ENDUdream 2 – Tra me ed il lago Stefano Brambilla (parte 1)

ENDUdream 2 – Tra me ed il lago Stefano Brambilla (parte 1)

“Tra me ed il lago” 3 giri completi del lago di Como, il progetto di Stefano Brambilla per ENDUdream2 è andato in onda la scorsa domenica 13 settembre, come avete potuto seguire sulla nostra pagina Instagram e/o anche attraverso il servizio ENDUlive, supportato dal tracker GPS che aveva in tasca il nostro dreamer.

Andrea Toso

15 Settembre 2020

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“Tra me ed il lago” 3 giri completi del lago di Como, il progetto di Stefano Brambilla per ENDUdream2 che sarebbe stato progettato attorno al solstizio d’estate per godere del massimo numero di ore si è invece realizzato la scorsa domenica 13 settembre, come avete potuto seguire sulla nostra pagina Instagram  e/o anche attraverso il servizio ENDUlive, supportato dal tracker GPS che aveva in tasca il nostro dreamer.

L’evento previsto attorno a inizio estate è stato procrastinato per le poche giornate di allenamento racimolate da Stefano a causa del lockdown, in cui ha anche danneggiato i rulli, un intoppo dietro l’altro, ma non per questo s’è perso d’animo e appena recuperata la Cannondale Supersix Evo arrivata dall’Olanda per supportarlo nell’impresa ha iniziato a macinare kilometri su kilometri.

Stefano Brambilla poi non è un ragazzo che si vanti delle sue cose, anzi.

Abbiamo scoperto solo pedalandoci il giorno dell’evento che avesse militato in formazioni Under 23, che avesse partecipato a giri d’Italia Under e qualche apparizione in nazionale giovanile, lui è uno che prende la bici e si macina kilometri per il piacere di farlo e ha progettato questo sogno per scrivere qualcosa di grande.

Partenza prevista a mezzanotte del sabato, appuntamento alle 23 per iniziare a fissare su video e raccogliere notizie per questo contenuti. Stefano è già nel parcheggio del porticciolo di Valmadrera (LC) in compagnia dei primi due amici che lo sosterranno, per il primo giro in macchina e Vespa per   illuminare la strada e proteggerlo dalle auto. Ovviamente monta luce anteriore e posteriore con batterie di ricambio pronte, con l’aiuto del buono spesa di Sportler del valore di € 1000,00 si è creato anche un equipaggiamento di sicurezza, oltre che un abbigliamento adatto e testato nei mesi. Indossa pantaloncini corti e una giacca maniche lunghe, la temperatura è ideale ma l’umidità del lago si farà sentire, ovviamente casco e occhiali a lente trasparente. Stefano è incredibile, nell’intervista si dice emozionato ma non trasmette assolutamente la sensazione, le intenzioni sono di tenere una media di pedalata di circa 25 km/h e di fare due pause ristoro in zona Gravedona, nord ovest del lago, vicino dove abitano i genitori, mentre la partenza a Valmadrera è nella zona sud est. A mezzanotte parte, con macchina e vespa a proteggerlo, le strade del primo pezzo che porta a Como sono davvero strette ed è più che necessario il supporto, noi con il video maker filmiamo la partenza e ci mettiamo a seguirlo.

Accidenti: subito una galleria, seconda galleria, Stefano non c’è.

Non è possibile aver sbagliato strada!

Ma tempo di salire in auto e partire ci sembra davvero impossibile impiegare tempo per raggiungere il gruppo di Stefano… eccolo in fondo alla seconda, da quanto veloce è andato temiamo fosse dietro motore con la Vespa, ma no, quando lo vediamo pedalare capiamo che è tutta inequivocabilmente farina del suo sacco. E procede con noi ad affiancarlo appena possibile per avere delle riprese buone da poter usare, guarda avanti, non si distrae, il buio non lo spaventa. Giunti alle porte di Bellagio si ferma e temiamo abbia bucato la sua Cannondale Supersix Evo, sarebbe una perdita di minuti, invece toglie la batteria e la sostituisce con una nuova e via. Le macchine che arrivano in senso contrario sono delle frecce, quasi sempre si vedono arrivare, ma quel quasi fa paura dall’interno del furgone da cui lo seguiamo, non osiamo pensare in bici!

