NorthCape 4000, andata e ritorno. L’avventura di Gianfranco Reboldi

NorthCape 4000, andata e ritorno. L’avventura di Gianfranco Reboldi

Lui si chiama Gianfranco Reboldi, il bikepacking è la sua passione, così come in generale la bicicletta, e i viaggi. […]

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28 Settembre 2018

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Lui si chiama Gianfranco Reboldi, il bikepacking è la sua passione, così come in generale la bicicletta, e i viaggi. Così quest’estate, per la pensione, si è regalato 8000 km in autosufficienza e, per metà circa, in solitaria. Praticamente NorthCape 4000, andata e ritorno.

Bikepacking - Northcape 4000 - Gianfranco Reboldi

Si chiama Northcape 4000, ed è uno degli eventi di Bikepacking più famosi: 4200 km, attraverso 10 nazioni europee, senza supporto alcuno, dal Lago di Garda fino a Capo Nord.

Quest’anno, al via, c’era anche Gianfranco Reboldi, che però non si è accontentato di arrivare all’estremità Nord dell’Europa ma ha pensato bene, sempre in bici, di tornare anche verso casa.

Lo abbiamo intervistato.

Bikepacking - Gianfranco Reboldi - Northcape 4000

Gianfranco, questo viaggio è una sorta di regalo che ti sei fatto. Sei partito con tre amici ma sei tornato da solo. Come mai?

Era da un po’ che sognavo di fare un viaggio di questo tipo, un paio di mesi in giro, in solitaria. La Northcape 4000 mi è sembrata l’occasione giusta. I miei amici volevano festeggiare il decimo anniversario della loro prima volta a Capo Nord in bicicletta, così ci siamo organizzati e siamo partiti insieme.

Il Bikepacking non è esattamente una passeggiata, specie considerate le distanze.

 In realtà ce la siamo presa molto comoda. I primi hanno impiegato 11 giorni, noi un mese per arrivare a Capo Nord, perché abbiamo preferito goderci il viaggio, i paesaggi e le località che abbiamo trovato lungo il percorso. L’importante era finirla, era una sfida con noi stessi, più che con il cronometro. L’unico limite che avevano i miei amici era il volo di ritorno, il 31 agosto. Io però, ad esempio, non avevo nemmeno quello.

Bikepacking - Northcape 4000 - Gianfranco Reboldi

Dopo la loro partenza, infatti, non sei salito su un aereo, ma ti sei rimesso in sella alla tue bici per tornare a casa pedalando altri 4200 km da solo.

Sì, anche se in realtà ho dovuto leggermente accorciare il percorso. Ho dovuto fare i conti con un piccolo problema fisico; un’infezione che, pur non essendo nulla di grave, mi ha causato febbre alta e costretto ad un breve ricovero. Si è risolto tutto in pochi giorni ma ho dovuto tagliare circa 500 km.

Com’è stato affrontare tutti quei km da solo?

Non è stato un problema, lo sognavo da tempo, sapevo cosa mi aspettava e, come ho detto, non avevo fretta.

E poi avevo già fatto viaggi in solitaria che facevo: nel 2011 sono partito da Brescia e sono arrivato a Copenaghen, per un totale di 5mila km.

Bikepacking - Northcape 4000 - Gianfranco Reboldi

Come ti prepari a distanze così lunghe?

Non mi preparo, a dire il vero. Ovvio che un minimo di preparazione deve esserci, io vado spesso in bici, ma credo che a quelle distanze non ci si possa preparare più di tanto: la forma te la fai pedalando.

Nessuna fatica?

La fatica c’è eccome. Anche perché non si tratta solo di pedalare, con tutto l’equipaggiamento al seguito, visto che si tratta di bikepacking, una pedalata in autosufficienza. Arrivati ogni giorno a destinazione bisogna montare la tenda, prepararsi da mangiare con il fornellino da campeggio, con qualunque condizione meteo. Noi siamo stati fortunati da questo punto di vista, non abbiamo preso tanti giorni di pioggia e, soprattutto in Finlandia e Norvegia, dove e temperature erano davvero proibitive per dormire in tenda, ci siamo appoggiati alle casette in legno dei campeggi. Certo è che su distanze così lunghe la fatica non è solo muscolare, e non è solo stanchezza. Conta moltissimo l’approccio mentale. È quello che aiuta a superare i momenti critici.

Bikepacking - Northcape 4000 - Gianfranco Reboldi

Bikepacking - Northcape 4000 - Gianfranco Reboldi

Bikepacking - Northcape 4000 - Gianfranco Reboldi

Bikepacking - Northcape 4000 - Gianfranco Reboldi

In due mesi i momenti critici ci sono stati?

Certo. Il più difficile è stato quello del mio ricovero, prima di capire cosa avessi. Il pensiero di non stare bene lontano da casa, di dover rientrare mi aveva un po’ demoralizzato. Quando però ho capito che non era nulla di grave e ho iniziato la cura antibiotica, in poco tempo mi sono ripreso, anche mentalmente.

Il momento, invece, più emozionante?

L’arrivo a Capo Nord. Il giorno prima eravamo a meno di 30 km, quindi ci siamo goduti l’arrivo, con calma, il giorno dopo.
Già intravedere il Globo in lontananza è stato emozionante. Non sono solito lasciarmi andare, ma confesso che qualche lacrimuccia è scappata.
Mi sono emozionato anche al ritorno quando ho rivisto mia moglie. Sapevo che, arrivato in città, avrei trovato amici e autorità ad aspettarmi, così le ho chiesto di trovarci qualche km prima. Mi sembra giusto che fosse lei la prima persona che avrei riabbracciato.

Bikepacking - Northcape 4000 - Gianfranco Reboldi

Prossimi viaggi in programma?

Sicuramente questo non è stato l’ultimo. Ma credo che prossimamente mi dedicherò a distanze più brevi e magari in Italia. Nel nostro ci sono tantissimi luoghi bellissimi da scoprire, perfetti per il turismo lento della bicicletta.