ENDUdream categoria Experience, Barbara e Francesca Vassallo conquistano Valencia

ENDUdream categoria Experience, Barbara e Francesca Vassallo conquistano Valencia

le vincitrici della categoria Experience del concorso ENDUdream arrivano a Valencia e corrono la loro maratona, il loro sogno è a lungo termine, ma aveva bisogno di un primo passo durato oltre 6 mesi.

Andrea Toso

05 Dicembre 2019

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L’ultimo sogno da coronare tra gli ENDUdream era quello delle gemelle Vassallo. Barbara e Francesca hanno corso il primo dicembre, poche ore dopo l’arrivo di Rigers, la maratona di Valencia, la loro prima fatica sulla distanza regina.

E se una maratona può essere sì un sogno, ma non così eccezionale di portata, per due giovani sorelle di 23 anni questa distanza è stata davvero una grande sfida, più psicologica che fisica, che hanno onorato in tutto e per tutto.

Anziché spoilerare il risultato, che magari potreste aver già letto sui social, vorremmo condurvi per mano al traguardo con loro, per cui partiamo con la settimana pre-gara in cui Francesca è stata un po’ ferma saltando gli ultimi lavori, inclusi i 28 km di rifinitura, quelli che avrebbero dato sicurezza. L’ultimo lungo se esce facile infonde parecchia fiducia, anche perché quando ci si obbliga a fermarsi e rimane la voglia di proseguire è un bellissimo segnale.

Una piccola ombra sulla rifinitura, ma si parte per Valencia con buonumore e l’emozione naturale per una maratona, per un esordio importante sebbene le sorelle Vassallo siano abituate a girare per le gare.

Il sabato ritiro pettorali, per rimanere in famiglia ENDU si incrociano con Eleonora Gardelli, altra nostra Ambassador che per altro chiuderà in 2h49’, non a caso campionessa italiana di maratona. Serene nella scelta delle scarpe, hanno preparato la maratona con le ASICS RoadHawk2 e queste sono la sicurezza ai loro piedi.

Saltiamo alla partenza: non sono (ancora) top runners, non in questa distanza, e devono partire dalla seconda griglia, senza riscaldamento particolare, non sono abituate e usano prudenza, più del previsto, ed il primo km scorre lento nella ressa tipica tra runners con dichiarazioni di cronometro di 5/6 anni fa(quando va bene), quelle cose che fanno innervosire chi vuole fare il TEMPO, a 4’40”, dopo di ché si assestano ad un ritmo più consono al loro talento, scendendo a 4’25” lungo il percorso ideale e le condizioni ideali di Valencia, tra i 15 e 20 gradi, temperatura che ricorda quella della loro Sicilia, per cui non è casa ma non subiscono lo shock termico di noi polentoni del nord a rischio annegamento dal Novembre disastroso. Il passaggio alla mezza dice 1h32’26”, controllo per loro che hanno personali di oltre 10’ (1h22’25”).

Nel frattempo arriva tempo dei rifornimenti, sono diligenti e bevono ad ogni ristoro, usano i gel di Sis gusto Lime Menta dal km 15, poi al 25 ed un ultimo al 35mo, così da sciacquarsi anche la bocca con un sorso d’acqua, così da diminuire ulteriormente i rischi collegati alle maltodestrine sebbene i prodotti scelti ne abbiano già una buona componente. Il ritmo medio rimane quello, qualche km più veloce, qualcuno più lento ma si assestano li, davvero al risparmio dato che i loro orologi dicono che la media sarà di 160 bpm, con un picco di 181. Al 35mo km noi umani iniziamo a sentire la fatica, ma Barbara e Francesca capiscono che ci sono, che stanno bene, stanno correndo insieme con la promessa di supportarsi a vicenda, perché i cali li sentono anche loro ma quando siamo con un amico basta una parola per riprendersi, figuratevi con una copia di sé stessi a livello di DNA! E al 35mo decidono che è tempo di accelerare e dal 37mo iniziano un progressivo che porta i min/km a 3’50” per l’ultimo, e l’arrivo dice che hanno fatto due mezze praticamente identiche, tagliando il traguardo in 3h04’45” Barbara e 46” Francesca, strano calcolo dei chip, realizzando il loro sogno.

E sono felici, hanno sconfitto un demone che le aveva assillate dall’inizio della preparazione, quel mostro chiamato lunghissimo che non riuscivano a gestire psicologicamente e che le stava battendo finché non si sono fatte aiutare da conoscenti maratoneti che sapevano giù gestire la fatica mentale.

Hanno raggiunto la consapevolezza di poter correre tutti i 42km195m, sono arrivate ancora con energie, non un lungo lento ma una gara in pieno controllo, per poter tagliare tenendosi per mano il traguardo, nonostante un polpaccio con un po’ di tensione per Francesca e una vescica aperta lungo il percorso, nonostante la caviglia malconcia di Barbara.

Una maratona è un viaggio che dura mesi, per Barbara e Francesca il viaggio è iniziato con la proclamazione ufficiale a Milano e forse ancor prima con un sogno verso Parigi 2024, per correre la maratona non tra i mortali, ma tra le atlete.  In bocca al lupo ragazze, il primo passo è stato fatto, uscite da ENDUdream con la consapevolezza che, come disse il dott Frankestein (jr), SI PUO’ FARE!!!

Per tutti i sognatori dell’endurance ricordiamo che stiamo lanciando ENDUdream 2, il format sarà simile ma non identico con categorie di più facile interpretazione e qualche novità, intanto tirate fuori i sogni dal cassetto, magari uno dei vincitori sei proprio tu, e non lo hai ancora sognato…