3 consigli per la scelta della borraccia da bici

3 consigli per la scelta della borraccia da bici

La borraccia è la fonte di idratazione per i ciclisti, fedele compagna che verrà abbandonata in salita, momento in cui per rosicchiare mezzo kilo scarso di peso, verrà scagliata a bordo strada per guadagnare potenza.

Andrea Toso

13 Marzo 2019

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Sì, noi ciclisti abbiamo delle gran fisse, tra queste anche la borraccia da bici, ed in previsione della bella stagione, l’allungamento o la ripresa delle uscite, vogliamo ricordare qualche buona norma di scelta, di igiene e di utilizzo della borraccia, consigli indispensabili per noi quanto per chi ne fa uso abitale in palestra o post allenamento come i podisti.

Primo: la borraccia da bici non è eterna. “Cioè?”

Cioè ogni plastica ha, avrebbe diciamo, una vita, un limite di volte di utilizzo proprio come le bottigliette dell’acqua che spesso teniamo e riutilizziamo diligentemente. Sul fondo in genere è stampato il logo del riciclo con un numero indicante la quantità di volte di utilizzo cui è destinato quel contenitore di plastica.

“Cioè volete dire che la borraccia lanciata da Pellizzotti nel 2015 non posso più usarla???”

Eh no ragazzi, sarebbe meglio sostituirla! Ogni borraccia o bottiglietta ha una plastica con una densità potenzialmente diversa da altre, e specialmente se vengono esposte a luce e calore, quindi a maggior ragione usandole in bici. Le plastiche infatti vengono inevitabilmente contaminate da batteri o muffe (che proliferano poi con il calore)  una volta utilizzate, e sono difficilmente lavabili/sterilizzabili e ne parleremo poi, non più per lo spauracchio BPA (Bisfenolo A) che sembra essere sparito dai contenitori come da analisi effettuate da Altroconsumo che abbiamo studiato. Dicevamo, quanti utilizzi in più possiamo strappare? Difficile da dire, ma girare diverse borracce ci aiuterà a tardare il pensionamento, teniamone comunque conto…

Secondo: è molto difficile pulire in maniera adeguata la borraccia da bici

“Ma io le metto in lavastoviglie!”  già è qualcosa di buono, ma non assolutamente sufficiente in quanto nonostante ci sia una buona temperatura, ben superiore a quelle dei lavaggi a mano, non si raggiunge una di sterilizzazione necessaria per eliminare muffe e batteri. Se lo avete fatto anche voi avrete notato che non si eliminano completamente gli odori di sali residui, né talvolta i residui neri che si depositano su fondo e bordi. La soluzione potrebbe essere la bollitura in pentola, non comodissimo per altro un giro di 20 minuti prima di buttare la pasta, quindi diventa più semplice magari utilizzare i bollitori per biberon da microonde (chi ha avuto neonati in famiglia sa bene di cosa parliamo…) che mixano sottovuoto e temperature alte per disinfettare in pochi minuti. Altra soluzione efficace è quella di utilizzare Amuchina, si torna sempre alle esperienze coi bebé o le compresse apposite effervescenti come quelle di Camelback. Non siamo degli estremisti, non vi obbligheremmo a disinfettare come una massaia isterica tutte le borracce ad ogni uscita, ma mettere questa operazione nella to do list ogni 15/20 giorni ruotando diverse borracce ci può salvare da mal di pancia indesiderati ed imputati magari a caffè e brioches della pausa al bar.

Terzo: perché utilizzare 2 borracce?

“Io d’inverno uso solo acqua e poche volte sali d’estate, non devo mica vincere il Giro D’Italia!!!” neanche noi miriamo a tanto ma fare fatica ed esaurirci ci dà piuttosto fastidio, tant’è che teniamo presente che sudiamo anche d’inverno sebbene la sete diminuisca e i liquidi siano gelidi come sogneremmo fossero d’estate e viceversa. Siamo composti per il 80% di acqua e soprattutto il sangue risente notevolmente della disidratazione. Qualche dato? Per esempio UN LITRO DI SUDORE PERSO FA AUMENTARE DI 8 BPM il nostro cuore, e calare la gittata cardiaca e scusate se è poco, aumentare la temperatura di 0,3 gradi, facendo crollare la nostra efficienza fisica, ricordiamocelo, specialmente tra qualche mese…

Quanta acqua ci portiamo dietro in mezzo litro di una borraccia da bici? BUM. Non basta. Forse basterebbe d’inverno e sicuramente non d’estate, perché oltre a quello che rimane sul completo da corsa dobbiamo immaginare quanto ne evapori e ne voli via  da fronte capelli etc etc. Immaginate, soglia anaerobica a 160 bpm a una certa velocità, diciamo 40 km/h, con un litro di liquidi in meno quella soglia la raggiungeremo magari a 37/38 rallentando tutta la performance a seguire, immaginate a piedi quanto vada ad influire una disidratazione del genere, motivo per cui consigliamo sempre un paio di sorsi ai ristori, anche in condizioni di basse temperature.
Quindi possiamo utilizzare due borracce in bici perché ne avremo giovamento, magari riempiendone una con acqua ed una con sali, bevendo alternativamente da una e dall’altra ogni 15′ che si possono fissare con cicalini da mettere su sportwatch o GPS da bici. Fisseremo così grazie ai sali l’acqua che berremo la volta successiva ed assimileremo qualche molecola di zucchero.

E’ proprio quel mezzo Kilo in più che ci danneggerà l’uscita?
Beviamoci sopra!