Appuntamento all’Inferno  per la conquista del titolo italiano OCR

Appuntamento all’Inferno per la conquista del titolo italiano OCR

Previsti 2mila partecipanti alla corsa a ostacoli più diabolica d’Italia. Sabato 5 ottobre si terrà la 12km con le qualifiche agli Europei 2020 in Val di Fiemme.

ENDU

25 Settembre 2019

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La sfida per il titolo di campioni italiani OCR 2019 è ancora aperta ma per salire sul gradino più alto del podio ci sarà da attraversare l’Inferno, nel vero senso della parola. Andrà in scena il 5 e 6 ottobre, tra le colline e i vigneti del Chianti, Inferno Mud, l’edizione fangosa della storica corsa a ostacoli, giunta alla sua quinta stagione e finale del Campionato Italiano promosso dalla Federazione Italiana OCR.

Dopo Inferno Snow a gennaio nella stazione sciistica Prato Nevoso Ski (CN) e la water edition di maggio Inferno City all’Idroscalo di Milano, si torna in Toscana al Norcenni Girasole Village di Figline Valdarno (FI), dove sono previsti 2mila partecipanti. Oltre all’adrenalinica gara competitiva, cuore pulsante della manifestazione sarà la contagiosa energia delle tantissime persone, di ogni età, che scelgono con Inferno di mettere alla prova la propria determinazione, affrontando con il sorriso piccoli o grandi limiti.

Dovranno correre e superare, contando anche sul reciproco aiuto, ostacoli naturali e artificiali dai nomi di ispirazione dantesca con l’immancabile fango protagonista dell’edizione. Incontreranno sul tracciato, tra le varie prove, Caronte, un lago da attraversare a nuoto, Limbo, il temutissimo quarter pipe, Malebolge, solo uno dei numerosi muri da scavalcare, Plutone, la corda da risalire, o Lucifero, il multirig finale da percorrere in sospensione appendendosi a bastoni, pioli e reti. Agilità, equilibrio, forza, resistenza, velocità le abilità da mettere in gioco e tanta voglia di divertirsi anche con la Lorda Pozza, sette dune e pozze di fango da guadare.

L’INFERNO DI STEFANO OLTRE OGNI OSTACOLO

Tra gli appassionati obstacle runner correrà anche Stefano Selva, reduce con la Nazionale Italiana Trapiantati e Dializzati Aned dai World Transplant Games dove ha vinto, a Newcastle, l’oro nel tiro con l’arco e il bronzo nel football. Trapiantato nel 2001 all’Ospedale San Martino di Genova per una leucemia mieloide cronica diagnosticata nel 1998, Stefano ha superato la malattia e conduce un’intensa vita da sportivo:

Si può dire che la mia vita è stata un po’ un Inferno, una corsa a ostacoli in cui non mi sono mai arreso – racconta Stefano Superare muri, guadare fiumi, buttarsi in vasche ghiacciate, trasportare pesi, strisciare sotto il filo spinato o arrampicarsi è davvero divertente. Arriva sempre in gara il momento in cui ti trovi di fronte a un ostacolo mai affrontato e devi essere determinato nel superarlo per arrivare al traguardo. Questa è una vera e propria lezione di vita: lottare per un obiettivo uscendo dalla zona di comfort in cui tendiamo a nasconderci. Ho superato la malattia ma il mio impegno continua affinché sempre più persone possano avere una seconda opportunità, come me, grazie alla donazione del midollo osseo”.