Ciclisti urbani, segnali convenzionali e sicurezza

Ciclisti urbani, segnali convenzionali e sicurezza

Immaginiamo di vivere in una città con piste ciclabili impraticabili o insufficienti, scarsa illuminazioni e automobilisti distratti, nonché privi di una coscienza ecologica e rispettosa verso i ciclisti.

ENDU

28 novembre 2018

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Perfetto, ora torniamo alla realtà: di norma viviamo in una città con piste ciclabili impraticabili o insufficienti, illuminazioni non inadatta a garantire una visuale decente e i nostri amici automobilisti sono ben peggio di quello che abbiamo immaginato.

Chi utilizza quotidianamente la bicicletta, sa benissimo i rischi che corre ogni qual volta una macchina passa al suo fianco. Non tutti hanno un senso delle misure così spiccato da determinare con chiarezza quanto scostarsi dal ciclista: c’è quello che si lancia sulla carreggiata opposta; quello che rischia di colpirti; quello che attende un cenno del ciclista per passarlo (il segnale convenzionale è il dito medio rivolto al cielo) e l’infuriato che si appoggia al clacson fino a quando il ciclista non gli segnala che sta per accostarsi sul ciglio della strada, con il solito gesto riconosciuto a livello internazionale.

Junwon Yang deve per forza aver fatto queste riflessioni prima di pensare la Zone Arrow, una speciale luce che aumenta la visibilità del mezzo proiettando una freccia sulla corsia stradale che indica la distanza di sicurezza da mantenere per evitare di falciare il malcapitato.
E’ un progetto semplice ma estremamente interessante che ancora una volta sottolinea l’importanza della sicurezza per i ciclisti urbani.

 

Photo by Coen van den Broek