Da mezzanotte sono le due di notte, i kilometri di Stefano scorrono veloci, il primo tratto che porta a Como per altro è il meno filante, avvisiamo gli accompagnatori ufficiali che andiamo a chiudere un occhio e ci ritroviamo prima dell’alba.
Il primo giro scorre velocissimo, la media sarà di 32,4 km/h e alle 5:20 del mattino Stefano Brambilla è già al parcheggio del porticciolo. Viene accolto dal primo blocco di accompagnatori pedalatori, saranno 6 per il secondo e 6+2 per il terzo; si toglie la mantellina maniche lunghe ed indossa la divisa Sportler bianca azzurra, fa rifornimento degli integratori Volchem che ha già testato nei mesi di allenamento e riparte.

La strategia di integrazione scelta è di un Volamin (bcaa liquidi) ogni due ore per preservare i muscoli e migliorare la resa energetica, una barretta Promeal Energy Crunch ed un gel Energen alternati ogni 45’, Isodrink e acqua nelle borracce ogni 15’. In caso di crisi si porta una boccetta di Ready ACE che funge da “sveglia” con i suoi ingredienti tra cui caffeina, bcaa,

Finito il primo giro in solitudine e meditazione è tempo del secondo, quello con l’alba sul lago, con i compagni di uscita di sempre che lo proteggono, ed un’esperienza decisamente diversa dal primo. Noi seguiamo e ci appaiamo quando possibile per riprendere Stefano, il gruppetto è vivo, chiacchiera e scherza, e soprattutto tengono le briglie al protagonista che continua a macinare un ritmo impressionante e praticamente costante nonostante i 165 già compiuti. Noi schizziamo avanti per alzare i drone e cogliere delle riprese “epiche” con questa luce magica che si presenta, l’alba è alle 6:40, l’aurora precede di 20’. Siamo tutti digiuno, noi abbiamo aperto le porte dell’albergo uscendo e niente colazione, Stefano va avanti ad integratori da oltre 6 ore, proponiamo un caffè e una brioche al primo bar aperto, e in furgone arriviamo a una pasticceria poco prima di Como. Scendiamo ed entriamo a ordinare il nostro caffè sperando di essere ben avanti, neanche è pronto che il gruppetto sfreccia! Aiuto!!!
Riusciamo a chiamare Stefano e a fermare tutti, accatastano le bicilette sulla vetrina e a turno entriamo a fare colazione, cogliendo l’occasione per un aggiornamento sul suo stato intervistandolo e tastando il polso della situazione.

Tutto benissimo.

È in pieno controllo, siamo già oltre i 200 km e fila tranquillo.

Via di nuovo, noi lo seguiamo ancora un po’ prima di andare a riposare un paio d’ore, organizzare la logistica e iniziare a seguirlo anche pedalando. Nel frattempo ci sentiamo con Davide Cappelletti, vincitore del concorso ENDUdream alla prima edizione, primo sponsor dell’impresa di Stefano che lo accompagnò anche in una salita al monte Bisbino e non vuole mancare a quella del compagno di uscite nonostante abbia solo un centinaio di km pedalati da maggio sulla sorella Cannondale Supersix Evo, a causa di quella forte influenza che potrebbe essere stata Covid 19, ma mai saprà perché la Regione non gli ha passato il tampone, ma i  sintomi sembravano coincidere, come la debilitazione successiva.

Parlo in prima persona per un attimo, ho paura di mettere la testa sul cuscino e non svegliarmi più, avrei un allenamento in bici da fare, decido di partire sulla strada dell’impresa e le gallerie fanno davvero paura, i motori delle auto rombano e riempiono da lontano, le moto sembra di averle sempre nel casco, e nonostante il sole fuori sia alto e ci siano lampade alcuni punti sono ciechi davvero, ma si pedala bene senza vento, riconosco il ritmo di Stefano rifacendo la strada, il lago è bellissimo, a metà mattinata le spiagge sono piene di bagnanti, pedalando si infrangono le zaffate di fumo di griglia, viene in mente un cartone animato in cui si vola a seguire il profumo. Arrivo fino a Bellagio e entro in centro storico che rimane fuori dal percorso, il traffico è pazzesco, meglio tornare per arrivare alla partenza del terzo giro in tempo ed accodarmi recuperando i cine operatori. Faccio coda anche in bicicletta, la strada come detto è davvero stretta e un bus di linea blocca ogni scorrevolezza.

Fine Parte 1.