Siete curiosi di sapere chi sono i FABIANS?

Siete curiosi di sapere chi sono i FABIANS?

Se fate triathlon, lui sicuramente già lo conoscete: Alessandro Fabian, diversi anni campione italiano, due Olimpiadi all’attivo, Londra 2012 e Rio 2016, e un’altra in preparazione…ma lei?

Valeria Barbieri

06 Aprile 2020

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Se fate triathlon, lui sicuramente già lo conoscete: Alessandro Fabian, diversi anni campione italiano, due Olimpiadi all’attivo, Londra 2012 e Rio 2016, e un’altra in preparazione.

Lo conoscete per la sua “pazzia” nelle storie su Instagram, se l’avete incontrato nei campi gara avrete sperimentato la sua solarità e disponibilità, e conoscerete anche il suo motto, ormai famoso anche all’estero: “VIVA LA VITA!”.

Bene, io sono quella parte di vita che c’è, ma non si vede; sono quello che c’è nel poco tempo che rimane libero dalle 3-4 sessioni di allenamento quotidiane… Insomma, sono sua moglie.

Perché sì, incredibile ma vero, anche i triatleti professionisti, in alcuni casi, riescono ad avere relazioni stabili e, addirittura, a sposarsi. Non per merito loro, sia chiaro.

Prima o poi creerò un gruppo di mutuo aiuto per fidanzate di atleti, ma in realtà già noi ci sentiamo e confrontiamo spesso sui loro difetti e sulle loro modalità organizzative (perfette nello sport, ma spesso inesistenti nella vita privata), sul loro disordine, sulle loro chiamate serali in genere fatte solo perché sanno di essere sotto minaccia, e molto altro.

In ogni caso, qualcuna si immola per la causa, se non altro ci guadagna un bel fisico scolpito, ma sa che dovrà avere molta pazienza, e molta ironia, per affrontare “i migliori anni” di carriera di un atleta. Io mi sono immolata per la “causa Fabian” ormai più di 7 anni fa, non appena lui è tornato dalla sua prima Olimpiade di Londra 2012, ma purtroppo non avevo la minima idea della portata di ciò in cui mi stavo cacciando.

Io, giovane 23enne dallo spirito romantico, totalmente contraria alle relazioni a distanza, sono finita con un orso, totalmente contrario ai regali inutili (tipo i fiori), ai festeggiamenti delle ricorrenze, e che oltretutto, al momento, passa pure 11 mesi l’anno all’estero.

Non contenta, me lo sono pure sposato, ma come ci si possa sposare con una delega firmata e con lo sposo che torna a casa dopo mesi solo 5 giorni prima del grande giorno, è una storia a parte.

In tutto ciò, Fabian ha pure dei lati positivi. Nascosti, ma ci sono. Quelli più evidenti sono senza dubbio una grande passione (non per me, eh) per il triathlon, che è diventato non solo il suo lavoro, ma la cosa che più di tutte condiziona e indirizza la sua vita.

Si tratta di un lavoro totalizzante, e intorno ad esso si costruisce tutto il resto. Anche la nostra relazione ha dovuto imparare a reggersi in continua evoluzione seguendo i ritmi dettati dal triathlon: ritiri, gare, allenamenti, a casa, in giro, nei giorni di festa, senza alcuna sosta.

È un po’ tutto stravolto rispetto a quello che sembra la normalità per le altre persone. Eppure, dopo diversi anni così, a volte mi guardo intorno e mi sembrano strane le vite degli altri. Quelle vite che non viaggiano a intervalli di 4 anni, di quadriennio in quadriennio, scandite solo dalle Olimpiadi e dai vari passaggi intermedi che però puntano tutte lì.

I nostri anni X sono stati questi: 2012, quando ci siamo conosciuti, dopo Londra; 2016, un traguardo raggiunto con fatica, dopo tanti infortuni, con alti e bassi nel morale e nella determinazione, un viaggio a Rio che poi ci ha fatto sentire tutto il suo peso.

E poi il 2020. Questo 2020. Che sembrava essere arrivato così in fretta, un quadriennio praticamente volato… e ora ho capito perché, cioè che in realtà doveva durare un quinquennio!

E quindi sì, non saranno più le due date previste per le sue gare a Tokyo, 27 luglio e 1 agosto 2020 a segnare il nostro traguardo, ma tutto si sposta nel 2021.

Tutto si riorganizza, anche se al momento è difficile fare progetti, tutti siamo troppo presi dal vivere giorno per giorno questa nuova e strana quotidianità, però l’obiettivo c’è ed è più forte che mai la voglie e il desiderio di arrivarci.

L’idea iniziale era quella di raccontarvi la vita da atleta, il dietro le quinte di quando vivi in ritiro perenne, cosa che avevo iniziato a fare anche io con lui, da qui fino a Tokyo 2020; ora il viaggio si allunga, si ricomincia, anche se non si sa ancora come e quando. Ma le pause non interrompono i progetti, non interrompono i sogni.

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…to be continued….