Barbara e Francesca vs i lunghissimi

Barbara e Francesca vs i lunghissimi

Le gemelle Vassallo affrontano la difficoltà principale per i maratoneti, i lunghissimi. Dopo un paio di naufragi hanno trovato un traghettatore che le porti a riva, rendendosi conto che SI PUO’ FARE! Il loro ENDUdream prosegue…

Andrea Toso

09 Ottobre 2019

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Le gemelle crescono.

Non è questione di età anagrafica né di altezza, ma di consapevolezza e maturità.

Partire per una maratona non consiste nel primo passo oltre la start line, quello è il primo dell’evento.
La maratona parte nel momento in cui ci si prefigge l’obiettivo, non allo sparo.
Così il viaggio per il primo dicembre a Valencia è iniziato a Milano il giorno della proclamazione a ENDUdream-er, in cui un po’ ottimiste e sicuramente sognatrici hanno sfidato la distanza regina, non solo nel traguardo ma in un cronometro progettuale per arrivare nel prossimo quadriennio a tempi utili per la qualificazione olimpica per Parigi.

Se si sogna, si sogna in grande!

I sogni costano fatica, Barbara e Francesca hanno affrontato il cambiamento del trasformarsi da medio fondiste a maratonete, con delle false partenze sui lunghi che non arrivavano mai ai km richiesti, nonostante fossero sotto ritmo: i 23 teorici si fermavano a 19, i 26 a 24, fatica mentale nell’affrontare la strada, sebbene la mezza maratona sia una distanza consolidata.

Da (ex) maratoneta capisco che a 23 anni appena compiuti l’idea di lanciarsi in una distanza X faccia paura, 42 km non è un viaggio quantificabile alla mente, quando si parte per un lunghissimo bisogna andare dalla parte opposta rispetto a dove si vorrebbe e tornare solo quando si è a metà strada praticamente; non è per niente facile, e bisogna isolarsi dalla fatica, entrare in un trance meditativo che le gemelle non possedevano ancora.

Così hanno chiesto supporto a chi avesse già corso una maratona per avere compagnia nei lunghissimi, così da avere la certezza che fosse possibile, un testimone della possibilità di arrivare al traguardo che viva con leggerezza la strada che ha già percorso, e hanno svoltato. Ad oggi hanno svolto lavori fino a 30 km a ritmo lento e lavori variati a ritmo gara che per scaramanzia (mia più che loro) non dichiariamo ma è decisamente ambizioso come esordio, ma in ENDUdream stiamo credendo realizzabile. Adesso passeranno per la mezza di Cremona come test di forma dopo aver fatto quella estiva a Roma via Pacis come lunghetto senza particolare agonismo, ma la laurea e lo scarico mentale necessario hanno dettato questi passaggi.

Ovviamente nel viaggio alla maratona di Valencia stanno azzerando le variabili in parte grazie agli sponsor e in parte all’esperienza in divenire. Hanno testato maglia e pantaloncini ASICS da usare in gara, per scarpe sono state battezzate le RoadHawk 2, veloci leggere e perfetto match per i 4 piedi che in allenamento usano le più protettive Cumulus, insomma confermano la strada iniziata a Milano ad Aprile alla proclamazione del concorso ENDUdream.

Altra incognita per le lunghe distanze sta nell’integrazione, alimentarsi in 42km è un universo nuovo che stanno scoprendo e SIS le supporta con l’irrinunciabile REGO post allenamento ed i gel che stanno testando in gusti e soprattutto in posologia e temporizzazione, hanno scoperto che i gusti agrumi sono meno tollerati avendo qualche riflusso gastrico e quindi si sono spostate sul resto della collezione.
Nel complesso si dichiarano molto più ligie ai doveri, sia alimentari che nello stretching che praticano quotidianamente dopo cena per ottimizzare il recupero insomma da talenti grezzi ad atlete mature con grandi obiettivi, che poi si siano laureate in scienze motorie con un totale di 220 non credo sia un caso nel loro progetto di vita futuro!

Forza ragazze, noi seguiamo il vostro ENDUdream!

 

P.S. Tirate fuori i sogni dal cassetto, presto potrebbero diventare realizzabili…