Blue Monday? No grazie.

Blue Monday? No grazie.

Ieri era il Blue Monday per definizione il giorno più triste dell’anno, lontano il ricordo delle vacanze di Natale si è rientrati nel tran-tran quotidiano.
Noi sportivi l’abbiamo passato con il sorriso!

Andrea Toso

21 Gennaio 2020

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Il Blue Monday per definizione sarebbe il giorno più triste dell’anno, lontano il ricordo delle vacanze di Natale si è rientrati nel tran-tran quotidiano e non ci sono più scuse per procrastinare il rientro alla dura realtà, e anche guardandosi allo specchio si potrebbe stare peggio dato che purtroppo al mondo le vacanze fanno male al giro vita.

Il portafogli potrebbe piangere, il meteo non aiuta con il freddo, e le giornate sono ancora troppo corte per godersi la luce finito il lavoro, insomma, sarebbe il giorno più distante dal miglior comfort di vita possibile.

Stiamo usando il condizionale.

Noi siamo gente di fatica, viviamo nel mondo dell’ENDUrance anche nel Blue Monday, e allenarsi è un piacere quanto un dovere, non c’è meteo o luce che tenga, semmai ci adeguiamo al momento, correndo con una lampada frontale, nuotando in una triste vasca, troppo spesso da 25 m piena come una tonnara, che ci crea mentalità per la partenza, pedalando solo a ora di pranzo o relegandoci in una fredda stanza su rulli o ciclomulini, finendo sempre e comunque a creare una pozza di sudore, sognando l’aria fresca primaverile che ci colorerà anche un po’ il volto e ci creerà quei “bei” segni su braccia e gambe che proveremo a cancellare con la famiglia in spiaggia.

Non è tutto bello, per niente anzi, ma facciamo di necessità virtù, non ci perdiamo nella tristezza obbligata dalla società, in fondo a noi serve allenarci anche fuori stagione per arrivare in forma in quella data precisa, un viaggio lungo per cui la gara ci sembra spesso lontanissima, ma sappiamo anche che tra impegni lavorativi, di famiglia, un malanno di stagione o un micro-infortunio possiamo anche trovarcela dietro l’angolo… a noi serve allenarci per vedere la vita migliore di come sia, come cantano i Nobraino in Endorfine.

“Forse, non tutti sanno che
Durante gli sforzi fisici intensi e prolungati
Il cervello rilascia endorfine
Neurotrasmettitori con proprietà simili a quelle della morfina
Il benessere che ne deriva è uno dei fattori che spinge molte persone
Ad allenamenti frequenti ed estenuanti”

 

Ohibò, siamo proprio noi.

Le endorfine effettivamente aiutano a sopportare meglio le nostre giornate, i malumori inevitabili, come ogni droga che si rispetti crea dipendenza quasi sempre positiva che ci spinge a ricercarne ulteriori ed in quantità maggiore, così 5 km diventano 10, poi una mezza, poi una maratona e poi ci si spinge al Passatore, per non dire trail e ultratrail.

L’uscita in bici di un paio d’ore diventa una Granfondo, il giretto sull’argine diventa una gara in MTB, uno sprint per vedere se si è capaci di sfidarsi sulla triplice diventa un sogno chiamato Ironman.

I nuotatori veri invece nuotano sempre tanto, non hanno bisogno di stimoli, nuotano come avessero le branchie 7 giorni su 7 distanze inarrivabili per chi li guarda con il sogno di 750 m in acque libere senza affogare prima di salire in bici nello sprint.

Noi siamo atleti amatori di ENDUrance, non abbiamo tempo per il Blue Monday, siamo come quella donzelletta che vien dalla campagna in sul calar del sole in attesa della festa, quel pettorale che ci aspetta per renderci un po’ più forti per l’indomani, che spingerà un po’ più in là il nostro sogno, il Blue Monday lo lasciamo ai “Leopardi” che non saranno mai felici della vita che stanno vivendo, noi incastrando impegni, contrattempi ed infortuni siamo padroni dei nostri lunedì, 52 volte l’anno.