Cosa c’entra la virata con il nuoto in acque libere

Cosa c’entra la virata con il nuoto in acque libere

Il nuoto in acque libere può essere scoraggiante sia per i triatleti che per i nuotatori puri, questo lo diamo ormai per assodato.

ENDUswim

14 Marzo 2019

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Per capire la correlazione tra virata e nuoto in acque libere, dobbiamo prima di tutto dire che l’open water è un elemento di questo sport che può interessare tutti i livelli, da quelli con poca esperienza, che semplicemente temono il fatto di nuotare in mare, ai nuotatori più esperti che devono adattarsi, passando dai confini di una piscina ad una piscina senza confini.

So che vi suonerà ovvio, ma il modo migliore per abituarsi alle acque libere è “stranamente” nuotare in acque libere (ammesso che siano pulite e balneabili); sfortunatamente, molti di noi non hanno la possibilità di nuotare con costanza in mare oppure in lago, quindi dovremo adottare tecniche idonee a migliorare le nostre performance in un luogo che non ha niente a che vedere con il nostro luogo abituale di allenamento.

Cosa c’entra quindi la virata con il nuoto in acque libere?

Nel titolo si parlava appunto di correlazione tra virata e nuoto in acque libere, ed immagino già le vostre perplessità. Parlo spesso con triatleti fermamente convinti di non includere le virate nei loro allenamenti perché sentono di non avere benefici per il nuoto in acque libere:

“Io non faccio virate in mare, perché dovrei farle in piscina?”

Non c’è niente di più sbagliato di questo concetto. Essere in grado di eseguire una virata corretta, consente di simulare al meglio il flusso del nuoto in acque libere perché il tuo corpo non si ferma mai. Spesso vedo i triatleti aggrapparsi al bordo, fermarsi (qualcuno più di altri), fare un bel respiro, poi spingersi nuovamente per la vasca successiva. Certo, è un modo per cambiare direzione ma non è sicuramente il più efficiente e non imita  certamente alcun elemento del nuoto in acque libere.

Se hai iniziato a nuotare da poco oppure non hai mai allenato questo gesto, può essere difficile da inserire nelle tue routine, ma vale la pena, il tempo e lo sforzo per imparare a padroneggiare le virate.

Vi sarà capitato, nuotando in piscina di trovarvi in vasca con nuotatori abili che virano rapidamente e senza troppi sforzi.

Direi che è giunto il momento per imparare!

Ecco alcuni suggerimenti per aiutarti ad imparare la virata:

  1. Pensa ad una mezza capriola piuttosto che a una capriola intera.
  2. Fai pratica facendo qualche bracciata, quindi una capriola a metà corsia; ripeti questa progressione mentre ti sposti lungo la corsia.
  3. Un altro consiglio utilissimo è quello di espirare l’aria dal naso mentre fai la capriola… (Metti tranquillamente in conto di fare qualche piacevole inalazione di cloro ;) )

All’inizio potreste sembrare un po’ goffi, ma non lasciatevi scoraggiare da qualche virata mal riuscita. Siete triatleti!

Ecco la tua progressione per imparare una virata:

Partiamo dal così detto salto subacqueo
Quando si scorge la T sul fondo della vasca, è il momento di iniziare la procedura di  virata: porta il ​​mento sul petto e inizia la rotazione aiutandoti con un mezzo colpo di gambe a delfino. Cerca di scendere il più velocemente possibile con il mento verso il collo, questo aiuterà ad imprimere la velocità di rotazione necessaria. Durante la capriola è fondamentale tenere le ginocchia unite tra loro e ben piegate per essere pronti ad appoggiare i piedi sul muretto e potersi dare una buona spinta.
È importante portare e mantenere le braccia lungo i fianchi, usandole anche per bilanciare il corpo. Le braccia vanno tenute lungo i fianchi affinché la parte superiore del corpo si possa porre nella posizione ideale al momento della spinta dal muretto.

virata

Perfetto, ora siamo arrivati in posizione ed ora di spingersi dal muretto
Siete piegati sulle ginocchia pronti a spingervi dal muretto, prima di farlo, iniziate a portare le braccia verso in avanti con i gomiti piegati. Mi raccomando non “sbracciate” pensando di ricercare l’equilibrio giusto, questo non farà altro che farvi perdere l’assetto. Le braccia vanno tenute immobili.

Ci siamo spinti e dobbiamo gestire bene la fase subacquea
Spingendovi dal muretto, ruotate delicatamente il corpo in modo da posizionarvi con la pancia verso il fondo della vasca, quindi ricominciate a nuotare appena riemersi. Non respirate alla prima bracciata, cercate di sfruttare al massimo la propulsione ottenuta e soprattutto non perdere l’assetto del corpo che conseguirebbe in uno spreco di energie per recuperarlo durante la nuotata oltre che di tempo.

Per imparare la virata ci vuole calma e dedizione…
Quando siete riusciti a mettere insieme i vari pezzi e completare qualche vasca continuando a virare, potrete aggiungere altri elementi tecnici:
– come colpi di gambe a delfino nella fase di spinta subacquea
– incrementare la velocità della virata.
– miglioramento della fase di uscita dalla virata
– miglioramento della posizione delle braccia

Incorporare le virate nelle vostre sessioni di allenamento significa girare in modo più fluido ed omogeneo, imitando al meglio il nuoto continuo tipico di uno sforzo in acqua libere.

Ricordate, restare nella propria zona di confort è sempre più facile. Ci vuole dedizione, impegno e coraggio per migliorare le nostre debolezze.