Corsa e Famiglia: Equilibrio

Corsa e Famiglia: Equilibrio

La corsa è per molti di noi un libero sfogo, un momento di serenità tra le increspature del quotidiano. Per […]

Riccardo Mares

11 Giugno 2018

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La corsa è per molti di noi un libero sfogo, un momento di serenità tra le increspature del quotidiano. Per chi non ha vincoli familiari è questione di trovare un po’ di tempo da dedicarsi tra i propri impegni, magari rinunciando allo spritz o a una serata di divertimento.

Come dico sempre sta ai propri obiettivi personali: se si vuole migliorare è necessario il massimo impegno, aumentare gli allenamenti e la loro qualità, tenere uno stile di vita sano a base di molte ore di sono, buona alimentazione e pochi eccessi iper calorici o “euforici”.

Quando però tra la corsa e te si mette la famiglia iniziano i primi impicci: non è più questione di fare delle rinunce ma diventa questione di non costringere gli altri di fare rinunce a causa tua.

Ormai sono babbo da diversi anni, anzi bi-babbo, e diciamo che la quantità di casini è aumentata di un bel po’. Non contento sia io sia la mamma abbiamo trasmetto al primo pupo un forte amore per lo sport, o forse siamo stati solo estremamente fortunati che ce l’ha. Ciò per si traduce in domeniche passate allo stadio di rugby di mezza Italia, comunque sempre pronti a rispondere alle necessità di una bimba piccola, che dorme pure poco.

Come fare? Bisogna organizzarsi e investire in se stessi. Parlo di investire perché il termine “rinuncia” ha sempre una connotazione negativa, mentre l’investimento è una privazione di qualcosa per un fine a cui diamo maggiore priorità. Riporto un passaggio di un bellissimo post di Skande:

Gestire il tempo si può e si deve. È l’unica strategia che ci permette di incastrare impegni, lavori e sequenze di operazioni utili alla nostra vita professionale e non.

Per me significa ridurre al minimo le uscite con gli amici durante la settimana, oppure significa allenarmi al mattino presto, anche se definirlo mattino (escludendo questi splendidi mesi estivi) è illusionistico: #AlbaRunner mania ;)

Un’altra buona soluzione è quella di riuscire a trovare un equilibrio con il proprio partner, cercando di fare in modo che non sia la tua passione l’ago della bilancia delle scelte familiari, ma sia più una sorta di do ut tes, da non vedere come un baratto ma più come uno scambio di condivisione. A chi adesso sta pensando che sono fortunati quelli che hanno la compagna o il compagno che fa lo stesso sport però potrei mostrare casi ben specifici in cui più che una complicità tende a nascere un conflitto e che spesso finisce con “oggi vado in gara io… settimana prossima vai in gara tu”.

Penso poi a qualche amico che baratta serate only-women, passeggiate con cane in orari improponibili o messe, per un’ora di allenamento sereno, magari con gli amici più cari a svolazzare e cinguettare per le strade della città  ad orari dove il resto della nazione dorme beatamente.

Ruolo fondamentale hanno comunque i bimbi: dal mio punto di vista non riesco a fare rinunciare a loro per le mie passioni e cerco – per quanto possibile – di limitare al minimo l’impatto delle mie avventure a caccia di medaglia.

Economie permettendo la soluzione migliore è sempre la gita fuori porta anche se capisco benissimo che le difficoltà di money sono sempre più pressanti. Magari si può cercare di farne una o due l’anno: organizzandosi per tempo, anche con altri amici e famiglie diventa un divertimento per tutti.

Purtroppo soluzioni da darti pronte all’uso non ne ho, ma ti garantisco che quotidianamente le cerco, perché senza correre non riesco a stare e non ti nascondo che sento la voglia costante di gara, facendone ormai pochissime ogni anno.

La cosa più bella che abbia mai trovato è però raggiungere il traguardo con i bimbi che ti aspettano o addirittura che ti accompagnano a tagliarlo: ricordo come fosse ieri la prima volta, con il cuore che batteva all’impazzata. Attenzione però di non intralciare il traffico al traguardo ;)

 

ph Fabio Viscardini