Bikepacking: turismo in sella!

Bikepacking: turismo in sella!

Omar Di Felice e altri esperti raccontano live la loro esperienza a ENDUlab.

ENDU

29 Maggio 2020

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Sotto la sella della mia bici da corsa in acciaio (11 kg circa), insieme ai ferri e alla camera d’aria di scorta, credo vi sia ancora un pezzo di spago, sottile e leggero, di color grigio.

Lo avevo tagliato (in gran segreto) lungo 100 cm. dal gomitolo che tenevamo in cucina per legare l’arrosto, gli anni in cui Bernard Hinault dominava Tour e Giro.

100 cm tondi tondi che mi servivano per tracciare (rigorosamente in linea retta) gli itinerari sul poster dell’Italia in scala 1:1.000.000 che tenevo appeso in camera mia e all’occasione staccavo con grande cura, ripiegandolo e infilandolo sulla bustina impermeabile fissata sul manubrio.

1 cm sulla carta, 10 chilometri da pedalare, mezzo spago per arrivare a Roma da Venezia, tutto lo spago quasi mille chilometri di fatica per arrivare giù giù fino a Santa Maria di Leuca, con sempre di mezzo gli Appennini e le borracce d’acqua che non bastavano o non erano mai abbastanza fresche.

Questo lo spazio da esplorare, poi il tempo, dividendo quello spago in 2, 5, 7 o più tappe tra 110 e 150 km/giorno a seconda del viaggio e del budget.

Dietro la sella, su un portapacchi in alluminio a sbalzo, uno zaino da 8 kg, sufficiente con il bel tempo e senza troppa pioggia per starsene in giro anche una settimana. Ostia-Venezia, Venezia-Vienna, Venezia-Piombino-Elba-Corsica-Genova-Venezia, poi i Balcani e altri itinerari…

Trent’anni dopo tutto questo ha un nome, Bikepacking, lo spago può tornare in cucina per il prossimo arrosto, e Jovanotti ci ha fatto sentire stranamente scomodi sul divano di casa mentre lo seguivamo nella sua avventura da bikepacker pedalando 4.000 chilometri tra Cile e Argentina.

Oltre a Jovanotti sono migliaia gli appassionati di ciclismo che si sono convertiti o si stanno convertendo al cicloturismo in completa libertà, grazie ad una ampia possibilità di attrezzare la propria bicicletta in modo adeguato rispetto all’itinerario ed alla stagione.

Non solo borse e portapacchi ma anche e soprattutto cartografia dedicata, guide e tracce digitali per programmare in sicurezza il viaggio, con la giusta difficoltà a seconda che si viaggi in solitario, con magari già 4.000/6.000 chilometri nelle gambe da inizio anno, o con i propri familiari, bambini inclusi, fino a poche settimane costretti a casa per l’emergenza COVID-19 e con le bici tirate fuori dalla cantina solo all’inizio della Fase 2.

Aggiungi le premesse di distanziamento sociale, un’estate 2020 che vedrà rivoluzionate le abitudini vacanziere degli italiani, una rivoluzione che vede fortemente competitivo il Turismo sportivo outdoor, con quello in bicicletta supportato economicamente fino a € 500 dal Bonus Bici, la risposta non poteva che essere offrire ai tanti ciclisti le competenze per cogliere al meglio queste opportunità con il corso live organizzato da ENDUlab

“Bikepacking: turismo in sella. Dal relax alla leggenda”

La possibilità di imparare dal vivo, insieme agli esperti di ENDUlab, come ideare e organizzare una bici-vacanza in solitaria o con i propri amici. Dal miglior itinerario su carta ed in digitale alla giusta attrezzatura per budget e durata del viaggio, senza trascurare la corretta alimentazione e preparazione psicofisica del gruppo.

Un corso reso unico dalle parole e immagini di Andrea Rosina e Omar Di Felice, ciclista e avventuriero che spiegherà la preparazione e svolgimento delle gare di ultracycling più estreme e le traversate in cui ha pedalato, dall’ambiente artico a quello desertico, per imparare da un grande campione come ogni impresa in bicicletta, abbia bisogno di un’accurata pianificazione.

Giovedì 11 e Venerdì 12 giugno ore 17.30 con il corso ENDUlab, 2 webinar da 120 minuti, acquistabili singolarmente oppure all’interno di un pacchetto promozionale.

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