ENDUdream2 – tra me ed il lago Stefano Brambilla (parte 2)

ENDUdream2 – tra me ed il lago Stefano Brambilla (parte 2)

La seconda parte del racconto dell’impresa di Stefano Brambilla, arriva in gruppo Davide Cappelletti con la bici gemella Cannondale Supersix Evo a coprire parte del terzo giro.

Andrea Toso

17 Settembre 2020

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(parte 2)

Abbiamo lasciato Stefano Brambilla a pedalare il secondo giro dei tre previsti per il suo “tra me ed il lago”, il lago è quello di Como, si sta pedalando da mezzanotte ed è ora di pranzo. Trovate in questo link la prima parte del racconto.

Arriva Davide Cappelletti sorridente al meeting point, il vincitore di ENDUdream con il suo Everesting nella prima edizione, e mette le mani avanti “sono qui solo a passare il testimone a Stefano” . L’orgoglio facilmente avrà la meglio. Facciamo una breve intervista e partiamo. Per poter raccontare bene questa impresa ho deciso di pedalare con il gruppo: io e Davide Cappelletti passiamo le gallerie con in furgone e proseguiamo oltre cosicché  l’operatore possa alzare il drone, ma il gruppo sfreccia che ancora non è pronto, tutto da rifare.
Io e Davide ci lanciamo a ricucire lo strappo con i “fuggitivi”. Recuperiamo in un paio di km , ma pedalando a 38, questi filano! E Stefano si è già fatto circa 350 km, il ritmo dell’impresa si è assestato sui 31 km/h, il traffico ha rallentato anche lui dai 32,4 del primo giro, ma è tranquillo, allegro, prosegue con i suoi ritmi di integrazione: Volamin ogni due ore, Energen e barretta Promeal Energy Crunch alternate ogni 45′.  Stefano risale con me in testa al gruppo per agevolare le riprese dietro al furgone dei video maker, chiacchieriamo a 3 con Davide del percorso sul lago, si cerca di capire dal tono il grado di affaticamento.

Quale?

Il suo picco massimo in bpm sarebbe 195, non ha mai sorpassato i 140, sta pedalando al limite del riscaldamento, io e Davide non gradiamo mica tanto, l’invidia è una brutta bestia!

Avevamo già notato dal secondo giro quanto il gruppo di Stefano fosse uniforme e ben educato, segnala buche (Stefano stesso si prodiga a segnalare nonostante sia la “star” del giorno), hanno tutti la luce posteriore accesa nonostante il sole sia alto da un pezzo, viaggiano appaiati se la strada lo consenta, altrimenti in fila indiana dandosi il giro e proteggendo Brambilla per quanto possibile, in questo “mangia e bevi” di 1100 metri a giro.
Sembra impossibile ma il furgone fatica a starci dietro. Quando si ferma a filmare e riprendere col drone impiega almeno 20/25’ a recuperare il tempo perso per il traffico sulla panoramica del lago. Il senso scelto da Stefano è quello orario, ci viene segnalato come il più duro dei due possibili versi, ma ci si tiene sempre il lago sulla destra, molto panoramico e probabilmente più sicuro perché dall’altra parte spesso si pedalerebbe affiancando pareti di roccia e affrontando curve cieche.

Passiamo Cernobbio, nel frattempo filmo da insider l’impresa. Davvero un’altra visuale da quella professionale esterna, e mi scuso della narrazione in prima persona ma davvero il punto di vista merita; intervisto con lo smartphone Stefano che dopo tanti km rimane impassibile, tranquillo, la gamba non è in sofferenza e siamo già oltre i 400 km, la mia media da 29 km/h si sta rialzando perché ci sono leggere discese e rilanci che il gruppo fa in maniera molto atletica, meglio non pensare a quanto li faccia in un singolo giro. I compagni di gruppo sfottono il Dreamer segnalando che sia strano non sia in testa a tirare a 50, li ha abituati bene ma Stefano ha inserito il limitatore a calmierare la gamba.
Davide, reduce a marzo un’influenza che per sintomi potrebbe essere stato Covid 19, mai tamponato nonostante le richieste, inizia a essere stanco, siamo a due ore del secondo giro e siamo ben oltre i 60 km, stiamo recuperando i fatidici 31 km/h, io e lui non abbiamo più integratori e non vogliamo rubarne a Stefano che deve mantenere le energie, la star è lui. Obiettivo di noi esterni diventa il ristoro di Gravedona, e lì aspettare gli operatori con il furgone a raccattarci.

