Trenti, Christian Insam ed Elisabetta Luchese. Nel pomeriggio con Manuel siamo andati a sbirciare le loro prestigiose carriere sportive, ebbene si, sono veramente tre campioni. La cena è prenotata per le 21.30 presso il rifugio Scotter, circa 30 minuti dal nostro albergo. Appena arrivati su facciamo una breve intervista dove cerco di farmi dare dai tre ragazzi qualche consiglio per il giorno seguente, ci raggiunge poi anche Marco, altro collaboratore di ENDU che sarà con noi il giorno dopo. Decidiamo che la partenza è prevista per le ore 6 di mattina e dopo aver concluso una serata molto piacevole, intorno alle 23.30 ritorniamo in albergo.

Ultimo controllo di equipaggiamento e viveri, sveglia impostata per le 4.10 e via in branda…

ristoro Tre Cime di Lavaredo

E li iniziano i problemi, neanche il tempo di pensare che mi rimangono poco più di 4 ore di sonno che guardo di nuovo l’orologio e magicamente si è fatta l’una e mezza… Più mi sforzo a dormire, più sale la tensione e più mi giro nel letto.. le 2, le 2.30, le 3, l’ultima volta che guardo l’orologio sono le 3.20, finalmente chiudo gli occhi… 50 minuti di sonno e suona l’impietosa sveglia, Manuel si alza di scatto dal letto, ci prepariamo e scendiamo a fare colazione dove ci stanno aspettando gli altri ragazzi…
Consumiamo il pasto con qualche minuto di ritardo e ci rechiamo con due macchine a Sesto, davanti la seggiovia, dove ci sta aspettando Federico, l’assistente video che ci seguirà con drone e telecamera dall’inizio alla fine. Ci siamo, è come se fossi sulla linea di partenza di una gara, il materiale fornitomi da La Sportiva mi fa sentire assolutamente a mio agio, le scarpe Akasha le conosco bene e so che sono perfette per questo percorso.
Mi guardo intorno e sono circondato da atleti Elitè che sono pronti a dispensarmi consigli. Manuel è tranquillo, sa il fatto suo, conosce il percorso ed abbiamo già pianificato la nostra strategia, lui partirà con un passo più lento e ci ritroveremo strada facendo. Partiamo in quattro, Elisabetta si aggregherà a noi più avanti.
I primi km scorrono via veloci, Manuel come già ipotizzato resta un pochino indietro, il primo ristoro lo faremo a ridosso delle Tre Cime di Lavaredo dopo circa 12 km e quasi 1000metri di dislivello dalla partenza. Mentre corro ho la tranquillità di non essere in un contesto agonistico, quindi posso godermi il panorama, fare qualche foto e scambiare due chiacchiere con Francesco e Christian. Arriviamo alle Cime con mezz’ora di anticipo sulla tabella di marcia, li ci aspettano
Marco e Federico che già ci hanno preparato le barrette ed i sali forniti da VOLCHEM. Perdiamo un paio di minuti ad ammirare il panorama e si riparte destinazione Cima Banche, km 26 del tracciato dove ad attenderci ci sono Andrea ed Elisabetta. Tra i due ristori facciamo quasi tutta discesa e pianura, le gambe vanno che è un piacere, sono circa le 9:30, la temperatura è gradevole, il cielo è limpido ma non fa caldissimo.
Arrivati così alla seconda sosta ci accorgiamo che abbiamo ancora rosicchiato altri 30 minuti. Prossima tappa Ra Stua, km 35, all’appuntamento ci vengono incontro Andrea con una stupenda Cannondale fornitagli per l’occasione e tutto il resto della crew. Facciamo qualche foto e organizziamo il ristoro in pieno torrente Boite, una cosa pazzesca, acqua cristallina e ghiacciata a nostra completa disposizione. Ripartiamo di slancio ma da questo momento in poi inizierà la fase per me critica.

ripartenza da ristoro Cima Banche

 

Il ristoro successivo è fissato a Col Gallina, al km 55.
C’è prima però da attraversare la bellissima quanto sfiancante Val Travenanzes, una salita infinita tra cascate, torrenti e natura selvaggia. Ora il sole picchia davvero forte, la notte in bianco, la quota ed il percorso molto tecnico iniziano a logorarmi, sento che rallento il passo ma non voglio minimamente abbattermi. Dopo circa tre ore ed un paio di soste forzate arriviamo al ristoro, mi sento vuoto, completamente scarico.

Appena vedo i ragazzi dello staff chiedo di poter chiudere gli occhi per qualche minuto. La sensazione che provo in quel momento è quella di essere un telefono con un’autonomia di carica dell’1%. Mi sveglio dalla piccola pausa dopo 10 minuti esatti, mangio un boccone, mi cambio la maglia, prendo un caffè e chiamo mia moglie.
Mi sento leggermente meglio, diciamo che sono tornato ad un 10% abbondante. Sento anche Manuel, è indietro di circa 35 minuti, fissiamo il prossimo aggiornamento al km 62, Passo Giau, ultimo punto di ristoro prima dell’arrivo.

