Complete food: cosa sono e a cosa servono

Complete food: cosa sono e a cosa servono

In questo articolo vi voglio parlare di un prodotto che mi è stato consegnato qualche settimana fa in ambulatorio. Si […]

Fabio Pezzoni

23 Luglio 2018

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In questo articolo vi voglio parlare di un prodotto che mi è stato consegnato qualche settimana fa in ambulatorio. Si tratta di Bivo (https://www.bivo.it/), primo “complete food” in Italia, alimento completo in polvere da sciogliere in acqua, equilibrato nelle sue componenti e veloce da preparare (e assumere).

Sin dall’inizio ero un po’ scettico nell’utilizzo di questo prodotto in quanto, da nutrizionista, la mia “mission” è quella di educare le persone ad una corretta alimentazione e di certo non posso farlo consigliando di sostituire dei buoni pasti bilanciati caratterizzati da ingredienti genuini con dei “beveroni” liquidi. Ho voluto mettere da parte i miei pregiudizi e navigando sul loro sito ma soprattutto provando il prodotto, mi sono dovuto ricredere. Innanzitutto mi fa piacere leggere che Bivo nasce non con l’obiettivo di sostituirsi ad una dieta ma bensì di poter essere integrato in determinate situazioni; come le chiamano loro nel sito: situazioni d’emergenza. Effettivamente nemmeno a farlo apposta mi è capitato proprio una mattina della settimana scorsa di alzarmi tardi a causa della mancata sveglia. Mi ero dimenticato di attivarla la sera prima (fortunatamente è stata la prima volta). Tutti noi sappiamo dell’importanza della prima colazione ma soprattutto per gli sportivi come me che si allenano spesso in pausa pranzo, partire con la giusta carica è importante……ma è anche importante arrivare puntuale agli appuntamenti quindi anziché saltare la colazione come molti fanno un po’ per mancanza di voglia e un po’ per mancanza di tempo (che poi basterebbe puntare la sveglia 15’ prima, mica tanto……sempre se la sveglia suona……) decisi di provare il prodotto. Presi la busta e la aprii con estrema facilità grazie al packaging richiudibile, svuotai interamente la busta in uno shaker con dell’acqua tiepida e via a lavoro. Rimasi piuttosto stupito della solubilità del prodotto, caratteristica non da poco. Nessun grumo fastidio in bocca. Infatti prodotti scarsamente solubili sono indice spesso anche di scarsa qualità. Ma non è il nostro caso. Il sapore è davvero gradevole (parlo di quello al mango) e il senso di sazietà è durato certamente un buon 2 orette abbondanti. Ovviamente non possiamo aspettarci troppo da un prodotto che comunque è classificato come “pasto light” che fornisce appena 440 kcal circa. Ricordatevi sempre che più il pasto è liquidi più attraverserà velocemente il tratto gastrointestinale e più velocemente verrà assorbito; ciò comporterà indubbiamente un minor senso di sazietà.

Ma passiamo alla composizione del prodotto.

I macronutrienti che vi sono contenuti sono ripartiti nell’ordine di 52% carboidrati, 22% grassi, 17% proteine 9% fibre. Suddivisione tipica del modello di dieta mediterranea. Guardando la lista ingredienti possiamo notare in prima posizione la farina d’avena, carboidrato complesso che ci fornisce energia in modo graduale – ottimo per l’atleta quindi, ma non solo. Oltre a ciò è molto ricca in fibre e proteine. Ma non abbiamo solo carboidrati “lenti”, ne abbiamo anche di più rapidi come le maltodestrine ottenute dal mais. Prodotto anche questo ben conosciuto dagli atleti. Non vi è invece nessuna presenza di fruttosio, alimento molto discusso in letteratura scientifica. La parte proteica più consistente è data dal pisello, legume con un ottimo profilo amminoacidico. In ultimo, la parte lipidica è fornita da grasso di cocco, olio di semi di lino e olio di borragine. Tutti ingredienti che portano ad un miglioramento del rapporto omega 3/ omega 6. Piuttosto noto nella comunità scientifica come questo rapporto debba essere tenuto sotto controllo in quanto la nostra alimentazione è spesso sbilanciata verso gli omega 6 che però purtroppo causano infiammazione. Inoltre un rapporto equilibrato permette anche un miglioramento del profilo lipidico (colesterolo HDL/LDL).
Parlando di micronutrienti invece, minerali e vitamine ben presenti fornendo un giusto apporto giornaliero senza lasciarci scoperti.

Insomma, devo dire un gran bel prodotto che se usato con intelligenza può entrare a far parte della nostra alimentazione MA in situazioni di emergenza (come nel mio esempio di prima) ma non solo. Ci possono essere situazioni che richiedono soluzioni pratiche e veloci, basti pensare a delle attività outdoor. Avete mai fatto gite in montagna dove si parte al mattino presto e si torna nel tardo pomeriggio? Ecco, questa è una di quelle situazioni dove Bivo può tornare molto utile in sostituzione a barrette che solo lontanamente potrebbero avere un apporto calorico simile e la stessa qualità negli ingredienti. Oppure un’altra occasione per utilizzarlo potrebbe essere quella dell’atleta in trasferta che non trovando nulla di “corretto” da mangiare prima della gara o per non aver preparato nulla da portarsi a dietro, cade alla tentazione di mangiare qualcosa di “liffo” (che però può causare danni irreparabili in gara). Altra situazione è quella del lavoratore che non ha tempo di mangiare in pausa pranzo. Quanti ne conoscete? Io tantissimi. Moltissimi di questi saltano il pranzo a piedi pare portando poi a fami compulsive nel pomeriggio/sera, oppure si ritrovano a mangiare alle macchinette delle schifezze. Ecco, meglio bersi uno shaker come questo. Di situazioni ce ne sono ben altre, ho voluto mettere solo alcuni esempi, i più probabili.

Insomma, dal mio punto di vista il prodotto ha passato “l’esame”. Badate bene che in commercio di prodotti simili ce ne sono a centinaia: alcuni molto validi e altri decisamente meno. Imparate sempre a leggere le etichette, a capire la provenienza delle materie prima, il metodo di produzione ecc. Ne va della vostra salute. Se non avete voglia/tempo di fare questo, affidatevi a persone competenti che possano darvi i giusti consigli.

Dott. Fabio Pezzoni