RunningIn: da Milano a Milano Marittima

RunningIn: da Milano a Milano Marittima

La settimana della Running In di Milano Marittima ero lì per lavoro. Di solito quando faccio trasferte lavorative mi organizzo […]

Matte in fuga

23 Giugno 2015

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La settimana della Running In di Milano Marittima ero lì per lavoro. Di solito quando faccio trasferte lavorative mi organizzo per tempo vedendo i possibili percorsi da fare per andare a correre e la gara in questione è caduta a fagiolo!

Guardo le distanze, cerco di capire il percorso e decido di iscrivermi alla mezza maratona.

Il sabato precedente alla gara passo a prendere il pacco e trovo la bellissima maglietta della Happiness, decido (complice anche il caldo) che non userò quella per correre, ma la terrò per uscire. Il clima è veramente vacanziero e partecipare alla gara mi mette di buon umore.

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Ho deciso per questa distanza, nonostante non fossi preparata e nonostante non facessi un “lungo” dalla fine di marzo però correre al mare mi piace tanto e poi dovevo ricominciare a mettere chilometri nelle gambe in vista di una preparazione per fare una Mezza al meglio delle mie possibilità in settembre.

Scopro che ci sarà una ragazza che conosco e la contatto per salutarci prima della partenza. Un saluto veloce, una foto e via, si parte. Una bella iniezione di fiducia.

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I primi chilometri sono molto faticosi, fa caldo e all’inizio si corre pure sulla battigia… sto pensando di fare i 10km al posto della mezza. Dopo la battigia si passa in pineta: sembra più fresco, invece l’afa inizia a farsi sentire.

Rallento il passo e mi accodo ad una ragazza che sembra avere la mia stessa cadenza, peccato che verso il settimo la perdo perché devo fare una pausa. Al nono chilometro c’è la deviazione tanto aspettata, ma decido che tiro dritto (non so perché) e mi si avvicina Rita (una sconosciuta che mi accompagnerà per i restanti 11 chilometri). Chiacchieriamo poco, ma siamo sempre fianco a fianco, anche nei ristori e anche nel tracciato più difficile quando una o l’altra sembra cedere. Intanto siamo arrivate sulla pista ciclabile che costeggia la statale, il sole è a picco e il gruppone si sfalda. A 4km dalla fine vengo intercettata dall’altra parte del canale da Carolina, che urla il mio nome e mi sprona ad aumentare il passo… si girano tutti perché le rispondo anche io dall’altra parte (sembriamo al mercato del pesce, ma che ridere).

A poco più di un chilometro dalla fine vengo raggiunta da un gruppetto di due ragazze e un amico che mi dicono “Deborah (ho il nome sulla maglietta) non diminuire il passo che sono 8 km che ti stiamo dietro, sei il nostro target. Andiamo fino alla fine assieme“. L’accompagnatore in questione ci fa aumentare il passo e scopro che per lui questo è un allenamento di scarico, avendo fatto la settimana prima la famosissima 100km!!!

Finiamo tutte assieme, e ci abbracciamo come bambine. Nessun orologio che ci correva dietro, solo la voglia di finire. E ce l’ho fatta. Questa volta le gambe hanno vinto sulla testa e ho portato a casa la gara.

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Al ristoro incontro nuovamente Carolina, che mi ha aspettata per salutarmi e farci assieme una foto post gara (impietosa) e trotterello verso l’albergo.

Sono contenta, perché nonostante si dica che la corsa è uno sport molto solitario e di introspezione oggi ho avuto la sensazione di essere circondata da persone che come me avevano “bisogno” di una spalla e condividere la fatica e la gioia.

 

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