microsonno di ricarica al 10%

Ripartiamo cosi da Col Gallina, Francesco e Christian sono freschi come avessero appena iniziato, si unisce con noi anche Elisabetta che porta da subito una bella ventata di energia. Tra i due ristori ci sono circa 8 km e altri 1000m di dislivello, ormai siamo in movimento da più di 8 ore. La mia autonomia finisce presto e inizio a salire molto lentamente, l’emozioni che provo guardando quei panorami mi danno quel minimo di forza per fare un passo dopo l’altro.
Intorno alle 17.30, più o meno mezz’ora in ritardo rispetto alla tabella di marcia, arriviamo cosi all’ultimo ristoro, mi viene incontro Andrea, ha la faccia diversa dal solito, intuisco dal suo sguardo che deve dirmi qualcosa che non mi piacerà affatto.
Mi fa mettere seduto direzione Forcella Giau, ultima cima dove dovremmo dirigerci prima della discesa finale. Mancano da traccia GPS 14 km e 540m di dislivello. Mi mostra un nuvolone nero carico d’acqua e mi dice che c’è la possibilità di un forte temporale e, vista l’ora e la stanchezza, non conviene proseguire.
Mi prospetta un piano di riserva cioè chiuderla li e rifarla il prossimo anno.
Ed è proprio in quel preciso momento che io ed Andrea siamo diventati amici, mentre mi parla già ha capito che il finale sarà diverso. Rimango seduto per 30 secondi, poi mi alzo di scatto, mi infilo il guscio protettivo e mi dirigo verso Andrea ed i ragazzi de La Sportiva che intanto stavano decidendo sul da farsi. Li guardo tutti e tre negli occhi e gli faccio capire che non ci sarebbe stato nessun motivo al mondo per il quale io quel pomeriggio non sarei arrivato a Cortina. L’avrei finita in ginocchio, l’avrei finita sotto il temporale, sarei stato disposto anche a finirla in ginocchio sotto al temporale. Mentre faccio capire a loro che io, a prescindere dalla loro decisione, l’avrei portata a termine, vedo una strada statale che dal colle scende verso valle. In quel tratto non c’erano nuvole e chiedo ad Andrea quale strada fosse. Lui mi capisce al volo, butta un occhio alla mappa sul telefonino e mi risponde che sono 18km di curve direzione Cortina. Fa un ultimo tentativo di dissuadermi, ricordandomi che rimanevano parecchi km da fare su asfalto, che ero stanco e con le scarpe da trail… Gli rispondo con un sorriso e gli dico che sto per iniziare a correre e anzi, se non mi avesse fatto compagnia con la mtb (Scalpel messa a disposizione da Cannondale Italia), lo avrei tormentato per anno intero con telefonate anonime ogni notte…
Capisce a quel punto che il demone che portavo dentro era più forte di tutto e tutti. Fa un paio di telefonate, avvisa chi di dovere e via, si riparte verso la destinazione finale.

I ragazzi de team La sportiva si fermano al km 62. Rimaniamo solo noi, mandiamo anche un messaggio a Manuel dicendogli del cambio di programma e di chiamarci appena arrivato al rifugio. In quel momento mi sentivo come un leone, il dispiacere per il cambio percorso era nulla in confronto alla gioia di non essermi fermato dove tanti altri lo avrebbero fatto. La crisi, la stanchezza e la mancanza di sonno erano secondarie, non avevo pensato neanche per un istante di mollare, contava solo ad arrivare a Cortina. Mentre scendevamo sui tornanti asfaltati ho ringraziato Andrea per avermi capito e assecondato.

ristoro a Ra Stua, sulla strada che costeggia il Boite.

Avrebbe potuto mettersi di traverso e farla finire li, ma sapeva benissimo che sarebbe stato un torto troppo grande. Dopo circa 3 km riceviamo la chiamata di Manuel al quale spieghiamo la situazione e lo facciamo andare a prendere da Federico con a macchina per portarlo da noi. Io continuo a correre felice come un bambino e dopo circa 10 minuti eccoli che arrivano, Manuel scende, mi abbraccia, prende un gel e ci facciamo gli ultimi 14 km con una complicità pazzesca.
Cortina si avvicina sempre di più, lungo il percorso incontriamo Francesco e Christian che, riprese le loro macchina, se ne stanno tornando a casa. Manca sempre meno, Andrea dalla bici pianifica con Federico e le riprese da fare all’arrivo, io e Manuel iniziamo con le dirette sui social per cercare di far vivere ai nostri tanti amici e familiari che ci sono stati vicini per tutta la giornata, quei fantastici momenti finali.

Arriviamo nel centro della città, guardo il gps, mancano 200m, intravedo il campanile e inizio a correre come fosse la finale delle Olimpiadi. Federico schiva i turisti per cercare di fare le riprese nel miglior modo possibile. All’arrivo ci abbracciamo tutti, ci sono Manuel, Andrea, Federico ed Elisabetta, è il momento più bello della giornata, quello che ti fa pensare che nonostante le difficoltà, ne vale sempre la pena.
Alla fine sono sfiancato, mi siedo, bevo un pò d’acqua ma è un momento molto emozionante per tutti, soprattutto per chi ci ha creduto fino alla fine come me.
E’ stata una giornata epica che mi porterò dentro tutta la vita dove ho dovuto combattere contro me stesso più e più volte, giornata che poi, si è conclusa nel miglior modo possibile.

Ora che questa avventura si è conclusa, ci tengo a ringraziare tutti coloro che l’hanno resa possibile, dallo Staff di ENDU, in particolare Andrea e Stefano La Forgia, professionali e precisi come pochi ai 4 sponsor SPORTLER, VOLCHEMLA SPORTIVA attivi nel mio viaggio e CANNONDALEche ha dato le ruote ad Andrea per seguirmi, con i quali abbiamo collaborato in questi mesi. Ringrazio Marco per il supporto e Federico per il grande lavoro svolto cercando di non mettermi mai in difficoltà davanti alla telecamera, Francesco Christian ed Elisabetta per la compagnia durante il percorso ed il mio amico Manuel sul quale non ho dubitato neanche un minuto.
Ora un paio di giorni di riposo e si riparte per organizzare un’uscita forse ancora più temeraria che sveleremo tra qualche giorno.

Mauro Maiolli