Incrociamo diverse gallerie stradali che vengono evitate quando possibile, ci sono anche alcune ciclabili esterne con gallerie più corte e sicure, le sfruttiamo tutte.

Chiacchierando scopro che Stefano ha allungato i primi due giri così da concludere a 500 km, quindi qualcosa di più dei 3 giri, di 162 km che farebbero totale 486, ma preferisce i numeri tondi!
Arriviamo al ristoro in un parchetto lungo lago, ombra (giornata piuttosto calda con picchi oltre i 30 gradi nonostante sia il 13 settembre), pasta fredda, riso freddo, panini, birrette fresche, acqua e coca-cola fredde, un sogno! Io e Davide scendiamo dalla bici e salutiamo il gruppo che riparte dopo una ventina di minuti ma non possiamo rischiare né la salute di Cappelletti, né io di mancare all’arrivo, per cui appena ci raggiunge il furgone tagliamo la panoramica salendo in super strada, beccando comunque una coda assurda.
Mentre il gruppo di Stefano pedala, guidiamo e inizia il nervosismo, non per Davide che si abbiocca sulla spalla del conducente, il traffico si ferma. Seguiamo nervosamente la posizione sul lago di Stefano attraverso il link di ENDUlive, gli abbiamo consegnato un tracker GPS, stesso device che abbiamo usato durante il Giro d’Italia Under 23 ENEL, ed il percorso ricalca con diversa partenza una tappa pedalata dagli U23.  Fermi in galleria siamo nervosissimi per la mancanza di campo, tempus fugit!

Incrociando le posizioni capiamo che ce la faremmo per pochi minuti, ma la signora Brambilla e la ragazza di Stefano sono ancora nel traffico. Mi consulto con il dreamer al telefono, si fermerà ad aspettare mamma e fidanzata che porteranno anche una bottiglia da stappare, e tutti i compagni di gruppo si aggregano per arrivare in sfilata.

Sono le 19.40 e Stefano rientra nel parcheggio da cui siamo partiti: il tramonto ha colorato di rosa il cielo, lui al solito non tradisce emozione in viso né nella voce, forse più emozionato io ad intervistarlo e realizzando cosa abbia fatto avendo fatto 90 km con lui e altri 40 per i fatti miei, 500 su questo percorso sono davvero tanti tenendo media 31.

Foto di rito con Davide, foto di rito con bottiglia e gruppo di amici, beviamo un bicchiere e facciamo due chiacchiere ufficiali intervistando Stefano Brambilla, la soddisfazione c’è ma non si è spremuto al limite, tanto da raccontarci la mattina dopo che le gambe non fanno mica male come avrebbe pensato! Gli buttiamo una sfida ulteriore, 4 giri o 3 più veloci, chissà…
Intanto si riposa anche dal lavoro questa settimana, meritatamente.

Stefano ha concluso il suo sogno, 500 km sul lago di Como, il suo lago, con gli amici di pedalata, tenendo la testa a posto e senza cadere in nessuna crisi, umile e determinato.

Ecco lo squadrone che ha supportato Stefano durante i 3 giri.
Primo giro: Daniele Orsi in macchina e Sergio Mazzoleni in Vespa.
Secondo giro: Alessandro Dentoni, Stefano Formenti, Andrea Cirrone, Corrado Elli, Mattia Rinaldo, Antonio Vago.
Terzo giro: Daniele Orsi, Sergio Mazzoleni, Andrea Manzoni, Carlo Colzani, Cristian Mosca, Stefano Miano, Davide Cappelletti. Un terzo del giro anche Massimo Favorido
Dietro le quinte causa infortunio: Walter Tirabasso e Lorenzo Venini.

Il suo sogno supportato da Cannondale per la bicicletta SuperSix Evo, Volchem per l’integrazione, Sportler per il materiale e l’abbigliamento per l’impresa, e La Sportiva per il quotidiano con scarpe e giacca, si è concluso agevolmente, di sicuro gli ha mantenuto la passione per il ciclismo in questo strano anno senza competizioni, ci mostra la bellezza di questo sport che vive anche (soprattutto?) dell’amicizia che si forma nel “gruppo”, amici sui pedali quanto spesso nella vita.
Questo il racconto vissuto da accompagnatori, presto avremo anche i suoi pensieri a rinnovare questa grande impresa.